Recensione Sucker Punch #LegaNerd

Buon inizio settimana Lega Nerd. Questa settimana il commento cinematografico è in edizione speciale. Infatti per l’uscita di Sucker Punch abbiamo preparato un super doppio commento redatto da me e dall’alga cineperversa Mokkori.

Trama:

Il film è ambientato negli anni 50 e narra di una ragazza di nome Babydoll (Emily Browning) che in seguito ad una disgrazia casalinga viene rinchiusa in un manicomio dal perfido patrigno, con l’intento di farla lobotomizzare e mettere così a tacere la scomoda versione della figliastra. Per sfuggire alla cruda realtà, Babydoll, creerà un universo parallelo immaginario dove è lei a dettare le regole e dove insieme ad altre ragazze progetterà un piano di evasione.

Cercando di non scendere troppo nei particolari, il piano consiste nel recuperare cinque oggetti necessari alla fuga: quattro di essi sono ben definiti, mentre l’ultimo è un mistero che diverrà chiaro al momento opportuno. Le nostre eroine, guidate da un vecchio saggio (Scott Glenn), vengono di volta in volta catapultate in diversi scenari per recuperare gli oggetti (una specie di sogno a 3 livelli, Inception FTW!).

Zano’s commento:

Premessa: Cercherò di essere più obbiettivo possibile ma ci tengo a precisare che amo fottutamente ed incondizionatamente il cinema di Zack Snyder, che aspettavo questo film da più di un anno, che talvolta non mi frega un cazzo di essere obbiettivo.

Andiamo con ordine, il film si apre con un prologo tutto in ralenty con base una versione rivisitata di Sweet Dreams, in un parola semplicemente STUPENDO!
Uno dei punti di forza di Snyder che è anche uno dei suoi tratti caratteristici è per l’appunto la forte presenza di musiche a tratti martellanti ed ossessive, che potranno anche non piacere, ma quest’intro è qualcosa di veramente sublime.

I successivi dieci minuti sono un’orgia di inquadrature e fotografia veramente ottima sui dettagli che ci accorgeremo più tardi esser serviti ad introdurci inconsciamente alla storia vera e propria.

Qui il film fa un balzo che lascia lo spettatore medio leggermente confuso dato che si entra nella realtà parallela senza nessuna spiegazione, tuttavia basta sapere di cosa parla il film per capirlo.

Questa parte del film perde un po’ ma è di fondamentale collegamento a ciò che ogni persona in sala sta aspettando, vale a dire i vari intermezzi colmi di zombie nazisti, samurai armati di gatling, draghi, orchi e robot pistoleri che tutti quanti abbiamo visto nel trailer.
Questi intermezzi non deludono in alcun modo, sono paurosamente e furiosamente trash fino al midollo, godibilissimi nella loro ignoranza assoluta. “QUELLA E’ UNA FOTTUTA STATUA GIGANTE DI UN SAMURAI CON UNA FOTTUTA GATLING GIGANTE!” Questa è la frase che chiunque veda il film vorrebbe urlare nel momento in cui vede quella scena, ne sono sicuro.

In tutto ciò perde un po’ la recitazione, in alcuni casi ridotta veramente ai minimi termini, ma d’altra parte non si può avere tutto dalla vita.

Il finale chiude degnamente il film non sorprendendo ma non lasciando neppure delusi. L’unico appunto che mi sento di fare è:

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su quell’inutile frase “paracula” che Zack decide di mettere a nero prima dei titoli finali, parecchio brutta.

Menzione speciale per il personaggio di collegamento delle scene “tamarre” Scott Glenn, forse inutile ma a tratti davvero esilarante, come quando recita la battuta pre combattimento:

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“Non staccate assegni se non potete coprirli col culo!” Un momento cazzata nonsense purissimo che mi ha fatto lollare duro senza senso. L’ho adorato.

Un ultimo appunto vorrei dedicarlo a Zack Snyder. A chi ritiene che non sia un grande regista, che sia solo uno capace di fare film con effetti speciali a profusione o fumettosi e basta, suggerisco di rivedersi almeno un paio di volte il film e prestare attenzione alle piccole cose, perché sono quelle che fanno la differenza. In questo film ci sono alcuni piani sequenza veramente stupendi, talmente ben celati all’interno delle scene da non esser nemmeno notati dal 99 per cento della gente in sala. Uno su tutti: La scena in cui Sweet Pea e Rocket parlano davanti allo specchio: la camera è alle loro spalle, piano piano gli gira intorno fino a ritrovarsi nuovamente alle loro spalle dall’altra parte dello specchio. Ripresa semplicemente stupenda.
Altra scelta di regia davvero ottima quella

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di celare il volto di Babydoll per 7/8 minuti alla fine del film, creando così una minima suspence altrimenti assente.

