Review: Scafandro Seashell SS-1
di
Scorz
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Scrutando un po’ il blog ho visto che non si è praticamente mai parlato di fotografia subacquea. Spero che questa Review possa incuriosire qualcuno – anche in vista dell’estate che incombe – perché più fotografi subacquei ci sono, più si vedono fotine belle in giro (non sono sponsorizzato dalla Seashell, giuro!). Poi, se siete veramente nerd, cosa c’è di meglio per scappare dalla luce del Sole che buttarsi a 40 metri sott’acqua?

Nonostante un po’ di tempo fa avessi avuto la possibilità di provare una meravigliosa Nikonos Analogica (il Santo Graal del fotografo subacqueo old school – shame on you se non la conoscete), avvertivo una mancanza di elasticità, fondamentalmente dettata dall’abitudine di scattare in superficie con una reflex digitale. Considerando che non sono fotografo per lavoro e purtroppo nemmeno milionario, ho dovuto cercare una soluzione a misura del mio portafogli per poter sperimentare qualcosina di nuovo, dal momento che uno scafandro per una reflex digitale si aggira attorno ai 1500 euro.

Ho così spostato la mia attenzione su di un accessorio molto meno pretenzioso ma divertente nel suo stile: lo scafandro Seashell SS-1. Per poco più di 150 euro (Oh ragassi, ma siamo passi? È 10 volte inferiore ai pressi per le Refless) si ha a disposizione uno scafandro adattabile a più di 300 macchine fotografiche compatte digitali. Unico inconveniente? Si può solo accendere/spegnere e scattare senza accedere ai menù.

Andiamo passo per passo, vi riassumo quali sono i principali vantaggi e difetti di questo case:

Pros

+ Rapporto qualità prezzo perfetto.

+ Quello che deve fare, cioè proteggere dall’acqua, lo fa egregiamente fino a 40m.

+ È adatto a veramente tante macchine fotografiche, e questo implica che se si cambia la macchina fotografica non si deve cambiare tutto.

+ La manutenzione è ridotta ai minimi termini (semplicemente bisogna ricordarsi di lubrificare l’o-ring (la guarnizione di gomma isolante) prima di sigillarla e di sciacquarla dopo l'immersione in acqua salata).

Cons

– Bisogna ricordarsi di dargli l’anti-appannante o al primo sbalzo di temperatura “ciao ciao foto”.

– Non è pensata per l’uso del flash, quindi bisogna disattivarlo affinché la luce non si rifletta sullo scafandro stesso e bruci la foto. È facile quindi che le foto sotto i 10/15 metri risultino sottoesposte (una soluzione è illuminare con una torcia o un flash esterno).

– La quantità di aria che rimane dentro il case la rende molto positiva (in acqua sembra di essere un bambino col palloncino… e sì! Una volta mi è scappata!) attaccatele una corda e con un moschettone al gav.

In conclusione, se volete togliervi lo sfizio di fare qualche scatto interessante, prendete in considerazione l’incauto acquisto.

L’unica cosa di cui vi avverto è che, come succede tutte le volte che si ha una macchina fotografica in mano, c’è il rischio che l’attenzione ne venga catalizzata. Se veramente volete dedicarvi alla fotografia subacquea, fate in modo che la ricerca dello “scatto perfetto” non vi ossessioni, perchè con questa attrezzatura non lo troverete facilmente e rischiate di perdervi parte dell’immersione perchè siete troppo concentrati a guardare lo schermino. Nel frattempo, comunque, può essere un buon modo per farvi investire da una passione e magari di coinvolgere persone che non hanno mai visto un fondale “vivo”.

P.S. Le foto le ho scattate a dicembre in Egitto tra El Quseir, Sharm a Lule e Abu Dabab.

Galleria completa su Flickr.

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sabato 21 maggio 2011 - 15:08
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