Iron Fist: la recensione dei primi sei episodi in anteprima

4 anni fa

9 minuti

Iron Fist

Abbiamo visto in anteprima i primi sei episodi di Iron Fist, la nuova serie Netflix che, dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage, presenta l’ultimo dei personaggi dei Defenders, il nuovo crossover in arrivo a fine anno. Iron Fist sarà disponibile dal 17 Marzo su Netflix.

Dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage, siamo pronti a dare il benvenuto anche a Iron Fist, la nuova serie Netflix, composta da 13 episodi da un’ora circa ciascuno, appartenente al Marvel Cinematic Universe, basata sull’omonimo personaggio del fumetto Marvel.

Danny Rand è, infatti, l’ultimo dei personaggi che si unirà al crossover The Defenders, miniserie che vedrà a fine anno come protagonisti tutti e quattro gli eroi di New York, e che precederà una serie di approfondimento su The Punisher.

 

Il filo conduttore di tutte e quattro le serie è lo sfondo di New York. Una New York oscura e dominata dalla criminalità dove questi quattro personaggi si battono, in maniera differente e parallela, per portare un po’ di luce.

 

Iron Fist, rispetto a Jessica Jones e Luke Cage, si collega direttamente anche alla seconda stagione – e in parte la prima – di Daredevil, dove nemico comune è la temibile Mano, una setta ninja segreta che fa la sua prima apparizione nel numero 174 di Daredevil.

 

 

Iron Fist

 

 

Gli ideali nazionalisti della Mano mirano a un potere superiore sopra ogni altra cosa al mondo.

Gli ideali nazionalisti della Mano mirano a un potere superiore sopra ogni altra cosa al mondo. L’organizzazione gira, infatti, attorno alla simbolica figura del demone primordiale La Bestia.

Molti sono i personaggi Marvel che si troveranno di fronte alla follia di questa setta, ma primi fra tutti c’è proprio Iron Fist, il quale unico scopo è proprio quello di distruggere l’organizzazione una volta per tutte.

 

 

 

Ma chi è Iron Fist?

 

Partiamo dal principio. Danny Rand è un ragazzino molto ricco, figlio dal magnate dell’imprenditoria Wendell Rand. Durante un viaggio sull’Himalaya all’età di dieci anni con i genitori, Danny resta coinvolto in un terribile incidente aereo.

Dei corpi non si ha traccia, e a New York si da l’intera famiglia Rand per morta, facendo passare la gestione dell’impresa al secondo socio,  Harold Meachum, e successivamente, a causa di un cancro devastante, ai figli Joy e Ward.

 

Iron Fist

Quindici anni dopo, quasi per miracolo, Danny Rand torna a New York con due obiettivi: ritrovare parte della sua famiglia e distruggere La Mano.

 

In questi quindici anni, infatti, Danny è stato allevato da dei monaci guerrieri, appartenenti alla fantastica città di K’un-L’un, luogo di una dimensione parallela che apre il suo accesso al mondo ogni quindici anni.

In questo periodo l’addestramento di Danny gli ha consentito di diventare un guerriero fortissimo, l’ultimo discendente della dinastia degli Iron Fist. La padronanza del kung-fu e la profonda fede mistica di Danny gli permettono di concentrare un’energia smisurata all’interno del suo pugno, diventando una vera e propria arma di distruzione umana.

I primi episodi di Iron Fist servono a contestualizzare l’azione e, soprattutto, il personaggio, non tra i più conosciuti, allo spettatore. Immediatamente si va a creare una profonda empatia con il personaggio di Danny Rand, grazie anche al bravo Finn Jones che crea un giusto equilibrio con il ruolo, rendendolo estremamente naturale.

 

Iron Fist

 

La prima impressione che si ha di Danny è quella di qualcuno incredibilmente bisognoso di riavere indietro una parte della sua vita spezzata.

La prima impressione che si ha di Danny è quella di qualcuno incredibilmente bisognoso di riavere indietro una parte della sua vita spezzata. Qualcuno che ha dovuto abbandonare il periodo dell’infanzia, spogliandosi di qualsiasi bisogno superfluo, e che adesso deve provare con tutto se stesso a farsi accettare, e riconoscere, per quello che è diventato.

I primi quattro episodi della serie confermano un registro molto leggero, sicuramente meno accattivante e interessante della linea precedentemente adottata con Daredevil, al tempo stesso la costruzione degli episodi e il loro ritmo convince lo spettatore ad andare avanti, puntata dopo puntata.

Rispetto a Luke Cage, che segnava un enorme passo indietro per i prodotti Marvel Netflix, Iron Fist è un voler tornare alle origini; purtroppo gli ultimi due episodi di metà serie arrestano terribilmente la narrazione.

La struttura diventa pesante, la trama scontata e l’azione ridotta all’osso. Perfino lì dove finalmente si riesce a entrare di più nella parte interessante della serie, e quindi l’identità mistica sia de La Mano che degli stessi monaci di K’un-L’un, il ritmo diventa frammentato, estremamente dilatato.

Si perde del tempo prezioso, inserendo elementi piuttosto inutili al fine della narrazione e che distraggono lo spettatore, spesso annoiando e rendendo priva di attrattiva la narrazione.

 

 

Iron Fist

 

 

Dalla prima metà della stagione di Iron Fist ci troviamo subito di fronte a un prodotto che ha dell’immenso potenziale.

Dalla prima metà della stagione di Iron Fist ci troviamo subito di fronte a un prodotto che ha dell’immenso potenziale, un personaggio umano e al tempo stesso affascinante, sicuramente il più complesso a causa della natura mistica ben più complessa da rappresentare sullo schermo a differenza delle precedenti serie sui protagonisti dei The Defenders, ma che stenta ad arrivare alla meta.

