L’anno nuovo ci accoglie con la prima puntata della quarta stagione di Sherlock, la fortunata serie TV che ha riportato in auge, ancora una volta, la figura del più famoso investigatore del mondo, interpretato da Benedict Cumberbatch. Un ritorno dolce e amaro quello che ci offre Netflix, andiamo a vedere perché.

 

Spoiler Alert – Se non avete ancora visto la prima puntata della nuova stagione di Sherlock… beh tornate qua quando l’avrete vista.

 

L’anno scorso ci eravamo lasciati con un’accusa di omicidio ai danni di Sherlock, un esilio durato appena 4 minuti, e il ritorno della sua peggiore nemesi, Moriarty. Miss me? è stato il leitmotiv dei fan che hanno atteso la risoluzione del mistero finale: il nemico mortale di Sherlock è ancora vivo?

La produzione sembra volerci tenere ancora un po’ sulle spine, poiché l’ombra di Moriarty, malgrado aleggi nell’aria per tutta la puntata, non si palesa mai completamente. Il primo capitolo ci offre invece qualche altra risoluzione in termini di trama orizzontale: il passato di Mary, la moglie di Watson.

 

 

Come ogni capitolo della serie TV di Sherlock, la stagione si apre con un piccolo resoconto dei fatti, proseguendo poi lungo casi e indagini classici: più strambi e complicati sono, più diventano accattivanti per Holmes Junior. L’investigatore riprende dunque il suo lavoro, convinto di dover aspettare la prossima mossa della sua nemesi e dedicandosi quindi, nell’attesa, ad un caso molto interessante che gli viene proposto da Lestrade.

Da qui il titolo della puntata: Six Thatchers.

La vita riprende normalmente, seppur con un piccolo grande nuovo membro della famiglia allargata. Mary, infatti, partorisce la piccola Rosamund. La vita dei due genitori cambia completamente: ora sono costretti a diversi tra investigazioni al fianco di Sherlock e la cura della neonata.

Alternandosi l’uno con l’altra, sembrano aver trovato un buon equilibrio per fare entrambe le cose. Come se, in realtà, non avessero un solo figlio ma ben due. Uno un tantino cresciutello.

 

 

Il caso principale della puntata si concentra sulla strana morte di un ragazzo, il cui cadavere carbonizzato è stato trovato dentro un’auto appena esplosa. Tuttavia, dalle analisi, la scientifica ha scoperto che il corpo era morto da una settimana. Un caso affascinante per Sherlock, che lo porterà a far visita ai genitori del giovane e, da qui, ad interessarsi, apparentemente senza motivo, ad una statua che rappresenta il busto di Margaret Thatcher.

Il busto del Primo Ministro lo guiderà verso un uomo dal passato misterioso e intrecciato a quello della stessa moglie di Watson, Mary. Tutti ricordiamo quella chiavetta USB comparsa in una puntata precedente, dentro la quale è custodito tutto il passato di Mary. Il marito, in un gesto d’amore, lancia quella stessa chiavetta nel fuoco. Non vuole sapere nulla del passato della moglie e futura madre di sua figlia. Vogliono voltare pagina assieme e dimenticarsi di quelle informazioni.

Sopra la chiavetta sono scritte le lettere A.G.R.A. Mary, al tempo, aveva affermato che erano le iniziali del suo nome. Tuttavia la prima puntata della quarta stagione ci rivelerà che esiste ben altro dietro quell’acronimo che acronimo non è.

 

 

Mercenari, assassini, privati e senza padrone. Killer controllati da datori di lavoro saltuari, agenti privati, spie e combattenti con missioni pericolose, illegali e potenzialmente mortali. Il passato di Mary ora si palesa, e descrive i contorni di una donna spietata che faceva parte di un’unità d’assalto assieme ad altre tre persone. Mercenari che sono vincolati tra di loro per la vita e impossibilitati a tradirsi proprio grazie a quella chiavetta, che ognuno di loro possiede. Lì dentro ci sono infatti i dati personali di tutti loro, informazioni estremamente sensibili che hanno giurato di custodire fino alla morte.

Sherlock, che fino a poco prima era convinto, nella sua ossessione, che ci fosse lo stesso Moriarty dietro questi lievi ma interconnessi indizi, arriva ben presto a smascherare la vera protagonista della puntata. Mary viene quindi a scoprire che uno dei suoi tre ex-colleghi è ancora vivo e, pensando di essere stato tradito, vuole ucciderla, ad ogni costo.

Mary scappa, cerca di far perdere le sue tracce, ma il suo ex-collega e ora aspirante assassino è già dietro di lei. E lo sono pure Sherlock e John. Prima che Ajay venga ucciso, si scopre che no, non è davvero stata Mary a tradire la sua squadra. Forse la “donna inglese” era qualcun’altra. E come in ogni giallo che si rispetti, se al primo atto mostri una pistola, al terzo atto dovrà sparare. E qui la pistola ha le sembianze di una dolce segretaria, un’anziana signora che, proprio come la Morte, arriva nel gran finale e porta via con sè ciò che le appartiene.

 

 

La morte ci attende tutti, e se eravamo predestinati a morire, lo saremo ancora. Il leitmotiv di questa puntata, ovvero la filastrocca sulla Morte, tanto odiata da Sherlock a causa del forse senso di impotenza che l’Uomo ha nei confronti del proprio inevitabile destino, si abbatte violentemente sulla persona che sarebbe dovuta morire assieme alla sua squadra molto tempo fa.

Con un ringhio straziante, Watson saluta per l’ultima volta la sua amata. Non sarà più lo stesso a Baker Street, non sarà più lo stesso tra Sherlock e assistente. Questa puntata ha dato un netto colpo di coda al rapporto tra i due. Malgrado Sherlock e John abbiano avuto grossi problemi relazionali in passato, i due non si erano ancora trovati in trincee così opposte, con un cadavere in mezzo a loro.

 

 

La prima puntata della quarta stagione, che all’inizio sembrava non ingranare per bene, rimanendo sulla superficie della routine dei personaggi, prende finalmente una svolta narrativa verso metà puntata, portandoci infine alla risoluzione di una delle trame orizzontali lasciate in sospeso dalla stagione precedente. Ora, potenzialmente, il campo è tutto libero per un possibile ritorno della nemesi. E poi dovremo fare i conti con una possibile ma difficile riappacificazione dei due protagonisti. Che Watson riesca a superare la morte di Mary?

Come ci rammenta il sottotitolo della quarta stagione: it’s not a game anymore.

In sospeso rimane anche un nuovo input che arriva dal frigorifero di Mycroft: cosa significa quel 13th? Attendiamo il 9 e 16 Gennaio per le prossime due puntate di Sherlock.