Nerd Genetics: Epidemia Zombie

8 anni fa

11 minuti

zombies

Cogliendo l’occasione della Nerd Quest sul Paranormale, vorrei iniziare una serie di articoli in cui vi spiegherò la biologia, la genetica e la chimica che si nascondono dietro cose Nerd, in questo caso: gli Zombie.

Al che voi direte, ma gli zombie non c’entrano nulla con Paranormale & Esoterismo; ma questa è tutta un’altra storia. So, let’s get started.

 

Disclaimer
In quest’articolo si tratteranno temi quali la morte, la resurrezione e malattie gravi, il tutto condito con molto black humor: se credete che potreste sentirvi offesi… non continuate a leggere.

 

Ammettetelo, noi nerd potremmo anche essere degli sfi*ati a cui piace la matematica, in una relazione complicata con l’attività fisica, che hanno pochi amici e che non sono a proprio agio nei rapporti sociali delle persone molto intelligenti, ma chi fra di noi non ha mai sognato un’apocalisse zombie?

Chi fra di noi non ha mai sognato un’apocalisse zombie?

Durante la suddetta apocalisse noi nerd potremmo far vedere al mondo tutto il nostro valore, potremmo mettere in pratica anni e anni di addestramento su libri, film e videogiochi, la salvezza di ogni nazione sarebbe in mano a noi e proprio per questo diventeremmo l’unità di misura della “forza militare” degli stati.

Il mondo si inginocchierebbe davanti ai nostri piedi, pregandoci di salvarlo, e noi, trasformandoci in eroi, vedremmo il nostro sogno realizzato. E ,dopo tutto ciò, avremmo anche un bel po’ di VajjTM solo per noi.

Perché non dare un piccolo aiutino a madre natura a creare un VeroZombie™?

Purtroppo, in 2000 anni di storia niente del genere si è ancora verificato, e, non so perché, ho il sospetto che non si verificherà molto presto; quindi perché non dare un piccolo aiutino a madre natura a creare un VeroZombie™?

Con questa guida passo-passo anche voi potrete creare la vostra Fine Del Mondo fatta in casa.

 

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Da un punto di vista puramente biologico, creare dei simil-zombie non è impossibile, bisogna avere solo i giusti mezzi e le giuste conoscenze.

Poiché stiamo per creare un’apocalisse coi controcogl*** dobbiamo essere molto cauti e pianificare il tutto. Partiamo dal principio.

Cos’è che vogliamo esattamente? Di certo nessuno di noi vuole quegli zombie tradizionali, un po’ stupidi, che a malapena riescono a camminare e che a stento si reggono in piedi, noi vogliamo gli zombie cazzuti, quelli che ti inseguono e ti contagiano con un morso, quelli che hanno un cervello da predatore, quelli che li ammazzi solo sparandogli in testa e se finisci i colpi puoi anche iniziare ad andare dal notaio per il testamento.

Ecco alcune idee su come fare:

 

 

Parassiti del Cervello

Parassiti che trasformano le vittime in schiavi senza cervello simil-zombie sono abbastanza comuni in natura.

Ce n’è uno chiamato Toxoplasma gondii che sembra aver dedicato la sua intera esistenza all’essere terrificante.

Toxoplasma gondii

Questo parassita infetta i topi, ma può riprodursi solo nell’intestino di un gatto. Il parassita sa che deve far incontrare il topo e il gatto per continuare a vivere,  allora ciò che fa è attaccare il cervello del ratto, e poi fa in modo che questo corra verso i luoghi frequentati dal gatto.

Il topo viene dunque programmato per farsi mangiare, e non lo sa nemmeno! Ma ovviamente questi sono solo topi, giusto?

Ehi, ma ho già detto che metà della popolazione umana è infettata dal toxoplasma, e non lo sa?

Metà della popolazione umana è infettata dal toxoplasmosa, e non lo sa

Magari tu sei uno di quelli, c’è il 50% di possibilità. (E poi vi chiedete perché Internet è pieno di gatti)

Hanno anche fatto studi che mostrano che gli infetti riportino modifiche nella personalità e hanno maggiori possibilità di andar fuori di testa.

Umani e topi non sono così diversi, per questo li usiamo per testare i nostri farmaci. Tutto quello che ci vuole è una versione un po’ più evoluta di toxoplasmosa, che possa farci quello che fa ai ratti. Quindi, immagina se improvvisamente mezzo mondo non avesse più istinti di autoconservazione o pensiero razionale. Ancor meno di quanto ce l’abbiano ora, intendo.

Si potrebbe obbiettare però che tecnicamente questa gente non è mai stata morta, dunque non rientra nella definizione classica di “zombie”; dunque consideriamo scartato questo metodo.

 

 

Neurotossine

Ci sono certi tipi di veleno che rallentano le tue funzioni corporali al punto che potresti essere considerato morto. Il veleno del Fugu (pesce palla giapponese) può fare questo.

