Apocalisse... E dopo?

Apocalisse… E dopo?

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21 Maggio 2011

Questa è proprio la fine assoluta, la desolazione ultima e agghiacciante, l’attimo in cui tutti i maestosi risultati della creazione si annullano per sempre. Dopo questo momento memorabile c’è il niente. il vuoto eterno, l’oblio, il nulla, lo zero assoluto.
Dopo di adesso non ci sarà più nulla… nulla a parte naturalmente il carrello dei dolci e un fine assortimento di liquori di Aldebran!
Max Quordlepleen

L’undici maggio Roma è scampata alla catastrofe annunciata ma già se ne preannuncia un’altra: il 21 maggio 2011 sarà il giorno del giudizio (mica pizza e fichi).
Lo dice la setta eBible fellowship con tanto di cartelloni pubblicitari sparsi per i mondo, anche in Italia.
Ovviamente qua li prenderemo tutti per il culo come Attivissimo con il pernacchia party di Roma, ma nessuno si è chiesto come si sente una persona convinta che l’apocalisse si avvicinasse e rimasta delusa?
Ovviamente si, qualche anno fa Leon Festinger, Henry Riecken e Stanley Schachter, tre psicologi dell’università del Minnesota si sono infiltrati in una setta di Chicago, la cui leader (chiamata con il nome fittizio Marian Keech) sosteneva di essere in contatto (tramite scrittura automatica) con entità spirituali aliene chiamate i “Guardiani” i quali un bel giorno le dissero che la fine era vicina ma che, ovviamente, lei e chi seguiva i suoi insegnamenti sarebbero stati salvati.

I tre psicologi allora cominciarono a vedere gli adepti che abbandonavano la famiglia, il lavoro ed i propri beni, stranamente senza cercare di “salvare” amici e parenti.
Il giorno dell’apocalisse si riunirono tutti per aspettare la mezzanotte e l’atterraggio degli UFO e… indovinate un po’? non successe nulla, gli adepti passarono la notte nella disperazione fin che la scrittura automatica di Marian non rivelò loro che Dio aveva salvato il mondo grazie alla luce che loro avevano irraggiato, in quel momento Marian cercò di mettersi in contatto con un giornale, cosa che non aveva mai fatto, e anche gli adepti cominciarono a cercare pubblicità e diffondere il più possibile il verbo della setta che fino a qualche giorno prima era estremamente chiusa.

I ricercatori intuirono che si trattava di una ricerca di “riprova sociale”, il fallimento dell’apocalisse ha scosso dalle fondamenta le loro credenze e quindi dovevano catechizzare il più possibile perchè “se ci credono in tanti allora è vero”, in pratica dovevano convincere gli altri per convincere se stessi.
Il fenomeno della riprova sociale è usatissimo nel marketing e sul web, lo dimostrano i contatori di visitatori in bella mostra sui siti o il “milione di copie vendute” sulle copertine di libri e cose del genere, ma in tutti questi casi si tratta di gente che sfruttano il fenomeno per indurci a comprare qualcosa o votare qualcuno.
Trovo assurdo che una persona sia in grado di ingannarsi da sola usando psicologia e marketing piuttosto di riflettere e accettare ha creduto in qualcosa di sbagliato, è l’ennesimo esempio di come una religione sia in grado di mandare in pappa il cervello della gente.
Un altro esempio dell’uso di riprova sociale sono le risate di sottofondo alle sit-com, noi tutti le odiamo eppure influiscono sul nostro gradimento del programma, si può andare avanti all’infinito con gli esempi ed in effetti è un fenomeno così frequente da essere banale, forse è per questo che non se ne trovano molti articoli seri sul web o forse sono un cazzone e non riesco a trovarne, fate voi.

Qui l’articolo originale su MassimoPolidoro.com

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sabato 21 maggio 2011 - 14:38
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