Si arriva al sesto episodio avendo ben poco di concreto in mano, se non una manciata di semi che hanno estrema difficoltà ad attecchire al terreno. Il pregio di Iron Fist è, rispetto al suo predecessore Luke Cage, essere una serie molto più leggera e fruibile, al tempo stesso però raschia solamente la superficie.

La maturità della prima stagione di Daredevil, leggermente più persa nella seconda stagione, svanisce del tutto. L’atmosfera dark, i colori più oscuri e un panorama dominato dalla criminalità, non bastano per rendere una serie profonda e interessante.

Iron Fist si colloca con l’essere una serie con del potenziale ma che manca di vera sostanza, avente probabilmente bisogno di molto più tempo per poter sbocciare.

 

 

Iron Fist

 

Su 13 episodi, però, diventa poco comprensibile il non avere ancora elementi solidi arrivati al sesto episodio, dando l’impressione che la serie voglia semplicemente dilatare la storia per poter arrivare ai fatidici tredici.

 

 

 

I personaggi

Come già detto in precedenza Finn Jones si muove bene nei panni di Danny Rand, forse non troppo in linea con l’originario character design del personaggio, ma piuttosto naturale nei movimenti e nell’interpretazione del ruolo.

L’attore funziona molto bene sullo schermo, interessante è l’aspetto più gentile e quasi ingenuo, mostrato soprattutto nei panni da business man buddista, in contrasto con le abilità fisiche e mistiche.

Ogni volta è come assistere a una trasformazione del personaggio, dall’essere semplicemente Danny Rand al diventare Iron Fist.

Sebbene la serie si incentri unicamente su Iron Fist, non da meno sono i personaggi secondari. Non tutti, però, allo stesso livello.

 

Iron Fist

 

Il doppiogiochista della storia, esattamente come nel fumetto, nonostante non pochi elementi siano stati cambiati, è Harold Meachum, interpretato da David Wenham.

Harold Meachum riesce a oscurare immediatamente la figura degli altri personaggi, escluso quello di Rand

Harold Meachum riesce a oscurare immediatamente la figura degli altri personaggi, escluso quello di Rand, mostrandosi come un personaggio affascinante e dalle diverse sfumature da esplorare. Wenham ne da una buona interpretazione, attirando subito lo spettatore verso questo tipo di personaggio che agisce unicamente per il suo tornaconto, mostrandosi un abile burattinaio.

A risentirne è immediatamente Ward Meachum, figlio maggiore e primo ostacolo di Danny. Tom Pelphrey, interprete del personaggio, è insopportabile. La sua recitazione non farebbe invidia neanche a Stanis LaRochelle della celebre serie italiana Boris. Un personaggio privo di forma e di sostanza, interpretato senza un minimo di entusiasmo.

Pelphrey riserva qualche attimo di lucidità arrivando al sesto episodio, ma fino a quel momento non può far altro che suscitare una profonda antipatia, dettata soprattutto dal tipo di interpretazione.

 

Iron Fist

 

Non poteva di certo mancare il fattore amoroso, insopportabile costante di queste quattro serie Marvel Netflix. Sebbene sia ancora presto per parlare di una vera e propria love story, ci appare subito chiaro che il caro Iron Fist sia diviso tra la passata cotta per la bella Joy Meachum (Jessica Stroup) e l’aggressiva e combattiva Colleen Wing (Jessica Henwick).

Entrambe le attrici si attengono bene alla parte, in particolar modo la Henwick che mostra una grandissima grinta, sebbene il suo personaggio sembri essere fin troppo ritagliato su Elektra.

 

Immancabile, come sempre, la cara Rosario Dawson

Immancabile, come sempre, la cara Rosario Dawson nei panni dell’infermiera Claire Temple, iniziando a far pensare che il vero filo conduttore di questi Vendicatori sia proprio lei.

 

Iron Fist

 

 

 

In Conclusione

 

L’azione in Iron Fist sembra faticare a prendere piede.

L’azione in Iron Fist sembra faticare a prendere piede, e a giudicare dagli ultimi episodi, c’è la speranza che questa seconda parte della serie si mostrerà ben più adrenalica e molto più dedidata a un’azione concreta e non a scene verbose prive di utilità.

Non si può fare a meno di notare alcuni errori grossolani all’interno della serie, soprattutto in quei pochi momenti di azione, come per esempio l’inverosimiglianza del far fuoriuscire da un camion blindato in piena corsa un proiettile, come se stesse attraversando una parete di cartone, e prendere giusto giusto il parabrezza della macchina a diversi metri di distanza; allo stesso modo  le movenze di Danny Rand sono a volte un po’ goffe, e il personaggio ne prende un po’ troppi di pugni per essere un grande praticante del kung-fu e il prescelto di una stirpe di guerrieri.

 

 

Iron Fist

 

 

Iron Fist potrebbe avere ancora molto da mostrare, e dimostrare.

Iron Fist potrebbe avere ancora molto da mostrare, e dimostrare, ma fino a questo momento si mostra essere un prodotto con del potenziale poco sfruttato, giocando ancora una volta a sfavore nei confronti di Netflix che, pur viziando il suo fedele abbonato con serie sempre fresche e originali, di tanto in tanto non riesce a tenere il passo con la qualità dei propri prodotti.

Vedremo cosa alla fine saranno in grado di fare per Iron Fist e cosa la miniserie The Defenders ci riserverà davvero.

 

La prima stagione di Iron Fist sarà disponibile su Netflix dal 17 Marzo.

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