Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che la TSA, l’agenzia che cura la sicurezza dei trasporti in America, aveva speso 1.4 milioni di dollari in un gestore delle code in aeroporto che instradava casualmente i passeggeri in fila. Lo sviluppatore Chris Pacia ha riscritto l’app in 10 minuti.

La notizia della folle spesa era emersa dopo una richiesta di pubbliche informazioni chiamata Freedom Of Information Acts (FOIA) avanzata per curiosità dallo sviluppatore Kevin Burke, che aveva successivamente calcolato (al netto di speculazioni su hardware, test e formazione fornita) che il costo per lo sviluppo della sola applicazione si dovesse aggirare intorno ai 336mila dollari.

L’assurdità del costo sostenuto, secondo l’analisi di Burke, risiede nel fatto che l’app in effetti devia i passeggeri nella fila di destra o di sinistra in maniera puramente casuale.

 

tsa-randomizer

 

l’applicazione sarebbe costata “solamente” 47mila dollari

La TSA si è affrettata ieri a dichiarare che la ricostruzione di Burke è sbagliata, e che l’applicazione sarebbe costata “solamente” 47mila dollari. In ogni caso lo sviluppatore Chris Pacia dimostra come è possibile riscrivere e compilare il TSA Randomizer in 10 minuti.

 

 

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