The Defenders: la risposta di Netflix agli Avengers

5 anni fa

5 minuti

Abbiamo visto in anteprima i primi quattro episodi di The Defenders, serie che riunisce i supereroi Marvel del piccolo schermo, Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist, alleati per sconfiggere Alexandra, una Sigourney Weaver diabolica che è il punto di forza dell’operazione. Dal 18 agosto su Netflix.

Figli di un superpotere minore, gli eroi Marvel del piccolo schermo uniscono le forze in The Defenders, risposta di Netflix a The Avengers (2012), in cui Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e – sì, anche lui – Iron Fist sono chiamati a salvare New York dalle grinfie della Mano, antica setta di ninja che brama il potere da secoli, trasformatasi in un’organizzazione criminale insediata in modo capillare nei luoghi di potere, nascosta nella Grande Mela dietro la facciata della società Midland Circle Financial.

 

https://www.youtube.com/watch?v=Z_kDrcm3hT4

 

Dopo aver avuto ognuno almeno una serie dedicata, Daredevil, il primo della classe è invece già a quota due, i Defenders devono ora collaborare per 8 episodi, disponibili su Netflix dal 18 agosto, per sconfiggere Alexandra, una delle “dita dalla Mano”, villain interpretato da una Sigourney Weaver diabolica.

 

 

Eroi al ristorante cinese

Ritroviamo tutti e quattro gli eroi dove li avevamo lasciati nelle rispettive serie.

Interpretati sempre da Charlie Cox, Krysten Ritter, Mike Colter e Finn Jones, ritroviamo tutti e quattro gli eroi dove li avevamo lasciati nelle rispettive serie: Matt Murdock sta cercando di fare semplicemente l’avvocato dopo aver appeso al chiodo il costume di Daredevil, Jessica Jones è ancora scossa dalla lotta contro Killgrave (David Tennant) e non fa che bere e ignorare sempre di più il prossimo, Luke Cage è stato in prigione, ma al suo ritorno ha trovato Claire (Rosario Dawson) a consolarlo (decisamente il più fortunato dei quattro), mentre Danny Rand, alias Iron Fist, gira il mondo insieme a Colleen (Jessica Henwick) a caccia dei membri della Mano.

Esattamente come si vede nella nuova sigla, in cui i volti di tutti i quattro protagonisti si fondono tra loro e con le strade di New York, i destini dei quattro si incrociano, come dicevamo, a causa di Alexandra, in apparenza donna d’affari dal gusto e stile impeccabili, che è invece una delle eminenze grigie dell’organizzazione criminale.

 

 

Le loro strade si incrociano dicevamo, ma non così presto: nei primi due episodi vediamo gli eroi riuniti a coppie e soltanto alla fine del terzo, quando entra in gioco anche una vecchia conoscenza, Elektra (Élodie Yung), i magnifici quattro combattono finalmente spalla a spalla per la prima volta.

Dopo una premessa durata ben tre episodi, finalmente al quarto la serie comincia a carburare, riunendo Daredevil e soci in un ristorante cinese, il Royal Dragon, in cui, tra un raviolo al vapore e maiale alla piastra, i protagonisti cominciano a confrontarsi e a capire che a volte il detto l’unione fa la forza non è semplicemente un modo di dire abusato, ma una necessità.

 

 

Nuovi nemici e vecchi problemi

C’è però un difetto che persiste: il Danny Rand di Finn Jones.

Potenzialmente l’unione di personaggi apprezzati dal pubblico è una mossa vincente, ma, almeno a giudicare dai primi quattro episodi che abbiamo potuto vedere in anteprima, non così scontata: inspiegabilmente gli autori, che sono Doug Petrie e Marco Ramirez, già produttori esecutivi di Daredevil, a oggi la serie più riuscita, hanno infatti deciso di prendersela con calma, pur potendo contare su soli 8 episodi, ben 5 in meno rispetto alle serie singole, rallentando in modo non necessario il ritmo dei primi 2 episodi, e facendo confrontare seriamente i protagonisti soltanto al quarto.

 

 

 

 

Quando si arriva al ristorante cinese l’attesa è però ripagata: finalmente comincia a vedersi la chimica tra Matt e Jessica, Luke e Danny stringono da subito un legame di fratellanza nato attraverso i pugni, tutti cercano di proteggere i propri segreti il più possibile e le battute hanno il sopravvento, in particolare quelle della Jones, che ha la lingua più tagliente delle lame di Elektra.

C’è però un difetto che persiste: il Danny Rand di Finn Jones. Meno “boccoloso” che in Iron Fist (finalmente qualcuno ha deciso di fargli tagliare i capelli, che gli davano un aspetto da angioletto poco credibile), il pungo di ferro continua a sembrare un ragazzino piagnucoloso che nessuno prende sul serio, tanto da diventare immediatamente il principale bersaglio delle frecciatine di tutti gli altri e provocare un “effetto alla Daenerys Targaryen” ogni volta che dice: “Io sono Iron Fist”.

 

Per fortuna però ancora una volta il villain non delude, dimostrandosi puntualmente l’elemento migliore delle serie Marvel prodotte da Netflix:

dopo il Wilson Fisk di Vincent D’Onofrio, il Kingpint di David Tennant e il Cottonmouth del neo premio Oscar Mahershala Ali, The Defenders può contare su un altro antagonista di lusso, la magnetica Alexandra di Sigourney Weaver, regale nei suoi completi perfetti tutti di colore chiaro, che vanno dal bianco al crema, insidiosa come un serpente e dura come l’acciaio.

La prima parte di The Defenders si conclude quindi sul più bello, facendo sperare in una seconda parte in cui azione e adrenalina prenderanno il sopravvento. Rimandiamo dunque il giudizio definitivo a visione completa.

Dal 18 agosto su Netflix.

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