Sir Patrick Stewart presenta Star Trek: Picard a Lucca: "Non volevo tornare a indossare l'uniforme"

Sir Patrick Stewart ha presentato Star Trek: Picard a Lucca Comics & Games 2019, disponibile su Amazon Prime Video dal 24 gennaio. Con lui, al Teatro del Giglio di Lucca, gli attori Michelle Hurd, Santiago Cabrera, Isa Briones e Evan Evagora.

Sir Patrick Stewart non voleva tornare a essere Jean-Luc Picard: lo ha detto a Lucca Comics and Games 2019, dove, sul palco del Teatro del Giglio, ha incontrato fan di Star Trek e stampa per presentare Star Trek: Picard, nuova serie della saga prodotta da Cbs, disponibile in Italia dal 24 gennaio su Amazon Prime Video.

 

 

Accolto da un’ovazione, l’attore non ha avuto paura di essere sincero, nonostante la platea di fedelissimi della saga di fantascienza:

Non volevo essere di nuovo Picard e vi spiego perché: nei 7 anni in cui abbiamo girato 178 episodi di Star Trek: The Next Generation e 4 film, sentivo di aver dato tutto al franchise e detto tutto quello che c’era da dire sul personaggio di Picard. Continuare non avrebbe avuto senso. Pensavo che ormai facesse parte del mio passato.

Invece Alex Kurtzman, Michael Chabon e Gene Roddenberry, autori della serie, hanno insistito per presentargli le loro idee. Alla fine di quell’incontro l’attore inglese ha chiesto di farsi mandare quelle suggestioni per iscritto, in modo da poterle studiare. Gli è arrivato un plico da 35 pagine. Non era ancora convinto, ma ha chiesto un secondo incontro.

 

LUCCACG19 Sir Patrick Stewart parla di Star Trek: Picard a Lucca

Sir Patrick Stewart ha presentato a @Lucca Comics Lucca Comics & Games 2019 Picard, la nuova serie della saga di Star Trek, disponibile su Amazon Prime Video dal 24 gennaio. Con lui gli attori Michelle Hurd, Santiago Cabrera, Isa Briones e Evan Evagora.Approfondisci:➜ https://leganerd.com/2019/11/01/sir-patrick-stewart-presenta-star-trek-picard-a-lucca

Gepostet von Lega Nerd am Samstag, 2. November 2019

 

La prima domanda che ha fatto agli scrittori è stata: quanto sarebbe stato diverso questo Picard dal precedente? La risposta è stata: molto. Ed è così che Sir Patrick Stewart è tornato a essere di nuovo Jean-Luc Picard: perché ha avuto la sensazione di stare per affrontare un nuovo personaggio.

 

 

 

 

Star Trek: Picard, la saga cambia pelle

Dal trailer di Star Trek: Picard vediamo come Picard non sia più né un capitano della Flotta Stellare, né un ammiraglio. Si è ritirato nel castello di famiglia a coltivare vite e produrre vino. Ha anche un cane, un pitbull: un’idea di Sir Patrick Stewart.

Il plot di questi dieci episodi è ancora segreto ma, dalle parole del protagonista e dei colleghi arrivati insieme a lui a Lucca, è chiaro che a unirli è un avvenimento tragico di 17 anni prima.

Questo fatto coinvolge Raffi (Michelle Hurd), che ha dei trascorsi con Picard e si è sentita tradita da lui, Cristobal (Santiago Cabrera), un ex pilota, Dahj (Isa Briones), una ragazza che chiede aiuto al protagonista ed Elnor (Evan Evagora), ragazzo che ha incontrato per la prima volta Picard quando era molto piccolo.

Tutti e cinque i componenti del cast sono d’accordo con Stewart: questa non è semplicemente una serie di fantascienza:

Per tutti noi era molto importante che non fosse solo una storia sci-fi, futuristica, ma che raccontasse anche il mondo di oggi. E il mondo di oggi è incasinato. Vi garantisco che Trump e Boris Johnson non appariranno nella serie, per fortuna. Anche perché sono oltraggiato dalla decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Europa.

