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Alien Invasion

10 anni fa

11 minuti

Alien Invasion

L’altro giorno mi è capitato sotto mano, o meglio sotto mouse, un simpatico documentario di Discovery Channel intitolato Curiosity: Alien Invasion. Are we ready?

Documentario tanto interessante quanto inquietante.

Ma vediamo un po’ di cosa parla questa piccola perla televisiva.

 

 

Invasione Hollywoodiana

Independence Day, La guerra dei mondi, Mars Attacks!, Battle: LA, eccetera eccetera.

Esistono millemila film basati sugli alieni, o meglio, su di un invasione aliena. Ma tutti questi film, nonostante le profonde differenze di trama/ambientazione/morale di fondo/e chissà che altro, sono uguali.

 

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Beh, non proprio uguali. Vediamo di chiarire meglio il concetto.

La classica invasione aliena hollywoodiana si svolge sempre nello stesso modo:

  1. Gli alieni arrivano.
  2. Gli umani dicono ”Fico sono arrivati gli alieni!”.
  3. Gli alieni fanno esplodere un monumento famoso a caso.
  4. Gli umani dicono ”Oh no! Hanno distrutto (inserire monumento)! Sono troppo forti!”.
  5. Gli alieni concentrano la loro invasione nelle città più famose, o si interessano solamente del Giappone.
  6. Gli umani sviluppano un metodo totalmente illogico per sconfiggere gli alieni. E li sconfiggono.
  7. God bless America e bla bla bla.

Che enorme cazzata.

Un’invasione di questo tipo non è un’invasione, è una perdita di tempo. Ok che così si rispettano i più canonici canoni della psychological warfare, ma si impiegherebbero troppe risorse. Cosa che renderebbe la conquista del pianeta praticamente inutile.

Alien Invasion però ci mostra come si svolgerebbe, in pura linea teorica, una vera invasione aliena.

 

 

Incontro

Gli invasori verrebbero avvistati con largo anticipo, addirittura con alcuni mesi di anticipo.

A meno che essi non impieghino tecnologie propulsive futuristiche, come il salto iperluce, la loro astronave madre verrebbe facilmente avvistata dagli odierni telescopi.

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Anche se verrebbe probabilmente scambiata per un asteroide, o per una cometa, all’inizio.

Il punto di svolta consisterebbe nel scoprire che tale oggetto seguisse una rotta non influenzata dalla gravità dei vicini corpi celesti. Cosa impossibile tanto per gli asteroidi tanto per i nostri attuali veicoli spaziali.

Naturalmente l’arrivo della misteriosa astronave scatenerebbe un misto di paura e angoscia nella popolazione indigena.

  • Cosa vogliono?
  • Chi sono?
  • Guarderanno anche loro il Grande Fratello?

Nel documentario ci viene mostrato che per un certo periodo di tempo, circa tre settimane, la nave madre orbiterebbe intorno al pianeta senza cercare di stabilire alcun contatto con l’umanità.

Perché? Beh, la risposta è semplice. Per studiare il territorio e la popolazione, in modo da stabile la migliore strategia d’attacco.

 

 

EMP

Cellulari, computer, macchine, armamenti, scaldabagni.
Ormai ogni oggetto sulla Terra ha un chip al suo interno. E ormai è impossibile anche solo pensare a una vita senza tecnologia.

Quindi qual è il modo migliore per mettere a 90 la civiltà umana?
Togliergli la tecnologia odierna.
E qual è il modo migliore per farlo?
Usando un EMP su scala globale.

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Un EMP è un impulso elettromagnetico. Gli impulsi elettromagnetici posso essere generati da diverse fonti: bombe atomiche, eruzioni solari che entrano in contatto con la magnetosfera terrestre, ecc ecc.

Un EMP lanciato su scala globale sarebbe un bel palo nel culo. Ci toglierebbe la possibilità di difenderci, di usare la maggior parte dei veicoli, di comunicare a lunga distanza.

In breve saremmo decisamente fottuti.

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In Falling Skies si tiene conto proprio di questa evenienza. Gli invasori iniziano l’attacco friggendo tutta l’elettronica mondiale con un potente EMP.

Il telefilm era brutto forte, ma almeno aveva qualche base scientifica.[/more]

 

 

Il pericolo viene dal mare

Bene, finora gli alieni ci hanno pecorizzato togliendoci la nostra amata tecnologia. Ma l’umanità c’è ancora.

Certo, molte persone morirebbero in seguito a vari incidenti, aerei che precipitano per esempio. Ma la stragrande maggioranza della popolazione sarebbe ancora viva e vegeta.

E questo non piace agli invasori.

Quindi qual è il modo migliore per eliminarci?

