Il 23 Maggio è arrivato nelle nostre sale SOLO: A Star Wars Story, pellicola spin-off appartenente all’universo Star Wars e incentrata sulla storia di un tanto giovane, quanto inedito, Han Solo. Sfida non da poco da parte di Disney non solo nel voler rappresentare uno dei personaggi più iconici della saga, ma anche nel volergli dare un nuovo volto. E durante il Festival di Cannes abbiamo avuto proprio occasione di sentire dallo stesso protagonista, Alden Ehrenreich come è stato affrontare questa sfida.

C’è poco da fare, alcuni personaggi restano immortali anche grazie ai loro autori. Del resto chi sarebbe stato Bela Lugosi senza il suo Dracula? Riuscite a immaginare Doc Emmet Brown senza il volto di Christopher Lloyd? O Luke Skywalker senza quello di Mark Hamill?

O riuscite a non associare i giovani Elijah Wood e Daniel Radcliffe nei loro Frodo Baggins e Harry Potter?

Ammettiamolo, non è facile! Ed è ancora meno facile quando attore e personaggio sono nati praticamente insieme, come nel caso di Harrison Ford e del suo Han Solo.

Certo, rispetto a questi attori appena citati, Ford ha avuto l’immensa fortuna di associare il suo carisma, le sue caratteristiche naturali da Han in tanti altri personaggi iconici, come per esempio l’archeologo Indiana Jones o il cacciatore di replicanti Rick Deckard; eppure, proprio per questo motivo sarebbe impossibile immaginare questi personaggi con un volto differente.

 

SOLO: A Star Wars Story

 

Ovviamente per fare questo, Han deve fare un salto indietro nel passato. Devo tornare giovane, nei magici anni ’70, e visto che forse usare Ford solo al digitale sarebbe stata una mossa perfino troppo azzardata, ecco che arriva il giovane attore Alden Ehrenreich.

Disney invece ha voluto osare a fare il salto più lungo della gamba con la sua nuova serie di spin-off ambientati nell’universo di Star Wars, iniziati nel 2016 con il Rogue One di Gareth Edwards, e ha deciso di concentrarsi proprio su Han Solo, scendere nelle viscere del suo passato, mostrarcelo nelle sue fragilità, insicurezze ma anche desiderio di diventare davvero il pilota più bravo della galassia.

Giovane si, ma con un già bel curriculum alle spalle che vanta nomi come quello di Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, i fratelli Coen, Alden ha colto la palla al balzo e si è tuffato in quella che, molto probabilmente, è stata la sua sfida più grande in campo cinematografico.

 

SOLO: A Star Wars Story

Quando mi è stato detto che ero stato preso per la parte ero al settimo cielo, ma non potevo dirlo a nessuno, neanche a mia madre. Ho dovuto dire che avevo fallito.

È stato terribile, perché era una cosa epica, ma alla fine sono riuscito a mantenere il segreto. Devo dire che alla fine sono entrato subito nel ruolo perché…

Dai, come fai a non festeggiare? Allora ho camminato fino alla spiaggia, sono arrivato a molo, e alla fine ho festeggia da “solo”.

Ci racconta Alden Ehrenreich durante il 71° Festival di Cannes dove il film è stato presentato in anteprima europea Fuori Concorso, alla presenza del cast e del regista.

 

È davvero speciale essere parte di un franchise che ha così tanto cuore e che significa così tanto per le persone.

È stato speciale ma anche spaventoso, ma epico, arrivare a interpretare un personaggio con così tanto spessore e che fa parte di questo universo meraviglioso.

Alden, a missione compiuta (o quasi), sembra essere molto più tranquillo. Sorride, scherza, si canzona anche un po’. Indubbiamente non nasconde di essere preoccupato per la reazione dopo la visione del film, ma ovviamente non quella dei fan. Per lui il banco di prova non può che essere uno solo e soltanto: Harrison Ford.

 

SOLO: A Star Wars Story

Non so come andrà, non so come il pubblico percepirà questa storia, ma ciò che per me conta davvero è che la mia interpretazione sia piaciuta a George Lucas e, ovviamente, a Harrison Ford.

