Attack the Block - la recensione

Prendo spunto da un precedente post di ziafollia per parlare di questa interessante pellicola

Attack the Block è un film indipendente inglese del genere action sci-fi che ha il pregio di inserire il concetto di invasione aliena all’interno di un contesto per ora inesplorato da molti altri cineasti sfruttandone appieno le caratteristiche per dare maggiore sviluppo alla trama.

Abbiamo già avuto singolari esempi a riguardo come District 9 dove il concetto di alieno è solo il pretesto per esasperare all’inverosimile la considerazione dei diversi e la loro conseguente emarginazione sociale.

In Attack the Block però il contesto ambientale ha la differente funzione di costruire attorno ai protagonisti un ambiente di lotta assolutamente originale, quello del quartiere povero, regalando inquadrature e situazioni davvero interessanti.

Veniamo dunque alla trama. Londra, quartieri popolari sud, in gergo the block, Sam (Jodie Whittaker) giovane infermiera da poco trasferitasi nel quartiere viene aggredita e derubata da una gang di adolescenti. Pest (Alex Esmail), Dennis (Franz Drameh), Jerome (Leeon Jones), Biggz (Simon Howard) e il leader Moses (John Boyega) fanno in tempo a sottrarletelefono e portafogli quando un oggetto cade dal cielo distraendo il gruppetto di teppisti e permettendo a Sam di fuggire. Curiosando attorno al luogo dell’impatto Moses viene aggredito da una piccola creatura aliena che soccombe in breve tempo al pestaggio della gang.

Nell’intento di tirar su qualche soldo Moses e i sui amici decidono di nascondere il corpo dell’alieno nell’appartamento dell’amico Ron (Nick Frost), uno spacciatore che vive nel loro stesso palazzo scatenando l’arrivo di alieni più grandi, più brutali e decisamente letali alla ricerca del loro compagno.

Joe Cornish, già distintosi nello sceneggiare Shaun of the Dead, dirige un cast di emergenti attori britannici (ad eccezione del già noto Nick Frost) all’interno di questo interessante miscuglio di fantascienza e azione che ha il pregio di attingere doverosamente da capisaldi del cinema statunitense condedo le varie situazioni col classico cinismo britannico.

La gang di ragazzi sembra l’antitesi dei Goonies, ragazzi che sfrecciano in bici per i quartieri bui di Londra animati non dal nobile gesto di salvare la loro cittadina, ma intenzionati a rapinare chiunque si addentri nel loro blocco.

Davvero ottima la scelta del cast dove ogni membro della banda di ragazzi non solo è sapientemente caratterizzato, ma vanta un’ottima interpretazione da parte dei giovanissimi attori. Vera rivelazione John Boyega, acerbo attore di colore che interpreta Moses, il capo della banda, riuscendo a non far trasparire mai alcuna emozione per poi sciogliersi solo un secondo prima della fine.

Gli alieni poi funzionano veramente bene con il loro look da b-movie ben realizzato e soprattutto l’utilizzo della vecchissima tecnica del rotoscopio, probabilmente impiegata per supplire alla mancanza di mezzi economici, ma che in definitiva dona loro un look accattivante.

Sempre sul versante degli effetti speciali merita menzione un sapiente utilizzo del gore, mai eccessivo, e soprattutto limitato ad alcuni momenti precisi in modo da esaltare la drammaticità o lo spirito di vendetta a seconda della situazione.

Il vero fulcro di Attack the Block è per l’appunto il blocco, il quartiere povero dove si svolgono i fatti, capace di regalare scenografie desolate e allo stesso tempo claustrofobiche e in grado di permettere ai dialoghi di assestarsi sempre su un livello “gergale” capace di donare sempre un po’ di houmor alle situazioni.

Sentire i ragazzi che definiscono le creature “grossialienigorillalupifiglidiputtana” stappa un sorriso a chiunque e rende più inaspettato l’immediato cambio di scena che, immancabile, scuote lo spettatore dalla sedia.

Altro merito del contesto è quello di permettere il massiccio impiego di musica rap a far da colonna sonora con brani che picchiano in testa sin da subito e contribuiscono ad aumentare notevolmente il livello di pathos di certe scene.

Spoiler

Non mancano certo i difetti come l’assurda spiegazione sull’aggressività degli alieni che viene fornita da un cannaiolo ex studente universitario in un guizzo di genio post fumata ma nel complesso la pellicola di Cornish ha il pregio di regalare una visione inedita dell’invasione che merita sicuramente un’occhiata.

Il trailer

Pubblicato in contemporanea su schermosplendente

Fonte

Ye Olde Squitty

Alessandro Mercatelli a.k.a. Ye Olde Squitty

giornalista prestato al mondo della legge ma rapito dall'universo cinematografico
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venerdì 23 settembre 2011 - 10:39
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