Oltre a ciò non si può certo dire che Snyder non abbia da 300 in poi cercato di crearsi uno stile proprio, che può piacere o meno, ma che è fortemente riconoscibile: Narratore in primo piano, color correction da battaglia, largo uso del green screen, colonna sonora martellante e ralenty come se piovessero.

In buona sostanza a me il film è piaciuto molto perché amo questo genere di cinema. Capisco però anche chi non l’ha particolarmente apprezzato forse per la molta carne al fuoco o per l’eccessiva semplicità della trama. Però qui siamo su Lega Nerd, quindi dico che se non siamo capaci noi di apprezzare un film che stringi stringi è un gigantesco videogame molto fumettoso, allora non può apprezzarlo nessuno.

Il mio voto (quasi) obbiettivo è un 8 pieno.

Lunga vita a Zack Snyder e alla color correction da battaglia, sperando che faccia sempre più film così e meno film coi “gufi demmerda!”[Gangsta Cit.]

Mokkori’s commento:

Premessa: ammetto di essere andato al cinema senza sapere granché del film. Questa mancanza è dovuta, tra le altre cose, anche alla proposta azzardata di un amico di andare a vedere Frozen; quindi quando la scelta è ricaduta su Sucker Punch il sollievo ha preso il sopravvento e non mi sono fatto molti problemi. Se poi aggiungete il fatto che, dopo una veloce lettura della trama, ho scoperto un cast praticamente tutto al femminile, il Mokkori che è in me non ha avuto rimostranze.

Purtroppo il ritmo del film è altalenante: i dialoghi sono la parte che meno ho preferito; non so di chi sia il demerito, se del regista o della carente prestazione delle attrici, che hanno solo il merito di fare un figurone in abiti da scolarette.

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Il personaggio di Blondie (Vanessa Hudgens) avrà sì o no 5 battute e una di esse raggiunge il culmine del ridicolo nella scena del drago madre; pronuncia qualcosa tipo: ”Muori, maledetta madre” *facepalm*, anche qui non posso sapere se è colpa della traduzione italiana o delle scelte di regia.

Le battaglie seppur apprezzabili sono cose già viste (come disse qualcuno: ”Dopo Matrix hai già visto tutto”), tanto che una sequenza

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quella dei pistoleri robot sul convoglio-bomba diretto alla città
risulta oltremodo lunga.

Inoltre troppe lacrime e troppo finte: capisco la situazione delle ragazze nel film e capisco lo stato d’animo, ma non mi sono piaciuti molto questi cambi di espressione da deboli e indifese a maestre di arti marziali spacca-quli-super-armate chemmammiacivorebbeiltagpalleesagonali!
Ho apprezzato invece le massime che il saggio distribuiva alle ragazze ad ogni inizio di missione e il personaggio di Blue Jones (l’inserviente/padrone del bordello interpretato da Oscar Isaac); qua penso che il merito sia anche del doppiatore che ha saputo dare quel tocco di follia ossessiva al personaggio di Blue.

La ricerca dell’esagerazione è evidente e penso che il regista abbia curato più l’aspetto scenografico, che salta immediatamente all’occhio, piuttosto che sentimenti e profondità psicologiche.

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Per fare un esempio, nel primo scontro di Babydoll, contro i Samurai giganti, uno di questi impugna un gatling…un samurai…con un gatling. Vabè.

Il finale è intuibile già dalla prima mezz’ora, ma non direi che è scontato; infatti è solo percepibile a grandi linee e quello che alla fine vedrete vi lascerà appagati e con un sorrisetto beffardo stampato sul viso. Anche qui un discorsetto morale ad aprire i titoli di coda che si poteva evitare.

Come ho già detto se da una parte i dialoghi rallentano il film, dall’altra i combattimenti accelerano parecchio il ritmo ed il risultato è che in dei punti ti chiedi che ora sia, mentre in altri sei completamente rapito dallo schermo.
Per gli amanti del genere azione/fantastico steampunk, i costumi, gli oggetti di scena e le ambientazioni valgono la visione sul grande schermo: da non esperto della cultura, sono rimasto davvero deliziato dai paesaggi e dalle tonalità cupe del film.

Per concludere: sappiate cosa vi attende. Il film è godibilissimo, nonostante gli storcimenti di naso (che magari sono solo miei), e se siete amanti del cinema non vorrete farvi sfuggire questa chicca.

Voto 7 (un po’ alzato perché il film, come si suol dire, me l’ha fatta prendere bene).

NdMokkori: la canzone di apertura (e altre due) che ho mancato di menzionare, ma che Zano ha prontamente messo in risalto, è cantata dall’attrice protagonista Emily Browning. Qua la lista delle soundtrack.

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lunedì 28 marzo 2011 - 11:45
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