Rapsodia satanica

7 anni fa

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Rapsodia satanica

A dir la verità, all’inizio avevo un po’ il dubbio se condividere o meno la mia recensione di “Rapsodia satanica” qui su Lega Nerd. Molte persone, infatti, direbbero; «Ma chi cazzo se ne frega di ‘sta roba» «No, grazie, non mi interessa», davanti ad un film muto datato 1917, appartenente all’epoca d’oro della cinematografia italiana degli albori.

Eppure poi è ovvio che una recensione come questa deve stare qui. Perché, in fondo, per definizione il nerd non è una persona che dice «Non mi interessa», ma proprio il contrario!

È cioè uno a cui piace sapere le cose, scoprirle, capirle, con una fanatismo ed una smania per il dettaglio tale da rendersi bizzarro agli occhi dei comuni mortali che nerd non lo sono (o lo sono solo a parole)…

Tradotto in ambito cinematografico: un cine-nerd non è mica quello che va al cinema, si compra i pop-corn e si guarda la nuova commedia con Ben Stiller, ma colui che si interessa ad ogni branca di ogni epoca e di ogni corrente, covandone una passione estrema e capendo davvero perché un film è stato prodotto in quell’anno, in quel contesto, da quelle persone.

Persino (anzi, forse a maggior ragione) se l’anno è il 1917, il contesto è quello della prima vera esplosione artistica del cinema italiano e le persone coinvolte sono il regista Nino Oxilia, l’attrice Lyda Borelli ed il compositore Pietro Mascagni.

Rapsodia satanica

La nascita del cinema in Italia giunse pochi anni dopo i primi cortometraggi dei fratelli Lumiere

La nascita del cinema in Italia giunse pochi anni dopo i primi cortometraggi dei fratelli Lumiere, mentre in Francia Melies cominciava le sue pioneristiche sperimentazioni con gli effetti speciali ed in America Edwin S. Porter studiava costruttivamente le inquadrature e il montaggio.

Per attendere però il primo vero periodo d’oro della settima arte italica è necessario attendere ancora qualche tempo, durante gli anni ’10, quando Pastrone, Caserini e Guazzoni realizzarono i loro antesignani kolossal che riscossero un gran successo persino oltreoceano.

Proprio nello stesso periodo anche le prime avanguardie cinematografiche fecero capolino, ponendosi in parallelo al resto delle produzioni.

In particolare artisti come i futuristi Filippo Marinetti e Arnaldo Ginna o i pre-espressionisti Anton Giulio Bragaglia e Enrico Prampolini trovarono un terreno fertile e fruttuosissimo nella neonata arte cinematografica, e pure il simbolo del decadentismo nostrano, Gabriele D’Annunzio, non rimase ad essa indifferente.

Un vistoso esempio dell’influenza dannunziana sul cinema italiano delle origini è ritrovabile in “Rapsodia satanica”, adattamento del mito di Faust a partire dal poema di Fausto Maria Martini (questo, per la precisione).

Musicato – con immane fatica – dal celebre compositore Pietro Mascagni, esso è infatti una pellicola che traspira in maniera molto vistosa la poetica del poeta pescarese, con la rappresentazione del crepuscolo della nobiltà, coi rimandi mitologici, con l’estetizzazione delle passioni, col senso del tragico.

Rapsodia satanica

Il regista, Nino Oxilia, costruisce con questi ingredienti la vicenda dell’ormai anziana gentildonna Alba d’Oltrevita, interpretata dalla diva Lyda Borelli, costretta a stipulare un patto demoniaco con la maschera mefistofelica indossata da Ugo Bazzini. La donna ringiovanirà ma, contravvenendo alle regole del patto, vivrà anche l’amore di due affascinanti fratelli, Sergio e Tristano, sanzionando così la sua eterna condanna.

Al contrario di altri precursori del nostro cinema che in quegli anni preferirono dipingere su pellicola con estremo realismo (si pensi ad esempio al siciliano Nino Martoglio), Oxilia concentra con convinzione gli spunti fantastici e decadentisti sopracitati, e lo fa fino in fondo, sia nella sceneggiatura che nelle scenografie.

Così facendo firma il suo decimo, ultimo e significativo lavoro da regista, prima di morire l’anno successivo, durante la Prima Guerra Mondiale, ucciso da una granata nella battaglia del Monte Grappa.

Se volete dare un’occhiata al film, cercate su YouTube, ne trovate mille (qui, ad esempio).
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