The Millionairs: una prima prova da regista per Claudio Santamaria

4 anni fa

The Millionairs

Durante la 74. Mostra del Cinema di Venezia l’attore romano Claudio Santamaria presenta il suo primo lavoro da regista, The Millionairs. Tratto da una graphic novel di Thomas Ott, Santamaria torna a lavorare al fianco di Gabriele Mainetti. In occasione della presentazione del corto, li abbiamo intervistati entrambi.

Dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot, Claudio Santamaria e Gabriele Mainetti tornano nuovamente a lavorare insieme, questa volta però il primo nelle vesti di regista, per la sua prima opera dietro la macchina da presa, il secondo, invece, come produttore.

Si chiama The Millionairs il cortometraggio presentato in occasione della 74. Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione parallela Giornate degli Autori, distribuito da Lucky Red e che potremo vedere per la prima volta sul canale Studio Universal (nel programma Noi Siamo Corto) il 27 Novembre alle 20:40.

Tratto da una graphic novel del fumettista svizzero Thomas Ott, Santamaria fa sue le tematiche sociali del fumettista, riprendendone anche lo stile cupo e angosciante.

Così come Ott prima di lui, Claudia Santamaria riprende il vizio umano, il suo lato più marcio, la parte più corrotta e meschina, creando un giro tondo fatale di cui cadono vittima tutti i personaggi all’interno del film.

 

The Millionairs

 

The Millionairs parte semplicemente con una macchina nella notte.

The Millionairs parte semplicemente con una macchina nella notte, un uomo affannato al volante e una valigetta piena di soldi. Da lì una reazione a catena che coinvolgerà tutti i protagonisti sarà inevitabile.

Esattamente come Thomas Ott, Claudio Santamaria non fa uso delle parole, privando la narrazioni di dialoghi. A differenza di Ott, famoso per lo stile grafico che caratterizza le sue opere, Santamaria usa i colori tipici del noir e del thriller. Colori scuri, figure in ombra, dando raramente qualche accenno di colore.

The Millionairs è la perfetta rappresentazione della debolezza umana, della sua facile corruttibilità e della sua foga di denaro. Quello facile. Quello sporco.

 

Un’opera che, nella sua brevità, mette in mostra il talento di un grande attore che, dalla sua esperienza, ha tratto i giusti frutti per ricreare sullo schermo uno stile personale. Strizzando un po’ l’occhio alla cinematografia dei Coen, Santamaria fa del macabro la sua firma, suscitando immediata curiosità per un lavoro futuro nel lungo.

Ad accompagnare il regista/attore in questa sua prima sfida troviamo il regista/produttore Gabriele Mainetti, che sembra aver lasciato a Claudio molto spazio per esprimere al meglio il suo estro, consigliandolo per il lato più tecnico della produzione.

In occasione della presentazione del corto al Lido di Venezia, ho avuto il piacere di parlare sia con Claudio Santamaria che con Gabriele Mainetti.

Qui di seguito potete vedere la video intervista:

 

 

 

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