COOLSTORYBRO

I denti bianchi (2 di 3)

8
6 Aprile 2011


Prima parte

Tzia Cesara aveva i grossi seni penzolanti e morbidi come sacche cariche di panna, ed Efisieddu li vedeva ondeggiare ad ogni colpo dell’uomo. La porta della piccola casa non era al livello della strada, come molte in quel periodo, e permetteva al bambino di vedere attraverso un’apertura nella parte alta della porta, chiusa solamente da due grosse sbarre di metallo incrociate. Sugli scalini che permettevano a chi usciva dalla casa di arrivare sulla strada, il piccolo quindi arrivava a vedere senza neppure doversi alzare sulle punte dei piedi, dove un adulto invece si sarebbe dovuto inchinare e incassare nello spazio del muro.
La stanza era poco illuminata, e altro non vedeva che ogni tanto le mammelle della Tzia ed il culo dell’uomo che in quel momento se la montava non come facevano gli altri, che si buttavano tra is coscias aperte della Tzia immobile, ma come le pecore o i cani, attaccandosi alle grosse tette e sbavando, mordendo e ringhiando assieme alla donna.
L’uomo non era un militare americano, ne era sicuro. Non c’era nessuna divisa a terra, e nonostante gli abiti a terra fossero quelli del pastore (a differenza dell’odore, che non era di prebei e merda) era uno di fuori.
La Tzia non si muoveva. Da quando l’uomo si era scaricato, e pure molto a sentirne i versi, non si era mossa, e stava riversa sul letto, poggiata sulle mammelle, i capelli sul volto con una ciocca che spariva tra i denti bianchi.

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[CoolStoryBro] è la rubrica di Lega Nerd dedicata alla letteratura amatoriale

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mercoledì 6 Aprile 2011 - 16:00
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