Final Fantasy XV

5 anni fa

12 minuti

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Dopo un’attesa durata quasi un decennio, abbiamo giocato in modo molto approfondito il quindicesimo capitolo di una delle saghe più amate ma anche controverse di sempre: Final Fantasy.

Giappone, 1986. Un giovane game designer chiamato Hironobu Sakaguchi decideva di fare due chiacchiere col suo amico e collega, Shigeru Miyamoto, parlandogli della sua idea per un videogioco che avrebbe voluto chiamare Final Fantasy.

Scelse quel nome perché, se il progetto fosse stato un fallimento, quella sarebbe stata la sua ultima fantasia. Oggi sono trascorsi trent’anni da quella data, e il nome Final Fantasy ha sulle spalle l’eredità di una saga che ha saputo imporsi come paradigma del gioco di ruolo alla giapponese, reinventandosi ed evolvendo la propria formula di capitolo in capitolo.

 

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Chi più chi meno, i videogiocatori di tutte le età ricordano e portano nel cuore il racconto di uno o più titoli di questa serie.

Chi più chi meno, i videogiocatori di tutte le età ricordano e portano nel cuore il racconto di uno o più titoli di questa serie. Per chi giocava già dagli anni ’80 è stato possibile osservare i molteplici cambiamenti arrivati già dai primi sei capitoli (usciti principalmente per l’allora quasi monopolista del mercato, Nintendo) al settimo, iconico ed indimenticabile, che ne ha consacrato non solo il passaggio su PlayStation, ma anche alle tre dimensioni, perfezionando la formula e arricchendola con tante nuove idee anche nei due giochi che seguirono, ovvero l’ottavo e il nono capitolo della saga.

Proprio i capitoli che partono da Final Fantasy VII hanno invece rappresentato, per tutti quei giocatori della generazione ’90, il primo approccio con la serie che, dopo tre riuscitissimi titoli, arrivava su PlayStation 2 con Final Fantasy X  e X-2 e, successivamente, Final Fantasy XII.

Ci sono stati tantissimi spin-off usciti sia per console casalinghe che portatili, anche varie serie parallele che non seguono la numerazione canonica e persino due capitoli MMORPG, ovvero il dimenticato Final Fantasy XI e l’ancora apprezzatissimo Final Fantasy XIV.

L’allora Squaresoft è ormai diventata Square-Enix ed è uno dei più grossi ed importanti sviluppatori, nonché publisher, nipponici.

C’è stato però un momento poco limpido che ha creato un gran vociare da parte dei fan. Un momento che coincide con il progetto Fabula Nova Crystallis, cui segue la trilogia di Final Fantasy XIII (che ha occupato tutta la scorsa generazione videoludica) e l’annuncio di un altro progetto misterioso che prendeva il nome di Final Fantasy: Versus XIII. 

I tre capitoli che narrano la storia di Lightning, sebbene presentino elementi originali e tante novità sia in campo artistico che di gameplay, sono stati letteralmente odiati dai giocatori e giustamente anche della critica in scelte davvero discutibili come in Lightning Returns. 

Per molti la serie era ormai spacciata, finché all’E3 del 2013 il dimenticato progetto Versus XIII non tornò a far parlare di sé, ora col nome di Final Fantasy XV.

 

 

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Il titolo era inizialmente nelle mani di Tetsuya Nomura e del team responsabile e della serie Kingdom Hearts.

Il titolo era inizialmente nelle mani di Tetsuya Nomura e del team responsabile e della serie Kingdom Hearts e di Final Fantasy VII: Advent Children, che fanno parte dello Square Enix Firts Production Department 1. Del titolo non si è più saputo nulla per anni a causa dei vari problemi interni a Square che hanno portato i team a lavorare poi in parte su Final Fantasy XIII, in parte su quello che è poi diventato Final Fantasy Type-0, ma ricercare una ragione di tale accantonamento è un esercizio che non porta a nulla.

Di fatto, Nomura ha ufficialmente abbandonato il progetto dopo la ripresa dei lavori e lo ha affidato, nel settembre 2014, al nuovo director Hajime Tabata. Da quel momenti in avanti, i lavori sul titolo sono ripresi a pieno regime e, sebbene ci siano stati ulteriori rimandi sulla data promessa accontentando i fan con alcune demo, il gioco è stato completato ed è ora finalmente disponibile per PlayStation 4 e Xbox One,  a partire dal 29 novembre 2016.

L’esperienza di Final Fantasy XV è però anche arricchita da un lungometraggio intitolato Final Fantasy XV: Kingsglaive  oltre che da una mini serie animata: FFXV Brotherhood. Ci si trova davanti ad un’opera multimediale che parla anche di tematiche importanti, di persone e rapporti difficili, di guerra e odio, ma anche di amore, amicizia e di un viaggio.

