Civiltà Perduta: perdersi in una sceneggiatura da giungla

5 anni fa

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Civiltà Perduta

Basato sulle gesta dell’esploratore inglese Percy Fawcett, Civiltà Perduta è il viaggio nella giungla del regista James Gray con protagonista Charlie Hunnam, accompagnato da Robert Pattinson, Sienna Miller e Tom Holland, presentato in anteprima al Biografilm Festival e che arriverà nelle nostre sale il 22 Giugno.

Tra campi di battaglie e l’inesplorata foresta dell’Amazzonia, si sviluppa il film Civiltà Perduta – The Lost City of Z, di James Gray, tratto dal libro Z la città perduta di David Grann, basato sulla storia vera del militare esploratore Percy Fawcett, che tra il 1906 e il 1925 parte alla scoperta di zone non mappate dell’Amazzonia, alla ricerca di una civiltà perduta, definita dallo stesso Fawcett “La città di Z”.

Percy Fawcett, ad ogni suo viaggio, è riuscito a spingersi più in là di qualsiasi altro uomo, portando piccole testimonianze, come vasi di creta risalenti a centinaia di secoli prima, appartenenti, sicuramente, a una civiltà primitiva.

Sebbene le scoperte di Fawcett sono state da prima derise, l’ossessione dell’uomo è stata illuminante per moltissimi esploratori. Molti uomini, dopo i viaggi di Fawcett, sono partiti alla volta dei risvolti inesplorati del mondo, alla ricerca di popoli perduti ma che hanno dato vita all’umanità.

 

 

Civiltà Perduta

 

 

Percy Fawcett parte per l’ultima volta, nel 1925, con il figlio Jack, convinto di trovare, una volta e per tutte, la sua tanto amata e cercata Città di Z, ma nessuno ha mai più avuto notizie dei due esploratori.

 

Leggende narrano che sia Percy che Jack abbiano iniziato a vivere insieme agli indigeni e che hanno voluto preservare il segreto di Z, mentre qualcuno più realista che l’uomo e il figlio siano morti per una delle molteplici avversità presenti all’interno della foresta amazzonica.

L’inglese Charlie Hunnam, conosciuto soprattutto per l’iconico ruolo di Jax nella serie tv Sons of Anarchy, e da poco tornato al cinema con l’epico King Arthur: Il Potere della Spada di Guy Ritchie, interpreta il colonnello Fawcett, rappresentando al meglio la sua incontrollabile ossessione per l’Amazzonia.

Fawcett è un uomo che si è sempre distinto sul campo da battaglia e fuori, portando onore in patria ma, soprattutto, cercando di riscattare il ruolo della sua famiglia a causa di un padre disertore. Fawcett è anche un uomo di cultura, coraggioso e pronto a tutto, ed è per questo che viene trasferito da un luogo all’altro per mappare quei confini utili in tempi di guerra.

 

Civiltà Perduta

 

Nel 1906 Fawcett viene mandato per la prima volta in Bolivia, all’età di 39 anni, per mappare una parte di giungla al confine tra Brasile ed Argentina per conto della RGS. Ed è lì che scoppia l’amore di Fawcett per l’Amazzonia, spingendosi sempre più in là, alla scoperta di luoghi inesplorati, civiltà indigene e animali fantastici.

 

Grazie alle sue scoperte Fawcett ha ottenuto numerosi riconoscimenti. L’ossessione dell’uomo lo ha spinto, anche dopo aver combattuto la prima guerra mondiale.

Grazie alle sue scoperte Fawcett ha ottenuto numerosi riconoscimenti. L’ossessione dell’uomo lo ha spinto, anche dopo aver combattuto la prima guerra mondiale, a tornare ripetutamente in quei luoghi, fino al 1925, anno del suo ultimo viaggio.

Hunnam ha saputo ben rappresentare lo spirito avventuriero di quest’uomo, inizialmente scisso tra etica e famiglia, ma successivamente unicamente spronato dal voler scoprire, una volta per tutte, la leggendaria Città di Z.

Civiltà Perduta si snocciola in quei vent’anni che vedono Percy Fawcett diviso tra famiglia, campo di battaglia e giungla, prendendosi un eccessivo lungo inizio per poter rappresentare la personalità di Fawcett, da prima unicamente spinto per l’ottenere un riconoscimento concreto dalla sua patria, e successivamente totalmente ammaliato dalle meraviglie della giungla.

 

 

 

 

Un prologo che porta, purtroppo, lo spettatore a stancarsi molto facilmente, non riuscendo a prepararlo all’importante, e non semplice, durata del film.

Le quasi due ore e mezza della pellicola pesano non poco, soprattutto a causa dell’eccessivo materiale inserito nella narrazione, passando da una sequenza eccessivamente dettagliata ad una estremamente impoverita, creando un biopic che vorrebbe emozionare e far vivere la stessa avventura allo spettatore, ma finisce solo col trattare il proprio pubblico come se fosse una pallina da ping pong.

Passando di scena in scena si perde totalmente la cognizione del tempo.

Passando di scena in scena si perde totalmente la cognizione del tempo, quel tempo che dovrebbe essere scandito anche con l’invecchiamento degli stessi personaggi, ma che di fatto resta unicamente un mero numeretto in sovraimpressione. Charlie Hunnam, infatti, non sembra essere invecchiato né nel corpo e nemmeno nello spirito, (oltre a essere l’unico uomo ad aver un taglio perfetto e barba sistemata al millimetro anche nella foresta amazzonica), accennando a una vecchiaia realmente difficile da credere.

Sienna Miller, interprete di Nina Fawcett, moglie di Percy, rappresenta quel primo spiraglio di indipendenza femminile dei primi del novecento, incoraggiando il marito nelle sue scelte. La coppia rappresenta una luce verso il progresso, verso l’accettazione dell’uguaglianza tra uomo e donna, a volte scivolando nello stereotipo, altre volte restando pericolosamente in bilico.

 

Civiltà Perduta

 

Molto più in sordina il personaggio di Robert Pattison, sebbene in un ruolo assolutamente atipico, grottesco ma ben armonizzato nel suo rapporto con quello di Hunnam.

Piccola prova sul grande schermo, prima di rivederlo indossare i panni del nuovo Spider-Man, per Tom Holland. Parte molto magra, dove però Holland fa il suo dovere, rappresentando l’adolescenza ribelle, il contrasto figli e genitori ma anche il voler disperatamente seguire le orme di un padre e ricevere il suo rispetto.

 

Manca non poco l’empatia con i personaggi, sicuramente a causa della narrazione estremamente appesantita e a volte confusionaria

Manca non poco l’empatia con i personaggi, sicuramente a causa della narrazione estremamente appesantita e a volte confusionaria. La sensazione è proprio quella di restare incastrati all’interno della giungla… ma quella definita all’interno di una sceneggiatura che avrebbe voluto dire molto più del necessario, magari focalizzandosi su un periodo più definito dei viaggi dell’uomo o rendendo, come lo stesso incipit del film dovrebbe richiedere, lo svolgimento decisamente più interessante, dinamico e avventuriero.

Civiltà Perduta ci prova, riuscendo solo ad arrivare a delle immagini suggestive ma che ricordano film d’avventura già visti, tematiche già trattate, strutture fin troppo sperimentate, senza riuscire davvero a far risplendere la figura del suo protagonista.

 

Civiltà Perduta sarà nella sale cinematografiche italiane dal 22 Giugno

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