Una riflessione sul futuro della realtà virtuale nei videogiochi dopo lo showcase di PlayStation VR tenutosi ieri a Milano.

Cosa ne è stato del sogno della realtà virtuale? Se riportiamo indietro le lancette di un anno la situazione era ben diversa da quella che vediamo adesso. C’era eccitazione e fermento per quella che sembrava finalmente essere l’era della realtà virtuale, con diversi attori che hanno investito sia energie che denaro (molto denaro) nello sviluppo dei visori che sono infine arrivati sul mercato quasi senza che nessuno se ne accorgesse.

In silenzio, senza fare rumore, laddove ci si aspettava un bel concerto d’organi. Contro tutti i pronostici dei commentatori in rete, a suonare ancora una flebile melodia è il più bistrattato di tutti: PlayStation VR. Se ricordate, infatti, dando erroneamente per scontato che un buon numero di early adopter avrebbe fornito la base necessaria alla realtà virtuale per imporsi e per evolversi negli anni, si faceva un gran parlare delle specifiche tecniche di HTC Vive e di Oculus Rift, mentre di PlayStation VR si parlava un po’ come di un giocattolo poco potente con l’ambizione di rivaleggiare con “le vere macchine per la realtà virtuale”.

Come spesso accade, i consumatori non si sono lasciati ammaliare dalle caratteristiche tecniche e, in assenza di giochi tali da giustificare l’esborso di somme decisamente grandi di denaro, la maggior parte degli interessati ha optato proprio per PlayStation VR che grazie ad un prezzo più competitivo è riuscito a ritagliarsi una sua fetta di mercato. Un mercato che in generale però non ha accolto a braccia aperte queste nuove tecnologie e che resta ancora una nicchia.

 

 

 

Possiamo dunque mettere una pietra sul capitolo realtà virtuale anche per questo decennio? Sony non è di questo avviso.

Sony Interactive Entertainment ha organizzato il 6 aprile 2017 a Milano un evento interamente dedicato a PlayStation VR, in cui abbiamo potuto toccare con mano diversi titoli per realtà virtuale che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi.

Contrariamente a quanto dichiarato negli scorsi giorni da Wall Street Journal, che parlava dell’intenzione da parte di Sony  di puntare sul settore commerciale per PlayStation VR dopo aver rilevato progressi più lenti del previsto nel mercato consumer, sembra invece che il core business del visore nipponico restino principalmente i giocatori PlayStation 4. Nulla vieta poi all’azienda di diversificare le strategie, puntando sia sul mercato consumer che sulla costruzione di luoghi d’intrattenimento tematici o su collaborazioni con compagnie specializzate in tali ambiti, tra parchi tematici e affini.

Ci siamo recati dunque a Milano dove erano state allestite diverse postazioni in cui provare con mano la nuova line-up di titoli in arrivo per PlayStation VR, tra cui anche esclusive che potrebbero interessare anche nuova utenza verso la base che finora conta circa 1 milione di unità vendute in tutto il mondo, grazie anche ad un parco titoli più ricco della concorrenza in termini di esclusive first party ed esclusive temporali third party di spessore come Batman Arkham VR e soprattutto il recente Resident Evil VII.

 

 

Erano presenti anche versioni giocabili degli attesissimi Gran Turismo Sport e Ace Combat 7: Skies Unknown che si comportano decisamente meglio di quanto chi vi scrive potesse immaginare (e chi vi scrive il motion sickness con la VR in media lo soffre parecchio), unica perplessità per GT Sport che abbiamo provato con un seat professionale, subendo giusto in alcune curve e nei saliscendi un leggero senso di nausea, se giocando con il pad dal nostro divano invece che sul seat con volante la sensazione percepita sia la medesima.

Molto divertente Apollo 11 e piccola sorpresa totalmente inaspettata Statik Institute of Retention.