L’importanza del viaggio, come vedremo fra poco, è determinante e su questo aspetto si è soffermato molto Hajime Tabata anche nella nostra intervista di qualche mese fa, se ve la siete persa la riportiamo di seguito.

 

 

La versione da noi testata per la recensione è quella PlayStation 4,  abbiamo giocato il titolo su una PlayStation 4 Pro collegata ad un pannello 4K HDR.

 

La recensione di questo titolo arriva con un discreto ritardo in quanto la copia del gioco ci è stata consegnata al day one. Ci scusiamo per l’attesa ma abbiamo preferito aspettare qualche giorno extra invece che essere precipitosi, al fine di dare una valutazione completa e non approssimativa del prodotto.

 

 

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Protagonista del gioco è il principe Noctis, che sarà l’unico personaggio che controlleremo in modo diretto sia nelle fasi esplorative che nei combattimenti. Figlio di Re Regis, il nostro protagonista è l’erede al trono del Regno di Lucis che da tempo immemore resiste ai tanti tentativi di annessione ostile da parte dell’Impero di Niflheim.

All’inizio del gioco è in atto una trattativa tra i due regni che avrebbe dovuto porre fine al loro lungo conflitto, perfezionando il tutto col matrimonio tra il principe Noctis e la sacerdotessa Lunafreya, nobile della provincia imperiale di Tenebrae e conoscenza giovanile del principe.

L’antefatto è narrato in maniera approfondita nel lungometraggio Kingslaive.

L’antefatto è narrato in maniera approfondita nel lungometraggio Kingslaive: Final Fantasy XV, in cui si può vedere la vicenda (che pure verrà raccontata nel gioco) da un punto di vista diretto con altri personaggi, mentre nel gioco scopriremo del fallimento delle trattative e dell’assassinio di Re Regis mentre Noctis e i suoi compagni sono intenti in un road trip per portare il principe al suo matrimonio che, visto quanto accaduto, non è però più in programma.

Questo doppio binario narrativo che sfrutta due medium aiuta a comprendere meglio le vicende da più punti di vista senza però spezzare il ritmo del gioco con enormi sequenze filmate, è caldamente consigliata però la visione del lungometraggio prima di iniziare a giocare. Così come è caldamente consigliato recuperare anche i cinque episodi della mini serie animata intitolata Final Fantasy XV: Brotherhood.

In questa serie ci vengono presentati infatti i compagni di viaggio di Noctis e per ciascuno di loro viene approfondita sia la storia personale che del rapporto col principe. Così una volta iniziato a giocare sapremo già che Ignis è una sorta di tutore del principe ed ha una propensione per la cucina, che Gladio è stato il suo maestro d’armi oltre che compagno di avventure e che Prompto è il suo più grande, nonché unico, vero amico dai tempi di scuola.

Insieme a loro la nostra missione inizierà a prendere forma. Dopo il tradimento da parte del malvagio Impero di Niflheim e l’assalto alla capitale reale, il Cristallo di Lucis, emblema del regno, finisce inevitabilmente nelle mani dell’impero nemico. Per tempo immemore grazie al potere magico del Cristallo, il Re era riuscito a tenere il regno al sicuro dai suoi nemici in virtù di una indistruttibile barriera magica, ormai svanita. Inizieremo così un lungo viaggio in cerca della verità e di vendetta, un viaggio però fatto anche di amore e amicizia per quella che è davvero, come dichiarato più volte nello sviluppo, una fantasia basata sulla realtà.

 

 

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Gli stessi nomi dei personaggi, dei luoghi, sono quasi degli epiteti che giocano su concetti sia ancestrali che più pratici. Il Re si chiama Regis, il regno Lucis e il principe Noctis, mentre la sacerdotessa viene da Tenebrae. Il membro del party pratico di alchimia si chiama Ignis, il maestro d’armi che combatte con armi pesanti Gladio, e via discorrendo…

Final Fantasy XV ha una sua struttura narrativa ben precisa, tutti i vari personaggi sono ben caratterizzati e c’è un inizio e una fine. Ma allo stesso tempo presenta una struttura quasi di allegoria, che vuole giocare su svariate tematiche emotive, prima fra tutte la crescita, il modo in cui si matura grazie al viaggio, ma anche la riflessione e la nostalgia.

Il titolo poi presenta comunque una sorta di struttura open world che dura fino al nono capitolo, in cui Noctis e i suoi compagni raggiungono la città di Altissia. Non parlo di open world in senso lato in quanto la possibilità di esplorare in lungo e in largo ogni zona non ci sarà data direttamente e a conti fatti l’esperienza complessiva funziona meglio così.

