Land Rover: Defender

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19 Agosto 2011

Dopo l'articolo del nostro ubriacone Drugo, non ho potuto fare a meno di pensare al più classico dei Rover terrestri. Ebbene si, Siori e Siore, vi parlerò della storia della casa automobilistica più amata dai meccanici e dagli autolavaggi.
La Land Rover.
È il mio primo articolo. Sbranatemi catso!

Le Origini

Nel lontano 1947, quando la guerra era finita e i nazisti erano solo un ricordo legato alle macerie di Londra, il buon Maurice Wilks, ingegnere presso una nota casa automobilistica britannica, la Rover, era ancora ossessionato da un pensiero riguardo la guerra:
Le adorate Jeep Willis americane (O per essere precisi, le Utility Truck 1/4 ton 4×4 Jeep. Americani cazzolungh sempre precisi sui nomi dei loro ferri.)
Indubbiamente erano dei puri capolavori di ingegneria bellica. Veloci quanto basta in teatro operativo, resistenti ed affidabili al punto di poterle riparare con un martello e soprattutto, potevano spostarsi su qualsiasi terreno. Dalle pianure del Buckinghamshire agli innevati boschi delle Ardenne.
Approvato il progetto, si costruì il primo prototipo di quello che diventerà il Land Rover Series I.
Basato sulla stessa Willis, fu letteralmente un test per provare le soluzioni ingegneristiche dell’azienda britannica. In meno di un anno, dopo la presentazione al salone di Amsterdam, si avviò la produzione ufficiale dei LRS1, costruiti interamente da zero.

Series I-II-III

Tre erano le principali caratteristiche (Ed innovazioni, parlando di un mezzo civile.) delle Land Rover. La trazione integrale, così da poter lottare contro vento ed intemperie (Sappiamo bene che gli inglesi si spaventano, quando l’asfalto è coperto di foglie bagnate [semicit.]), la carrozzeria interamente in alluminio così da permettere al veicolo di resistere alla corrosione e la posizione delle ruote rispetto alla carrozzeria, estremamente vicine ai paraurti, così da far si che il fuoristrada non rimanesse bloccato nell’affrontare ripide salite.
Queste versioni furono quelle che resero popolari la casa produttrice subirono pochissime modifiche nei primi quarant’anni di vita. Cambiarono i motori, che venivano adeguati al passare del tempo ed il passo, gradualmente aumentato da 80 pollici ad 88 per i modelli a passo corto e fino a 109 per quelli a passo lungo.

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Defender!

Sia chiaro, quelli non erano gli unici modelli di auto prodotti dalla Land Rover nei suoi primi trentacinque anni di vita, ma solo i più caratteristici. Tre decenni ed un lustro di onorata carriera e le Land Rover Series furono finalmente mandati in pensione per essere sostituite dalla nuova generazione di fuoristrada puri: I Defender.
Sostanzialmente i designer e gli ingegneri del tempo non brillavano di particolare inventiva e genio, quindi il risultato di molti mezzi che vediamo tutt’ora circolare per le strade non è particolarmente differente dall’opera post bellica. Addirittura buona parte delle componenti erano scambiabili, fra Defender e Series II/III.
Non che gli isolani siano stati con le mani in mano, sia chiaro. Anzi. Le modifiche introdotte furono quelle più amate dagli appassionati di fuoristrada.
Trazione integrale permanente, blocco del differenziale e sospensioni a molla. Praticamente lo stato dell’arte, ciò che ora si chiede come MINIMO ad un veicolo per considerarsi un vero fuoristrada. E non un SUV idiota o un Crossover.
Il Defender causò anche l’apice delle vendite nel settore militare dell’azienda. Non era più solo il Regno Unito a volerlo, ma sempre più eserciti da tutto il mondo, compresa l’Italia.
Nonostante ciò che ho scritto in apertura, questi veicoli garantivano un rapporto affidabilità / prezzo eccellente e, come il tempo dimostrò, anche una durata media di vita altissima. Tutt’ora Defender con oltre più di vent’anni e più chilometri della distanza Terra-Luna continuano a fare il loro dovere, giusto magari con qualche cavallo in meno rispetto al giorno in cui furono sfornati dalle fabbriche del West Midland.
Impiegato in ogni scenario bellico post caduta muro di Berlino, è stato una pietra miliare, ha salvato vite, concesso ricognizioni dove un elicottero non si sarebbe mai potuto spingere.

Il declino militare

Con l’aumentare dei conflitti a bassa intensità ed il conseguente aumento di IED nei teatri di guerra (Chi ha detto A-Stan ed Iraq?), i mezzi da trasporto leggeri stanno diventando sempre meno utilizzati. L’Italia, ad esempio, uno dei maggiori acquirenti di Land Rover Wolf (La versione militare del Defender 90), non impiega più questi mezzi dai tempi delle guerre nei Balcani. Stanno venendo lentamente abbandonati, impiegati solo nell’Operazione Strade Sicure, sostituiti da mezzi più pesanti e corazzati come i Lince o i futuri Iveco Massif.
Indubbiamente non si può negare che le vite di chi è nel mezzo siano più importanti di consumi, costi e storia.

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Futuro e Nuove Mode


“Cioè. C’ho il SUV del papi!” (cit.)

Bisogna ammettere che si, ormai non si può più parlare di Defender come lo si faceva un tempo. Ora sono molto più costosi, pieni di optional che una volta nessuno si sarebbe mai sognato di vedere su un fuoristrada del genere ma, grazie alle nuove mode, anche il mio amato Defender sta tornando in voga. Sarà la mania del SUV, sarà il voler avere un SUV Hipster (Perché solo un Hipster con tanti soldi spenderebbe cento milioni delle vecchie lire per un Defender come quello di cui ha parlato mgnever qui. ), ma il nome, il concetto non sembra voler lasciare che qualcuno lo ammazzi. Il fighetto preferirà l’Evoque, il Range Rover Sport, ma chi ha riso come uno scemo rischiando di affogare con tutta l’auto nel fango avrà un solo nome nel cuore: Defender.

E con questa notizia bomba chiudo qua, spero che abbiate gradito. Prossimamente qualche altra nozione storica sui mezzi che hanno fatto la storia dell’offroad!

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venerdì 19 agosto 2011 - 19:44
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