Per tutta la mia carriera, che dura da 60 anni, ho sempre lavorato con gruppi di persone in cui si è collaborato, si è cercato di dare il massimo tutti insieme, divertirsi, fidarsi. Faccio parte del mondo di Star Trek dal 1987 e tutti abbiamo partecipato, dal cameraman a ogni singolo membro crew. Siamo una squadra. E Star Trek parla proprio di questo: del senso di comunità e di unità.

 

 

 

Raffi, Cristobal, Dahj ed Elnor: i nuovi volti di Star Trek: Picard

Si sa molto poco sui nuovi personaggi che vedremo in Picard, ma tutti gli attori sono d’accordo nel dire che lavorare con Sir Patrick Stewart è un onore e un privilegio, così come far parte di una saga così amata, come ha detto l’esordiente Evan Evagora:

Quando conosci qualcuno che ama Star Trek capisci che ha avuto un impatto importante nella sua vita.

Per prepararsi al ruolo di Elnor l’attore ha fatto un allenamento molto intenso per due settimane prima delle riprese:

Ho un passato nel pugilato, nelle arti marziali e a Los Angeles mi sono allenato per le scene d’azione: mi hanno insegnato a usare la spada, fatto lanciare da palazzi… È stato intenso ma molto divertente.

 

Michelle Hurd è una fan di vecchia data della saga, che guardava da bambina:

Questa serie è diversa, ma ha la stessa cura dell’originale nel raccontare le esperienze umane. Ci sono personaggi di ogni tipo, con diversi problemi: c’è chi scappa dal passato, chi è in difficoltà. Siamo un gruppo di personaggi perfettamente imperfetto: tutti possono riconoscersi in loro. Tutti siamo in cerca di qualcosa: quella della serie è una ricerca di speranza.

 

 

Sir Patrick Stewart: il teatro, Shakespeare e la tuta di Picard

La bellezza del Teatro del Giglio di Lucca non ha lasciato indifferente Sir Patrick Stewart: l’attore non ha resistito, ha reclamato un minuto di Shakespeare per la gioia dei presenti. Pura magia.

La lunga carriera in teatro di Stewart è in qualche modo arrivata anche al comandate della Flotta Stellare:

A teatro, quando interpreti un ruolo classico che richiede la calzamaglia, non hai tasche e con le uniformi di Star Trek è lo stesso: quindi già sapevo come dovevo stare in piedi e muovere le mani.

 

La connessione tra una serie popolare come Star Trek e le opere di Shakespeare non finisce però qui secondo l’attore:

Ci sono connessioni molto forti tra i due: il mio lavoro è prima di tutto intrattenimento; poi c’è soggetto, il contenuto, e infine per me è fondamentale che quel contenuto porti alla possibilità di un mondo migliore.

 

Star Trek: Picard sarà disponibile dal 24 gennaio su Amazon Prime Video.

 

 

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Valentina Ariete

Valentina Ariete a.k.a. valentinaariete

Il primo film della mia vita è stato Biancaneve e i sette nani, avevo 3 anni. L’effetto è stato devastante: non volevo più uscire dalla sala e ho costretto i miei poveri genitori a vederlo due volte. La gioia che mi ha dato vedere delle immagini in movimento su un grande schermo è stata pari soltanto a quella che ha suscitato in me un'altra scoperta “giovanile”, quella del gelato (per la cronaca: di anni non ne avevo nemmeno 1 ed era una coppetta crema e panna). Poi sono cresciuta, ora anche altre cose mi danno gioia, ma ho fatto della passione per il cinema (e le serie tv) il mio lavoro. In un'altra vita (non tanto lontana) ero un dottore, oggi scrivo di mondi di celluloide per Deejay, TvZap, Movieplayer e Lega Nerd.
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venerdì 1 novembre 2019 - 20:03
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