Ogni parere, opinione è importante, ma per me da una parte c’è quello che pensa il mondo, ma dall’altra c’è assolutamente quello che pensa Harrison Ford.

 

Del resto c’è da riconoscere a questo attore che la passione e la volontà ci sono tutte. All’interno del film l’impegno di Alden Ehrenreich è tangibile ed è da apprezzare la sua interpretazione in quanto re-interpretazione di un personaggio e non scimmiottamento di esso o dell’attore che lo ha rappresentato.

Ho trascorso molto tempo con tutto il materiale inerente a Star Wars e con le persone che ci hanno lavorato da una vita.

Ho subito sentito dentro di me il legame con la storia, con il personaggio e mi sono subito innamorato della sua ironia, del suo umorismo. Mi sono sentito a casa!

 

SOLO: A Star Wars Story

In questo un grande aiuto è arrivato dalla sceneggiatura. Il fatto che Larry (Kasdan) abbia lavorato su L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi, ti fa subito capire il suo amore per l’universo di Star Wars e te lo trasmette. Inoltre Larry adora il personaggio di Han, per lui è davvero importante.

L’umorismo di Han deriva anche un po’ da lui; inoltre Larry proviene da un background di enorme conoscenza del cinema. Ama le storie d’avventura e questo ha reso il film un’avventura epica, anche grazie alle relazioni tra i personaggi che, poi, portano a diversi e inaspettati colpi di scena.

E tutto questo ha molto a che fare con ciò che ha portato a diventare Han Solo quello che oggi conosciamo.

E parlando di personaggi, all’interno di SOLO: A Star Wars Story, centrale è il rapporto di Han con Lando (Donald Glover nel film) e, soprattutto, con Chewebacca (Joonas Suotamo), lo wookiee che Han incontra “per caso” a causa (o forse grazie) alla sua irrecuperabile natura di “attira guai”.

Centrale lo è stato per lo stesso Alden che, proprio per il provino, ha dovuto imparare a parlare lo wookiee che non è semplicemente un insieme di suoni, ma una vera e proprio lingua molto gutturale.

 

SOLO: A Star Wars Story

Chewie ha alcune qualità che ricordano quasi un cane, ma al tempo stesso è un personaggio estremamente emotivo, leale e si preoccupa molto per Han. La loro relazione è davvero divertente da guardare perché è quasi come guardare una vecchia coppia di coniugi. Hanno una tacita intimità eppure litigano sempre, ma alla fine della giornata avranno dimenticato già tutto, perché il loro legame e troppo forte.

Lando, invece, rappresenta tanto Han perché hanno molto in comune in termini di competitività e il modo in cui interagiscono tra di loro è davvero divertente. Donald porta un sacco di umorismo a questo personaggio, e lo ha portato anche sul set.

Ci mette molto cuore, ma appunto anche senso dello humor, uno stile tutto suo ma soprattutto naturale. Secondo me è riuscito a far emergere molto bene anche i momenti più emotivi e vulnerabili del personaggio.

 

SOLO: A Star Wars Story

 

Dopo la presentazione a Cannes, e l’uscita in sala, SOLO: A Star Wars Story – probabilmente più di ogni altro film uscito negli ultimi anni riguardante Star Wars – ha letteralmente diviso in due l’opinione. In particolar modo c’è una critica non propriamente soddisfatta e un pubblico di appassionati di lunga data che, invece, ritiene ottima la pellicola di Ron Howard. In conclusione di questa chiacchierata, Alden Ehrenreich afferma che secondo lui in questo SOLO c’è tanto dell’universo Star Wars.

Durante tutto il film ci sono molti omaggi e molto dello spirito tipico della prima trilogia, dato secondo molto dall’umorismo di un personaggio come Han.

C’è sicuramente qualcosa di diverso perché è un momento diverso nella vita di Han; è la prima di molte esperienze che poi formeranno quel tipo di persona che si incontrerà nei film più tardi. È un lavoro su più livello ma io credo che saprà sorprendere il pubblico.

 

SOLO: A Star Wars Story vi aspetta al cinema!