Poniamo la clausola che gli alieni vogliano il pianeta discretamente integro. Quindi incenerire tutta la superficie terrestre, noi compresi, non è una scelta da prendere in considerazione.

E allora? Come si fa?

Bisognerebbe colpire la maggiore parte della popolazione nel minor tempo possibile e contenendo i danni all’ambiente.

Ma aspetta un momento. Il 40% della popolazione mondiale vive in prossimità di zone costiere!

Se gli alieni facessero cadere dei pesi, nell’ordine di qualche centinaio di tonnellate, dall’orbita terrestre nella loro caduta verso la superficie essi accumulerebbero abbastanza energia cinetica da sembrare delle piccole bombe atomiche.

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Se questi pesi cadessero nei mari, negli oceani, a pochi chilometri di distanza dalla costa il loro impatto con l’acqua causerebbe una serie di onde anomale in grado di raggiungere anche località distanti chilometri dalla costa.

In questo modo buona parte della popolazione mondiale verrebbe spazzata via nel giro di una giornata.

 

 

Guerra biologica

Gli alieni hanno sterminato in brevissimo tempo miliardi di persone. Ma chi abitava più nell’entroterra si è salvato da questa catastrofe.
Quindi l’invasione è cominciata, ma la fine sembra ancora lontana.

Servirebbe un modo per raggiungere e uccidere ogni abitante del pianeta ma, come detto prima, senza danneggiare il pianeta.

Se gli alieni non vogliono danneggiare la Terra significa che gli serve il pianeta per colonizzarlo. Indi per cui il loro pianeta di origine è, nelle caratteristiche fondamentali, simile al nostro.

Ciò indica che gli alieni hanno una chimica corporea simile alla nostra, ovvero anche loro sono basati sul carbonio.
E anche loro possono essere infettati dai virus.

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Naturalmente la vecchia storia della Guerra dei mondi non funzionerebbe. Gli alieni molto probabilmente non subirebbero particolari effetti dai nostri virus e batteri.

Gli agenti patogeni del nostro pianeta si sono specializzati, nel corso di miliardi di anni, nell’infettare le specie indigene della Terra.
Non le specie provenienti da altri pianeti.

Lo stesso discorso vale per i batteri alieni degli invasori. E quindi che si fa? Molto semplice. Basta prelevare dal pianeta dei campioni di popolazione e di agenti patogeni.

Attraverso l’ingegneria genetica basterebbe modificare un virus in modo che soddisfi le seguenti caratteristiche:

  1. Deve diffondersi velocemente.
  2. Deve avere dei sintomi iniziali simili a quelli di altre malattie comuni, tipo il raffreddore.
  3. Deve essere in grado di uccidere la vittima in poco tempo.

La parte dell’ingegneria genetica è la più semplice. In fondo se sono in grado di viaggiare da un pianeta all’altro non dovrebbe essere tanto difficile per loro modificare un virus.

Il punto è: come diffondere efficacemente il virus?

E se usassero gli uccelli?
Non quegli uccelli, malpensanti!

Gli uccelli si trovano in quasi ogni parte del mondo. Si spostano velocemente, ed è difficile contenerli. In pratica sono il veicolo perfetto per una pandemia.

Farebbe la gioia dei giornalisti di Studio aperto. Si verificherebbe una pandemia da “aviaria”.

Naturalmente anche così il genocidio dell’umanità non sarebbe immediato. Ci vorranno mesi, se non anni, per infettare tutta la popolazione rimasta. E c’è sempre l’eventualità che venga creato un vaccino per il virus OGM. Il che imporrebbe la creazione di un nuovo virus, dando inizio a un nuovo ciclo.

 

 

 

Payback time

Ok, finora gli alieni ci hanno fatto il culo in mille modi diversi. Sarà mica il caso di reagire a questo punto?

Dato che la nave madre nemica si trova ancora in orbita le uniche armi che possiamo contro di essa sono i missili intercontinentali.
Ma siamo sicuri che basterà nuclearizzarli?

Le armi atomiche devono il loro effetto distruttivo a 4 effetti generati da esse:

  • Raggi gamma.
  • Calore.
  • Impulsi elettromagnetici.
  • E per finire l’onda d’urto generata dall’esplosione.

Ma una navicella spaziale deve essere schermata dalle temperature estreme presenti nello spazio, dai raggi cosmici che la investono 24 ore su 24, e deve essere schermata dai campi magnetici dai corpi celesti più grandi (come le stelle e i giganti gassosi).

Inoltre nello spazio non si verifica la devastante onda d’urto, dato che non c’è un mezzo in grado di trasmetterla nel vuoto.

Quindi siamo di nuovo a 90 gradi. Oppure no?

 

 

Thunderwell

Thunderwell fu un esperimento condotto da Edward Teller e Robert Brownlee.

