Sulla scia di Nintendo, Sony e SNK, anche SEGA si prepara a lanciare la sua retro console, il Mega Drive Mini. Vi raccontiamo tutte le informazioni e le nostre impressioni dopo averla provata con mano.

Per gli sviluppatori di SEGA, lanciare il Mega Drive Mini a oltre trent’anni di distanza dal debutto della storica console a 16-bit ha un’enorme importanza simbolica.

“Il calendario giapponese definisce l’era in cui ci si trova in base all’imperatore”, ci ha detto il responsabile del progetto Hiroyuki Miyazaki durante una nostra intervista negli uffici di SEGA Japan a Tokyo.

Attualmente siamo nel trentunesimo anno dell’era Heisei, ma a partire dal 1° maggio cambieremo era [Reiwa]. Questo vuol dire che il Mega Drive Mini verrà lanciato nella prossima epoca, portando avanti la tradizione del Mega Drive.

Per noi giapponesi rappresenta qualcosa di emozionante e storico, perché Mega Drive fa parte della nostra anima e ci piacerebbe continuare a raccontare la sua storia.

 

Per parlare del Mega Drive Mini in arrivo il prossimo 19 settembre, Miyazaki la prende decisamente larga

Per parlare del Mega Drive Mini in arrivo il prossimo 19 settembre, Miyazaki la prende decisamente larga, ma dopo aver provato la nuova retro console di SEGA ci appare evidente quanto la compagnia giapponese abbia preso a cuore la buona riuscita del progetto, realizzando un hardware che già ora, a mesi di distanza, ci sembra superiore ad alternative come Super NES Classic Mini e PlayStation Classic.

 

 

 

 

 

 

Addio AtGames

Come i più informati già sapranno, la prima volta che SEGA ha annunciato il Mega Drive Mini fu esattamente un anno fa, in occasione del SEGA FES 2018 di Tokyo.

La presentazione ricevette tuttavia un’accoglienza decisamente fredda a causa di un motivo ben preciso: la console sarebbe stata prodotta in collaborazione con AtGames, compagnia che negli anni aveva realizzato una sfilza di pessime riproduzioni su licenza ufficiale, come il mediocre Sega Genesis Flashback.

Mega Drive Mini sarebbe stato insomma l’ennesima patacca. Da allora SEGA ha deciso di riavviare il progetto e prenderne in mano le redini, curandone la produzione sia dell’hardware che del software.

“Non avevamo un team interno specializzato per creare questo prodotto”, spiega Miyazaki. “In maniera molto naturale persone di ogni reparto si sono unite al progetto e hanno cominciato a lavorare assieme”.

Il risultato è un hardware che (finalmente) rende onore all’indimenticabile Mega Drive, a partire da una cura per i dettagli impressionante. Eccezion fatta per le dimensioni (il 55% di quelle della console originale), il Mega Drive Mini è una perfetta riproduzione.

Lo slot delle cartucce può essere aperto con un dito, mentre è possibile spostare la leva del volume o rimuovere lo sportellino presente nella parte inferiore (quello che al tempo permetteva di collegare periferiche ed espansioni come il SEGA CD): sono tutte minuzie, decorazioni senza alcuna utilità pratica, ma che testimoniano la cura riposta da SEGA e rendono la console qualcosa in più di un semplice guscio di plastica.

 

 

 

Il controller europeo e americano del Mega Drive Mini, identico a quello dell’originale del 1988 con tre pulsanti frontali A, B e C. La versione giapponese avrà invece sei tasti frontali.

 

 

 

Differenze Regionali

Il corpo del Mega Drive Mini misurerà circa la metà della console originale e sarà più o meno identico per tutti i mercati.

Come detto, il corpo del Mega Drive Mini misurerà circa la metà della console originale e sarà più o meno identico per tutti i mercati, con l’unica eccezione dei loghi e delle decorazioni.

Negli Stati Uniti, coerentemente con la diversa nomenclatura dell’epoca, la console sarà infatti distribuita con il nome di SEGA Genesis Mini, mentre ciascuno dei mercati avrà una confezione differente che richiamerà quelle originali di trent’anni fa.

La differenza più evidente sarà tuttavia nei due controller venduti assieme alla console.

