Parrot Bebop 2 Day

5 anni fa

5 minuti

Invitato da Parrot, sono stato al Bebop 2 Day: una giornata passata a far volare droni nella campagna milanese, con annessa “garetta” tra blogger su un circuito e, ovviamente, presentazione del nuovo drone di casa Parrot destinato al mercato consumer.

Oltre a me erano presenti altri 4/5 blogger e professionisti del settore: fotografi o esponenti di verticalità particolari che si possono sposare con l’utilizzo di questo drone, come snowboard e surf ad esempio.

Un vero peccato che abbia piovuto praticamente tutta la giornata, ma questo, come vedremo, si rivelerà quasi un punto a favore della presentazione generale, grazie ad una inaspettata resistenza all’acqua del Bebop 2.

Per prima cosa ci siamo beccati il mega pippone la presentazione di Federico Langone, trade marketing manager di Parrot, che ci ha raccontato come è strutturata Parrot, in quali mercati è presente e, soprattutto, come è nato questo nuovo Bebop e come si differenzia dal precedente modello che tanto successo ha avuto negli anni scorsi.

La filosofia del Bebop è chiara: un drone facilissimo da utilizzare, dedicato quindi al mercato consumer, venduto ad un prezzo non basso, ma neanche altissimo per il segmento (550€ il prezzo di listino del Bebop 2)

Nuove eliche più grandi che rendono il drone più stabile, nuova batteria più capiente che ne prolunga il tempo di volo (ora arriva a 25 minuti) e più facile da montare sul drone, nuova camera che permette ora, tra le altre cose, anche le riprese zenitali che tanto ci piacciono nei droni moderni.

Insomma tante novità per questo nuovo Bebop 2 che rimane la punta di diamante del mercato consumer per Parrot, azienda che ha contribuito fortemente alla diffusione di questo tipo di prodotto, a partire dai suoi piccoli droni terrestri (giocattoli il cui basso costo fa entrare di fatto l’utente in un mercato che poi volendo sfocia in un vero drone come questo Bebop 2)

Finita la presentazione siamo passati subito in “esterna”, ci siamo arrampicati nel sottotetto di una piccola torre e da li è stato fatto volare il Bebop 2 collegato al suo “Sky Controller”, un accessorio opzionale piuttosto costoso (500€ il prezzo di listino, ma esiste anche un bundle che fa risparmiare qualcosa) che aggiunge però tanto: in primis un controller fisico con levette e tasti dedicati, cosa non da poco, che può alloggiare un tablet (fino a 10 pollici) o uno smartphone e che, soprattutto, allunga la portata del drone fino a ben 2 Km.

 

 

La cosa che ha stupito tutti a questo punto è che, come dicevo, pioveva.

La cosa che ha stupito tutti a questo punto è che, come dicevo, pioveva. E anche forte. Di mio ero convinto che il povero drone cascasse dopo pochi secondi di volo e invece, con grande soddisfazione di Federico Langone, il Bebop 2 ha continuato a volare senza alcun apparente problema per un buon quarto d’ora, prima di tornare come se niente fosse ad atterrare da dove era partito. 10 Punti a Grifondoro! 

Finita questa prima dimostrazione in cui ci sono stati fondamentalmente spiegati i comandi dello Sky Controller e le possibilità offerte dal Bebop 2 siamo tornati dentro per pranzare e continuare a nerdare tra blogger.

 

Il Bebop 2 con il suo Sky Controller

 

Nel primo pomeriggio purtroppo pioveva ancora, ma Parrot aveva allestito all’interno di una grandissima ex stalla un percorso in cui ci saremmo dovuti cimentare in una gara a cronometro: in palio per il blogger più veloce un paio delle ultimissime e fighissime cuffie bluetooth Parrot Zik 3: inutile dire che le volevo di brutto, per cui è scattata la super fotta competitiva!

 

Si trattava di zig-zagare tra i piloni e passare in mezzo al cerchio fonfiabile, poi tornare indietro a tutta velocità.

Si trattava di zig-zagare tra i piloni e passare in mezzo al cerchio fonfiabile, poi tornare indietro a tutta velocità.

 

Per quanto il Bebop 2 sia facilissimo da pilotare in esterna quando si vuole semplicemente riprendere qualcosa… quando poi ti ritrovi dentro una sala, per quanto grande, e sei annebbiato dall’adrenalina del “voglio vincere” ecco che schiantare droni diventa la moda del momento… tanto è vero che in cinque ne abbiamo fatti fuori tre, tra eliche piegate e motorini fuori uso.

Alla fine ha vinto quella merda di Kiro di Melamorsicata.it che, partito per ultimo, ci ha bellamente umiliato tutti sfoggiando una padronanza del drone insospettabile fino ad un momento prima (maledetto! eheheh)

Beh, l’importante è che l’evento si è concluso con la consegna ad ognuno dei presenti di un Bebop 2 che ho con grande gusto portato in redazione e di cui ho fatto uno dei miei incauto unboxing che vi invito a guardare subito se volete tutte le info del caso sul drone di Parrot:

 

 

Che dire, grazie a Parrot per la bella esperienza, utilizzerò per quanto possibile il Bebop 2 nelle mie prossime trasferte e vi farò sapere come mi trovo.

 

“I viaggiatori della Terra di Mezzo”: Alan Lee e John Howe a Milano per un corso di illustrazione dedicato a Tolkien
“I viaggiatori della Terra di Mezzo”: Alan Lee e John Howe a Milano per un corso di illustrazione dedicato a Tolkien
DJI Spark, il mini drone che si può usare ovunque
DJI Spark, il mini drone che si può usare ovunque
Karma di GoPro arriva in Europa
Karma di GoPro arriva in Europa
Parkour in 2D
Parkour in 2D
Cucinare la cena del Ringraziamento con il drone
Cucinare la cena del Ringraziamento con il drone
Karma, il primo drone di GoPro
Karma, il primo drone di GoPro
Nivea, l'imbarazzante pubblicità del gabbiano drone
Nivea, l'imbarazzante pubblicità del gabbiano drone