Molto divertente Apollo 11 e piccola sorpresa totalmente inaspettata Statik Institute of Retention, un puzzle game presente con una demo di due livelli in cui tramite un congegno che il giocatore si ritrova tra le mani bisognerà risolvere diversi enigmi per procedere, una sorta di affascinante escape room per realtà virtuale. Erano poi presenti anche diverse esperienze non prettamente ludiche, da quella legata al film The Martian con Matt Damon a David Attenborough’s First Life e il rilassante Harmonix Music VR.

 

 

 

Questi sono solo alcuni dei titoli che, assicura Sony, centinaia di sviluppatori sia interni che terze parti e indipendenti, stanno sviluppando per PlayStation VR.

Abbiamo poi provato in una sessione di multigiocatore in locale il nuovo StarBlood Arena, uno sparatutto in prima persona ad ambientazione sci-fici in cui troviamo a controllare una navicella all’interno di uno spazio tridimensionale, in varie arene con scenari diversi nei quali dove affrontare i nostri avversari. Il titolo, in uscita la prossima settimana, presenta sia una modalità single player in cui poter prendere dimistichezza con i comandi e con le diverse meccaniche di gioco, sia una modalità multiplayer locale e online da 2 a 4 giocatori.

 

 

Altra esclusiva decisamente interessante, presentata per la prima volta in Europa nel corso di questo showcase milanese, è The Persistence.

Altra esclusiva decisamente interessante, presentata per la prima volta in Europa nel corso di questo showcase milanese, è The Persistence di Firesprite Games, un survvial horror procedurale che ci porta a bordo del vascello spaziale Persistence, appunto, che si è spinto a 17,000 anni luce dalla Terra per portare a compimento una missione, nell’anno 2521. Qualcosa però è andato storto, provocando un incidente che ha trasformato molti membri dell’equipaggio in esseri mutanti. Il giocatore dovrà sopravvivere alla minaccia dei nemici attraversando una serie di livelli generati proceduralmente, e la dimostrazione mostrava come sia possibile cooperare fino a tre giocatori usando dei tablet e una companion app.

 

 

Ultima, ma non per importanza, una delle esclusive più attese per PlayStation VR che avevamo già avuto modo di apprezzare nel corso dell’ultima Milan Games Week, ovvero Farpoint.

Qui il giocatore, abbandonato in un mondo extra-terrestre inesplorato con solo l’equipaggiamento standard su cui contare, dovrà mettersi alla ricerca dei superstiti di una stazione spaziale distrutta chiamata The Pilgrim, nella speranza di ritrovare la strada di casa. Farpoint è progettato da cima a fondo per PlayStation VR e grazie al controller di mira PS VR (una sorta di controller a forma di fucile) che arriverà sul mercato all’uscita del titolo, permette un’interazione totale con il mondo di gioco e un livello di immersività davvero impressionante. Abbiamo provato una nuova sequenza di gioco in co-op e l’effetto è davvero incredibile, insieme a Resident Evil VII la miglior esperienza finora concepita per VR.

L’unico fastidio che sparisce dopo qualche minuto di gioco è dato dal dover muovere per forza di cose il nostro personaggio con un tasto analogico quando invece per direzionarci, mirare e osservare lo scenario ci basta invece ruotare la testa o girare sul posto.

 

 

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dunque da questa trasferta, in primo luogo perchè Sony sta cercando di comunicare che, a differenza di quanto hanno dichiarato i competitor sul fallimento di Oculus Rift e HTC Vive, crede ancora nella realtà virtuale e continuerà a supportare, aggiornare e migliorare l’esperienza di PlayStation VR.

In secondo luogo perchè i giochi provati sono finalmente giochi veri e propri, non più esperienze di due o tre ore, e gli sviluppatori stanno lavorando molto per ottimizzarli in modo da ridurre al minimo le problematiche di motion sickness.

Per la realtà virtuale, dunque, c’è ancora spazio. Quanto meno in casa PlayStation. E voi cosa ne pensate? Avete già un visore, o siete intenzionati a comprarne?