Il comparto narrativo si suddivide in quattordici capitoli (escluso il prologo) durante i quali si potranno sia svolgere le main quest per proseguire con la storia, che tantissime missioni secondarie e persino dungeon con altissimi livelli di sfida. Il tutto funziona visto in chiave di allungare l’esperienza di gioco oltre l’end-game con un bell’escamotage che permetterà di collezionare oltre 100 ore di gioco anche ai giocatori più pratici con la serie. Grazie alle side quest potremo poi esplorare tutto l’esplorabile e alcune location davvero visivamente spettacolari girando in lungo e in largo per il mondo di gioco, unica pecca alla lunga alcune missioni secondarie (come spesso accade) potrebbero risultare un po’ ripetitive.

 

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Segno distintivo del titolo che ha sollevato fin da subito enorme discussioni in rete è il combat system di Final Fantasy XV che si presenta con un’impronta decisamente più action rispetto al classico stile a turni più volte rivisitato da JRPG classico della serie.

Come già detto sopra, controlleremo direttamente anche in battaglia solo Noctis, mentre l’intelligenza artificiale gestirà i nostri compagni di squadra (ai quali però potremo anche impartire alcune azioni ben precise da un apposito menù) rendendo tutto più semplice. Lo stile di gioco ci porta a poter usare quattro tipi diversi di armi e i soli quattro tasti d’azione per fare ogni cosa, dall’attacco alla parata allo schivare ecc…

Un combat system molto intuitivo e dinamico, facile da comprendere ma non così tanto da padroneggiare.

Un combat system molto intuitivo e dinamico, facile da comprendere fin da subito ma non così tanto da padroneggiare. Questo però contribuisce a creare un bel senso di crescita anche per come il giocatore impara un po’ alla volta a controllare le azioni di combattimento e a concatenare combo sempre più micidiali. Dal punto di vista del gameplay, dunque, un netto salto in avanti verso il superamento del classico sistema a turni che sarebbe risultato oggettivamente anacronistico oggi e che ibridato ad un sistema non del tutto action ha creato risultati come la trilogia di Final Fantasy XIII.

Una giocabilità riuscitissima dunque, secondo chi vi scrive, per quanto concerne gli scontri mentre si poteva certamente fare un po’ meglio con l’esplorazione in generale, anche se un road trip così bello come quello dei nostri quattro eroi sulla vettura Regalia non lo si era mai visto fino ad oggi in un videogioco.

 

 

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Dal punto di vista tecnico invece Final Fantasy XV si destreggia tra alti e bassi.

Dal punto di vista tecnico invece Final Fantasy XV si destreggia tra alti e bassi. Di certo uno dei punti più alti è il soundtrack ed il comparto sonoro in generale, di altissimo livello. Anche apprezzabile la possibilità lasciata al giocatore di scegliere in che lingua giocare il titolo (c’è tra le varie opzioni anche il doppiaggio originale in Giapponese, ovviamente non in Italiano).

Altro punto di forza sono i paesaggi, dove si evince davvero una cura e uno studio enorme nei dettagli e nel rendere tutte le ambientazioni quanto più vive e pulsanti possibile. Così si può dire anche per ogni dettaglio dei nostri protagonisti, da quelli del vestiario fino ai loro ondulati capelli, ai dettagli per le vetture e soprattutto il cibo.

Mai come in questo capitolo le pietanze sono mai apparse così vere, e azzarderei che mai nessun altro videogioco ha ricreato con tanta cura un dettaglio come quello culinario. Ciò va inteso proprio in quell’importanza che il viaggio e la condivisione, sotto ogni aspetto e sfaccettatura, assumono a mano a mano che si prosegue nella nostra storia.

Abbiamo giocato il titolo su PlayStation 4 Pro su un pannello 4K HDR e se la cava bene in termini di dettaglio generale, pur sacrificando qualcosa soprattutto negli scontri in virtù di un framerate più stabile, quasi sempre ancorato a30fps. Lato negativo è proprio questo, il non poter aumentare il framerate o comunque selezionare una modalità, soprattutto nella versione PlayStation 4 Pro, che ci permetta di gestire meglio se privilegiare realmente più il dettaglio o la fluidità dell’azione di gioco.

Il titolo risulta comunque tecnicamente molto godibile e offre davvero scenari mozzafiato e scontri spettacolari.

Potremmo star qui ancora per ore a parlare in modo ancor più approfondito di questo Final Fantasy XV, ma rischierei di incorrere in qualche spoiler per cui meglio fermarsi qui. Tirando le somme, il titolo rispetta molte delle aspettative che in tanti vi avevano riposto nel corso di questi ultimi dieci anni ma potrebbe leggermente deludere chi si aspettava una struttura da open world stile The Witcher III o un miracolo tecnico come mai visti prima.

Giudicando il gioco per quello che è, e non per le aspettative che vi sono state riposte da molti, Final Fantasy XV è sicuramente promosso a pieni voti e si pone come una delle più appaganti esperienze videoludiche al momento presenti per questa generazione.

Un must have per tutti i vecchi amici, e per i nuovi, di questa incredibile serie di JRPG!

 

 

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ME GUSTA
FAIL
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