Datura StramoniumAlle vittime può anche essere somministrata una droga proveniente dalla Datura Stramonium (pianta ricca di alcaloidi) che li lascia in uno stato di trance senza memoria, ma comunque in grado di compiere semplici azioni come mangiare, dormire, gemere e vagare con le braccia protese in avanti.

Queste cose sono già successe ad Haiti, che è da dove proviene il termine “zombie”.

Ci sono libri sull’argomento, i più famosi del Dr. Wade Davis (Passage of Darkness e The Serpent and the Rainbow). Sì, il film Il serpente e l’arcobaleno è basato sulle ricerche scientifiche di questo tizio.

Quanto di quello che è raccontato è un fatto reale? Beh, c’era quella scena dove legavano un tipo nudo ad una sedia e gli infilavano uno spuntone tra le palle. Speriamo che quella parte non sia vera.

Quello che è vero di sicuro è la storia di Clairvius Narcisse. Era un ragazzo haitiano che è stato dichiarato morto da due dottori e sepolto nel 1962.

L’hanno trovato vagare intorno al villaggio 18 anni dopo. Si è scoperto che lo stregone voodoo del posto aveva usato sostanze chimiche naturali per “zombificare” persone e farle lavorare nelle piantagioni di zucchero. (Forse è ora di iniziare ad ascoltare quel tuo amico che continua a dirti che il caffè senza zucchero è più buono).

Ma come abbiamo detto all’inizio, noi vogliamo degli zombie reattivi, non questi rammolliti; quindi anche questo è scartato.

P.S. Facendo un po’ di Bonsai-Kittening, quest metodo (benché sia una storia che va forte su internet) è completamente inattendibile in quando, quasi sicuramente, la storia del ragazzo è stato un caso clamoroso di autosuggestione. Maggiori informazioni sul link se cliccate sul nome 

 

 

 

Morbo della Mucca Pazza

Quando un uomo viene contagiato dalla Mucca Pazza, sviluppa una patologia chiamata malattia di Creutzfeldt-Jacob. Ecco alcuni sintomi:

  • Modifica dell’andatura
  • Allucinazioni
  • Mancanza di coordinamento (ad esempio, inciampare e cadere)
  • Spasmi muscolari
  • Spasmi mioclonici
  • Sviluppo rapido di delirio o demenza

Di certo la malattia è rara e gli infetti non sembrano inseguire la gente in orde assassine… finora.

Ma, prova che la diffusione di un virus del cervello (simile a quello della Rabbia) è possibile, potrebbe essere solo una questione di attendere quello giusto.

Basterebbe una malattia che distruggesse l’abilità del cervello di assorbire quell’unica sostanza e all’improvviso sarebbe un 28 Giorni Dopo reale.

Se poi, l’idea di violenza senza controllo sembra azzardata, ricorda che sei a distanza di soltanto una sostanza chimica cerebrale (serotonina) dal trasformarti in una macchina assassina senza cervello (lo hanno testato mettendo dei topi in gabbie stile deathmatch e guardandoli scannarsi a vicenda). Basterebbe una malattia che distruggesse l’abilità del cervello di assorbire quell’unica sostanza e all’improvviso sarebbe un 28 Giorni Dopo reale.

(Se poi vogliamo strafare, potremmo aumentare la capacità del cervello di assorbire dopamina per creare dei mostri ultrsasensibili agli stimoli esterni, con dei sensi supersviluppati)

Quindi, immagina una malattia così evoluta, che chiameremo Super Mucca Pazza o Mucca Paxx8issima!1!one!! farsi strada nella distribuzione alimentare. Diciamo che si possa diffondere tramite un contatto sangue-sangue, o saliva-sangue. Ora abbiamo un virus del tipo Rabbia che si può trasmettere con un morso.

Sebbene non sia esattamente ciò che stiamo cercando, quest’ipotesi sembra la più promettente delle tre, quindi direi di metterla tra le possibili candidate.

 

 

Ingegneria Genetica

Il metodo migliore per creare uno zombie. In questo caso i batteri potrebbero proprio fare al caso nostro:

Dobbiamo solo costruirci un microorganismo che trasformi un normale essere umano in un aggressivo morto vivente privo di razionalità.

Ci viene per questo in aiuto la moderna ingegneria genetica, grazie alla tecnica della transgenesi.

Questa tecnica ci permette di inserire in un organismo un gene proveniente da un organismo di una specie differente (un transgene, appunto), insieme ad un pacchetto di informazioni genetiche (frammenti di DNA) che ne consenta l’espressione.

Se si tratta di modificare organismi grossi, come una pianta o un essere umano, il discorso si fa molto complicato, ma ingegnerizzare un batterio è, d’altra parte, piuttosto semplice.

Basta sfruttare infatti una capacità del tutto naturale dei batteri: la trasformazione batterica

Basta sfruttare infatti una capacità del tutto naturale dei batteri: la trasformazione batterica, cioè, detto in parole povere, la capacità di prelevare ed inglobare materiale genetico direttamente dall’ambiente circostante.

