Dopo tre lunghi anni è finalmente disponibile in esclusiva per piattaforme Microsoft l’originalissimo Cuphead. Scoprite come ci è sembrato con la nostra recensione.

Sebbene si tratti di una produzione meno altisonante dei soliti titoli tripla A cui di solito tutti tendono a pensare come esclusive di rilievo di una piattaforma, Cuphead ha catalizzato per ben tre anni l’attenzione di moltissimi giocatori, oltre che della stampa, rappresentando una delle esclusive di casa Microsoft attese con maggior trepidazione per questo 2017. Il team Studio MDHR ha infatti mostrato per la prima volta il titolo durante l’E3 2014, ma da lì in poi tanto lo studio quanto la casa di Redmond hanno centellinato ogni notizia circa lo stato dei lavori e posticipato più di una volta la finestra d’uscita del titolo.

Cuphead si presenta come un classico run-and-gun focalizzato sulle boss battles, ma ciò che ha colpito tutti fin da subito è stato il suo particolare stile grafico ed artistico che si rifà ai classici dell’animazione degli anni ’30 in stile Fleischer Studios di Max Fleischer. Oltre al singolare aspetto, in tanti attendono da tempo il titolo per il suo conclamato livello di sfida che promette di mettere a dura prova anche la pazienza dei giocatori più esperti!

La lunga attesa è finalmente terminata e il titolo è disponibile a partire dal 29 settembre 2017 in esclusiva console su Xbox One e su PC Windows 10, oltre che su Steam e GOG. Il titolo fa inoltre parte del programma Xbox Play Anywhere, quindi acquistandolo una volta su Xbox o Windows Store lo si potrà giocare tranquillamente su entrambe le piattaforme.

 

 

 

 

Una storia di contesto in cui le vicende prendono luogo c’è, ma Cuphead ha nel proprio gameplay il vero punto di forza, oltre che nel comparto artistico ed audiovisivo.

Una storia di contesto in cui le vicende di Cuphead prendono luogo c’è, ma non aspettatevi nulla di narrativamente troppo elaborato perchè (è giusto chiarirlo fin da subito) si tratta di un gioco che ha nel proprio gameplay il vero punto di forza, oltre che nel comparto artistico ed audiovisivo. Ad ogni modo, Cuphead è il nome di uno dei nostri due protagonisti – le due adorabili creature con la testa a forma di tazzine da latte con tanto di cannuccia – mentre il secondo, suo fratello, si chiama Mugman. I due conducono un’esistenza pacifica nel tipico locus amoenus in cui tutti sono buoni, gentili ed amorevoli.

Sfortunatamente, giorvagando, capitano nei pressi di un casinò in cui il maldestro Cuphead deciderà di tentare la fortuna e, preso dalla febbre del gioco e da una lunga serie di vittorie, non riuscirà a controllarsi e accetterà una sfida con il Diavolo in persona. Quest’ultimo offre ai due fratelli, qualora vincano, tutte le fortune del proprio casinò. In caso di sconfitta però i due perderanno le loro anime. Ovviamente la fortunata serie di vittorie non continua e i due implorano il Diavolo di risparmiarli. Lui accetta ma li costringe a reclamare i contratti delle anime di altri suoi debitori, sparsi su tre isole.

Qui entriamo in gioco noi, che vestendo i panni di Cuphead (o di entrambi i fratelli, qualora si giochi in modalità cooperativa) dovremo affrontare tutti gli ostacoli che si porranno sul loro cammino. Dopo aver superato il tutorial (ormai famigerato) in casa del nonno tazza, ci potremo avventurare subito nell’esplorazione della prima isola.

 

 

Se vi avvicinate a questo genere per la prima volta il livello di sfida potrebbe mettervi in crisi, soprattutto nelle fasi iniziali.

L’isola non è interamente esplorabile fin da subito e si possono raggiungere solo alcuni livelli o boss; le altre zone si sbloccano semplicemente completando quelle disponibili fin dall’inizio e la progressione, se siete un po’ avvezzi ai platform run-and-gun a scorrimento, non risulta poi così frustrante. Se vi avvicinate a questo genere per la prima volta invece il livello di sfida potrebbe mettervi in crisi, soprattutto nelle fasi iniziali e, in generale, durante le boss fight. Qui però lo sviluppatore è venuto in aiuto dei giocatori permettendo loro di affrontare i boss anche in modalità facile, così da dare la possibilità di progredire fino al terzo mondo con una buona curva d’apprendimento. Per completare il gioco e reclamare i contratti però sarete obbligati a sconfiggere nuovamente i boss a difficoltà normale (una trovata decisamente apprezzabile che aumenta anche la longevità complessiva del gioco).

Al giocatore viene inoltre data completa libertà sull’ordine in cui affrontare i vari livelli e, in giro per le isole, si potranno trovare anche vari NPC con cui parlare per ottenere consigli o monete extra, soddisfacendo determinati requisiti. Ci sono inoltre un negozio in cui poter comprare armi ed oggetti bonus, e i mausolei dove potrete apprendere le tre super mosse (una per ogni isola) che risulteranno estremamente utili nel corso del titolo. Le dinamiche di gioco, del resto, sono davvero basilari: ci si muove e si può scattare sia a destra che a sinistra, si salta, si spara in otto diverse direzioni ed è possibile effettuare un doppio salto in corrispondenza degli oggetti scontornati in rosa.

 

 

Parliamo infine del comparto artistico e tecnico del gioco che, come accennato sopra, è la seconda feature per cui in tanti lo attendevano con trepidazione. Cuphead è ispirato dallo stile dei cartoni animati anni ’30 e grafiche e audio sono state create con le stesse tecniche di quel periodo, portando aspetti unici come la tradizionale animazione disegnata a mano, sfondi ad acquarello e un fortissimo tema jazz.

La colonna sonora d’epoca è davvero una chicca notevole, ma non sono da meno i fondali, le animazioni e i modelli dei personaggi, dei nemici che non si ripetono praticamente mai, e dei boss.

Si evince chiaramente un lavoro di ricerca attento e minuzioso in cui i ragazzi dello Studio MDHR si sono impegnati duramente negli ultimi tre anni per conferire al titolo questo stile originale, inusuale, ma inconfondibile. Probabilmente a livello artistico si tratta del gioco qualitativamente più impressionante dell’ultimo anno, e di un pezzo da novanta che la line up di Microsoft può vantare in esclusiva su Xbox e Windows. 

Sebbene si tratti, come già dicevamo sopra, di un titolo con un livello di sfida non adatto a tutti i palati, ci sentiamo di consigliarlo a tutti i possessori di Xbox One o PC vista anche la buona longevità, la possibilità di giocare in co-op con un amico, e l’imbattibile rapporto qualità/prezzo visto che il gioco, distribuito solo in digital delivery, costa appena 19,99€.

 

 

 

88
Cuphead
Recensione di Francesco Ventrella
ME GUSTA
  • Gameplay solido ed appagante
  • Artisticamente meraviglioso
FAIL
  • Livello di sfida un po' limitante verso i giocatori più casual