Blackout Hong Kong

100
2 anni fa

9 minuti

Blackout Hong Kong ci catapulta nella caotica metropoli orientale nel bel mezzo di una crisi: un blackout totale che sta paralizzando l’intera regione. Ristabilisci l’ordine, metti in sicurezza i quartieri e prendi il comando!

Anno 2020, Hong Kong. In una giornata autunnale come tante altre l’energia elettrica viene a mancare ed Hong Kong sprofonda nel buio.

Quello che inizialmente sembra solamente un guasto passeggero si rivela essere un problema di portata potenzialmente catastrofica. L’intera regione si ritrova allo sbando ed è solo questione di ore prima che scoppi il caos.

Il vostro obiettivo è impedire che questo avvenga mettendo in sicurezza i vari distretti, reclutando volontari e prestando soccorso alla popolazione allo sbando. Chi riuscirà ad aiutare maggiormente la città sarà, alla fine, il vincitore!

 

I dadi delle risorse hanno ognuno una distribuzione peculiare dei simboli risorsa, che sembra non darvi mai quello che vi serve quando vi serve

La copia in nostro possesso è un prototipo di stampa semi-definitivo ma la qualità dei componenti non rispecchia la qualità finale del gioco che troverete in vendita. Per questo non verrà considerato nel voto finale il fattore “Materiali”

 

 

 

La notte è buia e tempestosa…

Blackout Hong Kong è un eurogame di strategia per 1-4 giocatori che ci metterà nei panni di un gruppo di soccorritori che cerca di riportare ordine e tranquillità in una Hong Kong nel caos più totale dovuto ad un imponente blackout.

Chi a fine partita avrà accumulato più Punti Vittoria sarà l’eroe che ha salvato Hong Kong dal disastro ed il meritato vincitore della partita.

La plancia di gioco principale rappresenta la regione di Hong Kong, divisa in diversi distretti delimitati da città (differenziate in quattro colori) e da linee tratteggiate che le collegano per formarne i perimetri. Sul tabellone è presente inoltre la Ruota delle risorse, uno spazio che ci permetterà di tener traccia delle sei tipologie di risorse che possiamo possedere e di quante ne possiede ciascun giocatore.

 

La plancia principale e tutti gli altri componenti del gioco hanno subito un restyling imponente rispetto alla prima edizione e devo dire che ci piace decisamente di più

 

La plancia di ogni giocatore ci permette di vedere quali obiettivi stiamo cercando di raggiungere, quali carte abbiamo giocato ma sopratutto cosa si può fare in ciascuna delle 8 fasi di cui è composto un turno.

Un turno può essere riassunto schematicamente così:

  • Fase 1 – Lancio dei dadi: Ad inizio turno vengono lanciati tre dadi, uno giallo, uno rosso ed uno blu. Sulle facce dei dadi sono presenti i simboli delle risorse e per quel turno potranno essere prodotte solo le risorse corrispondenti al colore dei dadi. Le carte che produrranno cubetti gialli, ad esempio, vi permetteranno di prendere solo il tipo di risorsa corrispondente al dado giallo. Dopo di che andrete a piazzare le carte coperte in uno dei tre spazi per le carte sulla vostra plancia. Potete piazzare solo una carta per spazio ogni turno.
  • Fase 2 – Schiera volontari e specialisti: andate ad attivare le carte giocate. In genere vi forniranno risorse o vi permetteranno di spendere risorse per ottenere dei vantaggi; alcune carte speciali avranno degli effetti unici.
  • Fase 3 – Obiettivi: completate gli obiettivi presenti sulla vostra plancia per ottenere ricompense come nuove carte in mano, nuove azioni Spunta o Influenza sulla città, che vi permetterà di guadagnare punti vittoria.
  • Fase 4 – Esplorazione: potete ottenere risorse e punti vittoria, al costo di dover mandare uno dei vostri volontari in Ospedale e quindi non poterlo più usare fino a quando non lo recupererete con l’azione apposita.
  • Fase 5 – Nuovi Obiettivi: ottenete nuovi obiettivi da un market comune e visibile a tutti, con un prezzo che aumenta in base alla richiesta
  • Fase 6 – Pulizia: Scartate le carte obiettivo più a destra e potete riciclare alcune risorse per avere punti vittoria
  • Fase 7 – Distretti Sicuri: prendete punti vittoria in base ai distretti che avete circondato con i vostri segnalini durante la fase Obiettivi
  • Fase 8 – Riprendere le carte: se avete meno di 5 carte in mano, potete riprendere in mano tutte le carte presenti nello spazio della vostra plancia dove ce ne sono di più. Se lo fate, eseguite quante azioni Spunta a vostra disposizione volete.

Una volta terminato il mazzo degli obiettivi la partita termina e si procede alla conta dei punti. Per formare il nostro punteggio dovremo sommare i Punti Vittoria accumulati durante la partita a quelli presenti sulle carte in nostro possesso, con dei bonus aggiuntivi in caso avessimo avanzato risorse.

Chi avrà accumulato più punti sarà l’eroe che ha salvato Hong Kong dal disastro ed il meritato vincitore della partita.

In questo turno le carte blu produrranno riso, le carte rosse produrranno medicinali mentre le carte gialle produrranno quadernini, noto bene di prima necessità.

 

 

 

Un german che parla cantonese

Commentare con un “c’è parecchia carne al fuoco” è davvero dir poco. Blackout Hong Kong è un german impegnativo che metterà alla prova i giocatori più hardcore con una costante rincorsa all’efficienza massima.