Se quindi noi in una popolazione di batteri sotto controllo, inseriamo un determinato pacchetto di informazioni, è solo questione di tempo prima che qualche batterio lo assimili, mutando.

Un altro possibile metodo sarebbe quello della trasduzione batterica: ovvero usare un virus batteriofago come vettore per inoltrare il messaggio al batterio, per essere sicuri che quest’ultimo riceva il DNA.

Adesso non ci resta altro da fare che selezionare i batteri che hanno acquisito i geni desiderati ed eliminare gli altri. Il modo migliore per farlo è inserire nel “pacchetto” di geni qualche gene resistente ad antibiotici specifici, cosicché ci basterà ora aggiungere al mezzo di coltura batterica un antibiotico ed ecco che solo i batteri trasformati sopravvivranno.

Tra l’altro la resistenza ad antibiotici specifici renderà la nostra piaga molto più difficile da curare, rendendo il tutto molto più divertente. (Mai giocato a Plague Inc. eh? Proprio nessuno?)

Superati questi ostacoli, l’unica cosa che dobbiamo fare è pensare a quali geni vogliamo inserire nel nostro batterio-zombie.

Per aiutarci a scegliere possiamo concentrarci sui risultati che vogliamo ottenere: Innanzitutto le persone affette devono essere aggressive e mordere il prossimo, quindi il patogeno dovrà attaccare i centri nervosi e modificare il comportamento. Microorganismi di questo genere ne conosciamo diversi soprattutto tra i funghi unicellulari, tuttavia la maggior parte di questi  colpiscono gli insetti e ci sono pertanto di scarsa utilità.

Nel nostro magazzino però, c’è un tipo di virus che fa al caso nostro, quello che avevamo messo da parte poco fa (vi ricordate?) : la rabbia. O più in generale i Rhabdovirus.

Questi virus hanno l’abitudine di risalire lungo i nervi fino al sistema nervoso centrale, giunti nel quale influiscono sul comportamento dell’animale infettato, portandolo ad atti di aggressività immotivata, che fanno sì che morda altri animali.

Attraverso la saliva il virus si trasmette nel sangue del malcapitato che ha ricevuto il morso, da qui passa al sistema nervoso e il ciclo ricomincia.

Ma a noi non basta che ci vogliano mordere e contagiare, vogliamo i morti viventi!

Come tutti sapete, è impossibile resuscitare un morto, checché ne dica qualcuno (?); però si può causare uno stato di “quasi morto” permanentemente.

Per fare ciò ci sono migliaia di modi, ma poiché (purtroppo) non sono ancora arrivato in quella parte di programma al corso di biologia, ho cercato su internet ed ho trovato questi due: il Mycobacterium leprae e il Clostridium perfringens.

Il primo è il responsabile di una malattia che sicuramente conoscete, la lebbra. Trattasi di un’infezione che, fra le altre cose, nella sua forma più grave provoca orribili lesioni della pelle, chiamate lepromi.

Quaste lesioni a loro volta possono portare alla perdita di sensibilità della parte interessata, ad ulcerazioni, necrosi e persino ad amputazioni degli arti. In pratica, se sparate ad una gamba ad un lebbroso, questi potrebbe anche non accorgersene.

Quella che però è una condanna per chi è affetto da questa terribile malattia, è invece una qualità desiderabile in uno zombie. E meglio ancora, la lebbra è una malattia cronica, non ti uccide rapidamente ma ti rimane per anni e anni.

Il secondo è un lontano parente del tetano e del botulino, e come loro è abituato a vivere in assenza di ossigeno. Solo che, a differenza dei suoi cugini, una volta stabilitosi all’interno di una ferita profonda amplia da solo il suo ambiente, grazie a specifiche tossine che indurranno la necrosi dei tessuti circostanti, in un processo noto come cancrena gassosa, per via della produzione di gas che caratterizza la putrefazione dei tessuti. In pratica il corpo dell’ospite comincia a decomporsi mentre questo è ancora vivo. E cosa c’è di meglio della decomposizione per fare un morto vivente?

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Ora che  abbiamo trovato i micro organismo da cui prelevare i geni, dobbiamo solo trovare un vettore in grado di diffonderli rapidamente tra la popolazione

Ora che  abbiamo trovato i micro organismo da cui prelevare i geni, dobbiamo solo trovare un vettore in grado di diffonderli rapidamente tra la popolazione, magari scegliendo un patogeno già molto contagioso di suo, così da non dover fare ulteriore fatica per diffonderlo. Su questo c’è solo l’imbarazzo della scelta (zanzare, zecche, mosche, gatti, vostra suocera ecc.)

Complimenti ora che avete creato la vostra Apocalisse Zombie Personalizzata, non dovete far altro che aspettare e prepararvi alla vita da eroi.

E soprattutto ricordate: se questa guida non ha funzionato… soddisfatti o rimborsati!

 

 

Fonte:

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