La flatulenza

Come ben fatto notare da Dyo tra i commenti al post su Dead Island, quello del peto è un argomento che ancora manca sulla Lega e di certo ha la sua importanza.

Generalmente quell’azione di mettere in share col nostro naso il gas emesso rumorosamente dal culo di qualcun altro viene considerata estremamente volgare e disgustosa, ma c’è chi con le scoregge ci ha fatto carriera diventando famoso.

E’ il caso di Joseph Pujol (l’uomo ritratto nell’immagine), artista francese vissuto a cavallo del ‘900, che fece del peto la sua arte. In realtà lui era un apprendista panettiere a Marsiglia a cui non si prospettavano grandi cose per il futuro, ma aveva una particolare capacità: riusciva a controllare lo sfintere e, riducendo la pressione addominale, aspirava aria nel retto attraverso l’ano. Così facendo rallegrava gli animi dei francesi della Belle Epoque, ottenendo un discreto successo anche al Moulin Rouge.
Della vita di Pujol ne è stato fatto anche un film nell’83, Il Petomane, diretto da Pasquale Festa Campanile e interpretato da Ugo Tognazzi.
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Indimenticabili le scoregge di Giuseppe Pagliaviniti, che la sera su Blob ci svoltava la giornata con la sua ilarità anale.
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Cosa causa la flatulenza?
Normalmente siamo portati a pensare che l’origine sia dovuta ai batteri che, nutrendosi di alimenti ricchi di oligosaccaridi (come i famosi fagioli scoreggioni, i carciofi, le cipolle, il formaggio, le castagne ecc.), sintetizzano prodotti di rifiuto gassosi.
Ciò è in parte vero, ma solo per un 10% delle scoregge che tiriamo fuori ogni giorno! Il restante 90% è dovuto all’ingestione di aria da naso e bocca dovuta ai motivi più vari come un’ingestione affrettata di alimenti, fumare, bere bevande gassate ecc.

La composizione dei peti.
Come detto il peto è un gas ed è composto da: azoto e ossigeno che vengono ingeriti tramite respirazione e alimentazione, metano che viene prodotto dai batteri, il biossido di carbonio che viene sia prodotto da batteri che ingerito, l’idrogeno che viene sia prodotto da alcuni batteri, sia consumato da altri. C’è anche una piccola quantità di composti di zolfo dovuta alla decomposizione di proteine, che da al peto quel caratteristico odore che ci porta a schifare la persona colpevole dell’atto o a glorificarla per l’impegno posto nel renderla particolarmente malsana.
Attenzione: il metano e l’idrogeno sono infiammabili quindi evitate di emettere gas in vicinanza di una fiamma viva. Rischiate di finire arsi vivi a causa di una vostra scoreggia e, oltre ad essere doloroso, non credo sia bello essere ricordati per questo.

Solitamente scoreggiamo dalle 11 alle 25 volte emettendo 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno. Sembra tanto, ma in realtà la patologia si manifesta quando superiamo le 25 volte al giorno emettendo 100ml/h.
Fortunatamente ci vengono in aiuto alcuni alimenti che neutralizzano la produzione di gas intestinale, quindi, oh voi petomani, fate pure largo uso di origano, cumino, anice o yogurt probiotici (non esagerate con questi che potreste ottenere l’effetto contrario).

Tipologie di scoregge.
Di scoregge, oltre a quella classica, ce ne sono tante e ognuno ne conosce un po’. Ovviamente i nomi possono cambiare anche in base alle regioni e ai dialetti, ma alcune sono per così dire “universali”:


– Scoreggia salonis phoetida (petaccio humilis)
Tipica in ambienti chiusi, motivata dalla assenza di desiderio di alzarsi e uscire per sganciarla da qualche altra parte: basta assumere un’ aria ingenua, alzare poco la gamba e guardare gli antestanti con malcelato disgusto in modo da deviare da sè i sospetti.

– Scoreggia cum tusse dissimulatae
Scoreggia dissimulata con colpi di tosse. Rientra tra le pericolose in quanto neccessita di appropriata spinta e buona coordinazione. Tipica negli uffici, bar, cinema, insomma ambienti affollati dove anche l’odore viene in fretta assimilato: un respiro a testa e la si fa fuori.

– Scoreggia humidis maculatae
Una delle peggiori: prende il nome dalle caratteristiche macchie che lascia sulle mutande. Complica terribilmente la vita in quanto bisogna cercare con urgenza un bidè per togliere le eccedenze e lavare i miseri resti. Rimane comunque mimetizzata sulle mutande molto scure.

– Scoreggia matutinis albae
Quale modo migliore per cominciare una giornata se non tirando una bella scoreggia al caldo delle lenzuola appena apriamo gli occhi?
Vedrete con gioia il/la vostro/a compagno/a schizzare fuori dal letto con rapidità e agilità inaspettate per uno/a appena sveglio. Chiamato anche petaccio egoistico perchè non c’è nessuno che lo voglia condividere con voi.

– Scoreggia deflagrantae vulcanica
Probabilmente la più temuta e odiata. Nel tirarla si prova una sensazione simile alla depilazione: è come se ci strappassero i peli del culo con la ceretta. Ascoltala e chiamala pure come ti pare.

Ma la più temuta, la più odiata, la più subdola di tutte è la Loffa: solitamente lenta ad uscire e totalmente silenziosa, ma estremamente letale. Sarà difficile capire chi l’ha fatta se non ha il coraggio di ammetterlo, ma vi costringerà a fuggire pena la morte per asfissia.
Qui ne potete trovare altre ancora più specifiche e dai nomi fantasiosi.

Fonti:
Wikipedia, qui, quo e qua.

Per finire un omaggio ad un’altra perla del cinema italiano.
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Netstorm | NC24

Adoro coltivare melanzane, collezionare coriandoli, il sapore della rugiada sulle foglie di passiflora e riconoscere sagome di animali estinti in cumulonembi instabili.
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giovedì 7 aprile 2011 - 11:20
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