Blackout Hong Kong è un gioco strategico profondo e ben bilanciato

Se inizialmente vi sembrerà di non poter far molto, man mano che il gioco andrà avanti le possibilità di far punti si fanno sempre più pressanti ed il mazzo degli obiettivi sembra non essere mai spesso abbastanza. Se non si fa attenzione si arriva a fine partita con mille piani ipotetici e poco tempo per metterli in atto ed è inevitabile rimuginare durante la conta dei punti che se solo avessi avuto un turno in più. Trovo che sia il segno di un gioco strategico ben bilanciato e profondo il fatto di dover bilanciare tutte le scelte con la consapevolezza che il tempo è tiranno e non si può far tutto, ed in questo Blackout Hong Kong è sovrano.

 

 

La struttura del turno, divisa in tante sottofasi da far girare la testa, in realtà si è rivelata piuttosto semplice da seguire tramite le ottime plance del giocatore che fungono quasi da tutorial, mostrando punto per punto cosa succede in ogni fase. Il flusso di gioco sarebbe probabilmente impossibile da seguire senza il loro ausilio quindi va un plauso particolare a questa scelta grafica.

Per gli amanti del gioco in solitaria c’è anche una versione in single player, mentre è possibile affrontare una modalità campagna in cooperativa che ci mette di fronte a delle sfide via via più difficili man mano che la città sprofonda nel caos col passare dei giorni. Sono solamente cinque capitoli ma offrono una sfida che va a rinfrescare le meccaniche del gioco e riesce a mettere in difficoltà anche i più esperti.

 

Non avere sotto mano le fasi di ogni turno sarebbe come giocare al buio

 

 

 

Grattacieli e grattacapi

Blackout Hong Kong è un gioco che di sicuro farà parlare di sé. Pur essendo un eurogame per certi versi molto classico (la Ruota delle risorse a me urlava “Terra Mystica!” fin dal primo momento in cui l’ho vista), contiene alcuni elementi di aleatorietà che potrebbero far storcere il naso ai cinghialisti anonimi più accaniti.

L’alea non è certo il fattore più importante nelle vostre tattiche.

I dadi lanciati per decretare le risorse, le ricompense casuali per l’esplorazione (e la carta casuale scartata) potrebbero far pensare che la fortuna abbia un ruolo di particolare rilevanza in questo gioco. La verità è che ci sono diverse strategie vincenti e che le meccaniche “push your luck” dell’Esplorazione non sono state per me così determinanti da influenzare in maniera determinante la mia strategia; l’alea non è certo il fattore più importante nelle vostre tattiche.

 

Gli spazi per le carte sono tre, espandibili a 4 sotto alcune condizioni. Visto che dovrete riprendere in mano le carte dallo spazio che ne contiene di più, state sempre attenti a dove e come giocate i vostri volontari.

 

Quello che mi ha davvero lasciato deluso è la tematica. C’è un indubbio lavoro alle spalle per cercare di rendere il più possibile l’atmosfera di Hong Kong, a partire da come sono fatte le illustrazioni, alla terminologia usata fino alla riproduzione sulla plancia della geografia della zona. Addirittura, i giocatori hanno le loro carte iniziali divise per segno zodiacale, una parte importante della cultura cinese ed hongkonghese.

La tematica si mischia con il motore di gioco  come l’acqua con l’olio.

Tutte queste belle intenzioni però svaniscono nel gameplay che anche se risulta divertente e bilanciato non riesce a trasmettere nulla della tematica. Poteva essere un Pandemic come un gioco sull’agricoltura e probabilmente si sarebbe potuto giocare alla stessa maniera: la tematica si mischia con il motore di gioco come l’acqua con l’olio. Sta a voi decidere quanto questo sia un punto a sfavore, dato che il pubblico a cui si rivolge non è certo quello delle miniature quanto quello dei legnetti, che solitamente predilige meccaniche ben cesellate ad una tematica preponderante; ciò non toglie che mi sembra un’occasione mancata.

 

Le carte obiettivo ritraggono i volontari che andranno ad aggiungersi alla vostra squadra una volta raggiunti i prerequisiti; non sanno che finiranno inevitabilmente in ospedale mentre li userete come carne da macello per tenere in ordine i distretti.

 

Tirando le somme, Blackout Hong Kong è un gioco appassionante che soddisferà il vostro prurito di strategia con un mix di idee nuove e meccaniche provate. Anche se non sono stato molto convinto dal tema, l’ho trovato un gioco ricco di scelte difficili da fare e che dà sempre una sfida considerevole.

Chi decidesse di ignorarlo per l’aleatorietà di certe meccaniche o perchè non attirato dalla veste grafica particolare rischia di perdersi un’esperienza di gioco molto valida che merita un posto sulle kallax di tutti gli amanti dei giochi teutonici e che non mancherà di abbagliare i fan degli strategici.

 

 

 

76
ME GUSTA
  • Le vie per la vittoria sono diverse e bilanciate dando la possibilità di sfide sempre nuove
  • La campagna in solitario e coop è un'aggiunta interessante
  • La cultura di Hong Kong è ben rappresentata nelle illustrazioni...
FAIL
  • ...ma non è presente nelle meccaniche un po' sterili
  • Alcuni elementi di aleatorietà potrebbero non piacere agli eurogamer più accaniti
  • Setup e teardown lunghi, non aiutati dal non avere un modo per dividere le carte in maniera sensata
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