Gatta Cenerentola: la favola napoletana al sapore futurista

4 anni fa

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Gatta Cenerentola

Dopo L’Arte della Felicità il regista e animatore Alessandro Rak arriva alla 74° Mostra del Cinema di Venezia con la sua Mad Entertainment per presentare il riadattamento animato di Gatta Cenerentola, fiaba del ‘600 di Giambattista Basile. Un lungometraggio animato a otto mani presentato nella sezione Orizzonti.

Gatta Cenerentola è uno dei più bei adattamenti della favola di Cenerentola. La fiaba venne scritta nel ‘600 da Giambattista Basile e risiede all’interno della raccolta Lo cunto de li cunti (Il Racconto dei Racconti), che due anni fa aveva visto un adattamento cinematografico ad opera di Matteo Garrone.

La Mad Entertainment, giovane e intraprendente studio d’animazione italiano, presenta la sua versione distopica di Gatta Cenerentola ambientata in una Napoli futurista, ma in bilico tra presente e passato.

 

Presentata nella sezione Orizzonti della 74. Mostra del Cinema di Venezia, Gatta Cenerentola è un esempio di raffinata animazione che non vuole solo toccare l’anima infantile, ma vuole risvegliare il fanciullo all’interno di un pubblico più maturo e al tempo stesso, con molta più efficacia di un qualsiasi live action, riflettere su tematiche attuali che riguardano la nostra società.

Nel caso di Gatta Cenerentola è Napoli a diventare l’ombelico di un’Italia soffocata. Un’Italia che non riesce ad emergere dai suoi sbagli e finge di guardare avanti, ma non può fare a meno che restare intrappolata nei fantasmi del passato, illudendosi di potersi ancora dondolare sugli allori di un periodo ormai svanito.

 

Gatta Cenerentola

 

E sono proprio i fantasmi ad animare il lungometraggio di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Dario Sansone e Marino Guarnieri, quelli che però dovrebbero tenere immortali i ricordi della memoria, le grandi scoperte del passato, ma che finiscono col diventare simbolo di rimorsi e rimpianti per i tre protagonisti principali della storia.

 

Gatta Cenerentola si ambienta sulla suggestiva nave ideata dal genio e magnate napoletano Vittorio Basile

Gatta Cenerentola è ambientata sulla suggestiva nave ideata dal genio e magnate napoletano Vittorio Basile (Mariano Rigillo), la Megaride, fulcro di quello che sarebbe dovuto essere un enorme polo della scienza e della memoria.

Il giorno delle nozze di Vittorio insieme alla bella Angelica (Maria Pia Calzone), l’uomo viene misteriosamente assassinato, sotto lo sguardo incredulo della propria scorta, capitanata da Primo Gemito (Alessandro Gasman). L’uomo lascia orfana la piccola Mia, che viene presa in custodia da Angelica, madre di sei figlie. Dopo 15 anni la Megaride diventa un relitto fantasma, dove Angelica ha fondato un cabaret/bordello che gestisce insieme alle sue figlie, centro della criminalità di Napoli, gestito a distanza da Salvatore Lo Giusto (Massimiliano Gallo), grande amore di Angelica definito tutto O’Re.

 

Gatta Cenerentola

 

Il senso di colpo e il rimorso porteranno però Primo Gemito, a distanza di così tanti anni, a tornare su quella nave e fare i conti col passato, disposto a tutto pur di ritrovare la piccola Mia e riscattare la memoria di Don Vittorio.

In un misto tra 3D e 2D, con un stile che sembra quasi un cartonato, disegni colorati ad acquarello, Gatta Cenerentola diventa una metafora sulla vita odierna, senza però mai scivolare nella retorica o nella banalità.

 

Il gruppo dei quattro registi riescono a definire un quadro di personaggi molto variegato, mostrando una grande attenzione verso la caratterizzazione del personaggio (elemento da non dare per scontato sia per l’animazione che per il cinema in generale).

Quelli che vengono delineati sono personaggi normali, colmi di difetti, disturbi personali, insicurezze, obiettivi e speranze. Personaggi reali, che potremmo tranquillamente ritrovare nella vita di tutti i giorni e, nonostante l’uso dell’animazione, rendo il racconto ancora più realistico e profondo.

 

 

Gatta Cenerentola

 

 

Quella di Gatta Cenerentola vuole essere una storia di egoismi ma anche di redenzione.

Quella di Gatta Cenerentola vuole essere una storia di egoismi ma anche di redenzione. Una storia che nel suo piccolo guarda alla Napoli, all’Italia di adesso, e le vede piegarsi su se stesse, continuare a guardare al passato, eppure c’è chi ancora sa osservare più in là, sa guardare verso il futuro. C’è chi ancora ha la speranza e la voglia di agire verso un Paese diverso, un Paese migliore, un Paese che non marcisca diventando stereotipo di sé stesso.

C’è una grande cura nell’uso del dialogo, a volte mescolato con le bellissime musiche originali curate da Antonio Fresa e Luigi Scialdone, accompagnati dalle suggestive canzoni in cui sono stati coinvolti numerosi artisti. Una grande commistioni di generi e di arte, in cui cinema, animazione, musica e letteratura si unisco per la creazione di qualcosa di più grande e profondo, qualcosa che sappia guardare al passato, presente e futuro. Un prodotto capace di comunicare sia ai bambini di un tempo ma anche alle nuove generazioni.

La stessa realtà che c’è alle spalle di Gatta Cenerentola è testimone di giovani talenti che vogliono cambiare le carte in regola nel mondo del cinema, proponendo un prodotto originale, con una forte tradizione alle spalle plasmata, mostrata e divulgata attraverso l’uso delle tecnologie moderne.

 

Gatta Cenerentola

 

Gatta Cenerentola è un piccolo gioiello che scalda il cuore. Manifesto di una piccola realtà vogliosa di diventare grande e bandiera di un cinema giovane, innovativo e disposto al cambiamento.

 

La sola presenza di una realtà come la Mad Entertainment al Festival di Venezia, con un lavoro animato che sa parlare all’animo umano molto meglio di qualsiasi altro film con attori in carne ed ossa, è simbolo di una rivoluzione in atto.

 

 

Gatta Cenerentola sarà nelle sale italiane dal 14 Settembre.

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