Edward Teller era talmente ben voluto che nemmeno Oppenheimer voleva avere niente a che fare con lui.

Teller era un personaggio molto simapatico. Ispiratore e co-creatore della bomba H, promotore dell’utilizzo di ordigni atomici per scopi civili, promotore dello scudo spaziale voluto da Reagan. Era talmente ben voluto che nemmeno Oppenheimer voleva avere niente a che fare con lui.

Brownlee invece era un astrofisico in cerca di un metodo per usare ordigni atomici come sistema propulsivo per le astronavi.

Operation Thunderwell

L’operazione Thunderwell consistette nel piazzare una bomba atomica in fondo a un pozzo largo 4 metri e profondo 150. Tale pozzo venne poi chiuso da un tappo d’acciaio pesante 900kg ricoperto poi da 3 tonnellate di cemento.

L’esperimento doveva essere una prova di contenimento di un’esplosione nucleare.

Le videocamere poste in loco invece mostrarono come, al momento dell’esplosione, il tappo di acciaio venne scagliato in cielo.
Allora venne calcolato che il tappo venne espulso a una velocità di circa 67 Km/s. 6 volte la velocità di fuga necessaria ad abbandonare la sfera gravitazionale terrestre.

Calcoli più recenti invece dimostrano che il tappo raggiunse una velocità di soli 22 Km/s.

Me cojoni complimenti comunque.

Nel caso dell’invasione aliena potremmo usare questo esperimento contro di loro.

Scaviamo decine, se non centinaia, di pozzi profondi all’incirca 500 metri. Sul fondo posiamo una bomba nucleare e riempiamo il pozzo d’acqua.
Tappiamo il buco con una tappo da qualche decina di tonnellate.

Facendo esplodere la bomba l’acqua assorbirebbe i raggi gamma, sublimando quasi istantaneamente in vapore.

L’espansione del vapore, insieme all’onda d’urto scaglierebbe il tappo ben oltre i 22 Km/s dell’esperimento originale.
In pratica trasformiamo il pozzo in un gigantesco e potentissimo pistone pneumatico.

Per quanto possa essere resistente lo scafo dell’astronave aliena questi proiettili ipersonici lo attraverserebbero come burro.
E, come sanno bene gli astronauti odierni, una breccia nello scafo causerebbe una devastante decompressione.

Un attacco del genere non sarebbe in grado di distruggere completamente la nave madre nemica. Lo scopo non è l’annientamento, ma una dimostrazione di resistenza.

Bisogna dimostrare agli invasori che la conquista sarà più difficile del previsto ed, eventualmente, portarli a desistere dal loro piano di invasione.

Per maggiori informazioni c’è questo articolo.

 

 

 

Quanto è realistica un’invasione aliena?

Questo documentario ci mostra, da un punto di vista scientifico e strategico, una possibile invasione aliena.
Ma potrà mai accadere un evento del genere?

Finora non siamo ancora riusciti a contattare una civiltà aliena. Né abbiamo prove che gli alieni esistano.

 

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Il Paradosso di Fermi ci insegna che ci possono essere svariate spiegazioni per questo silenzio.

Forse siamo soli.
Forse siamo troppo lontani dagli altri.
Forse non siamo in grado di sentirli.

Trovo molto interessante, e inquietante, la spiegazione di Stephen Hawking.

Perché non sentiamo nulla? Siamo soli? Non ce nessuno vicino a noi? O gli altri hanno capito che il primo che parla è il primo ad essere invaso?

Il documentario non è più disponibile su youtube, ma potete vederlo a questo link.

 

Piccolo aggiornamento

In un mio precedente articolo vi ho parlato di 2005 YU55, un piccolo, si fa per dire, asteroide.

Allora la Nasa calcolò un suo passaggio ravvicinato l’8 novembre.
Ed effettivamente l’8 novembre 2005 YU55 c’è passato accanto.

E subito tutti i giornali, e telegiornali, hanno iniziato a gridare all’apocalisse.

Oddio stiamo per essere colpiti da un asteroide!
Moriremo tutti!
Un asteroide ci ha sfiorato!

Chiariamo le cose.
L’asteroide è passato a 321000 Km di distanza da noi. Non ci ha sfiorato.
Tanto vale dire che la Luna ci sfiora continuamente visto che non è tanto più distante.

L’asteroide era relativamente piccolo. Anche in caso di impatto i danni non sarebbero stati eccessivi.

Care testate giornalistiche.
Basta. ma basta veramente.
Capisco che anche voi dovete portare la paga a casa, ma non fatelo disinformando le persone.
L’umanità è già stupida di suo. Non le serve una mano.

[Curiosità Spaziali] è la rubrica di Lega Nerd sulle curiosità e notizie riguardanti spazio e astronomia.

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