Per l’Europa e gli Stati Uniti si è deciso di includere una riproduzione del Control Pad originale con tre pulsanti frontali, mentre in Giappone si è preferito optare per il pad a sei tasti, distribuito a partire dal 1993 e ideale per picchiaduro e altre trasposizioni da sala giochi che richiedevano un maggior numero di input.

Inoltre, sempre in linea coi controller dell’epoca, le dimensioni del Control Pad giapponese sono sensibilmente più piccole rispetto alla controparte occidentale, poiché al tempo si riteneva che il pubblico giapponese avesse mani più minute.

Al momento non è ancora chiaro quanti titoli faranno effettivamente uso della configurazione a sei tasti, né se questi nuovi controller USB potranno essere utilizzati liberamente con qualsiasi versione della console.

 

 

 

I primi titoli presentati, ne verranno presentati altri prima dell’uscita della console, per un totale di 40.

 

 

 

Software e Giochi

Per quanto riguarda la lista dei giochi installati, è evidente l’intenzione di SEGA di superare per quantità e qualità quanto fatto dalle altre retro console. Mega Drive Mini includerà 40 giochi diversi, andando a pescare tra i migliori e più popolari titoli nella storia della console a 16-bit.

Quelli finora confermati sono undici:

  1. Ecco the Dolphin
  2. Castlevania: The New Generation
  3. Shining Force
  4. Space Harrier 2
  5. Toejam & Earl
  6. Sonic the Hedgehog
  7. Altered Beast
  8. Megaman: The Wily Wars
  9. Dr. Robotnik’s Mean Bean Machine
  10. Gunstar Heroes
  11. Comix Zone

 

“Data l’enorme libreria del Mega Drive Mini, avremmo potuto inserire anche cento giochi”, ci ha detto Miyazaki. “Abbiamo però optato per una selezione più contenuta per essere sicuri di inserire quelli che sono rimasti in assoluto più nel cuore e nei ricordi degli appassionati”.

Sfortunatamente, il catalogo di Mega Drive Mini non sarà in grado di raccontare l’intera storia della console SEGA, visto che molti dei giochi più famosi usciti all’epoca erano basati su licenze che oggi difficilmente possono essere recuperate.

Titoli con celebrità come Joe Montana Football e Michael Jackson’s Moonwalker, tie-in come Jurassic Park oppure platform con personaggi Disney del calibro di Aladdin e Castle of Illusion.

Quali saranno i 29 giochi rimanenti lo sapremo nel corso dei prossimi mesi, ma nel frattempo abbiamo potuto verificare con mano l’ottima qualità dell’emulazione di Mega Drive Mini.

 

 

L’Emulatore

Sviluppato internamente dal team SEGA M2, l’emulatore utilizzato per la retro console è una versione personalizzata (e, ci è stato detto, migliorata) di quello alla base dell’ottima collana SEGA AGES per Nintendo Switch, sebbene le opzioni siano in questo caso ridotte all’osso, con quattro slot di salvataggio, filtri di scanline e poco altro.

Dalla dashboard sarà possibile scegliere tra le diverse versioni di uno stesso gioco: Castlevania: The New Generations, ad esempio, venne pubblicato nei vari mercati con differenze più o meno evidenti nella grafica, nelle opzioni e nel gameplay, e su Mega Drive Mini sarà possibile scegliere se giocare in alternativa l’edizione americana (Castlevania: Bloodlines) o quella giapponese (Vampire Killer).

Come ogni retro console, il target di Mega Drive Mini non è ovviamente composto da quella fetta di smanettoni che preferisce usare un Raspberry Pi per avere un emulatore con migliaia di ROM.

“Quando Nintendo aveva staccato SEGA e stava vincendo la console war, c’erano comunque tante persone che continuavano a supportare i nostri prodotti”, ci ha detto Miyazaki. “C’erano così tanti appassionati che andavano in giro indossando magliette con il logo SEGA o collezionando gadget coi nostri personaggi. Ecco, Mega Drive Mini è dedicato a loro”.

 

Mega Drive Mini arriverà nei negozi il prossimo 19 settembre al prezzo di 79,99€ ed è già prenotabile su Amazon.it