La rapina perfetta a Poggio Bagnoli

12 anni fa

Riporto un articolo scritto da Lastwhitelf, modificandolo secondo i miei gusti personali di scrittura romanzata.
La rapina si è svolta ieri 8 marzo 2011.

Pergine Valdarno è un piccolo comune di 3000 abitanti in provincia di Arezzo; un paesino tranquillo dove tutti si conoscono e “non succede mai niente”.
A Poggio Bagnoli, una piccola frazione di Pergine situata un paio di chilometri più a nord, invece ogni tanto succede qualcosa: la ditta Salp infatti è già stata bersaglio di diversi furti. Per esempio cinque anni fa dei ladri si calarono dal tetto e trafugarono dell’oro e due anni or sono altri ci riprovarono ma furono bloccati dalle forze dell’ordine.

Il segreto di una buona rapina è semplice: deve fruttare tanti soldi per poi sparire nell’ombra e per farlo bisogna esserne capaci. In questo caso sono scesi in campo dei veri e propri professionisti del furto, ove ogni componente della banda ha svolto la propria parte come in una rappresentazione teatrale.

Nella notte tra lunedì e martedì un gruppo di ladri ha messo a segno un colpo milionario che, per certi aspetti ricorda molto la rapina che apre ”Il Cavaliere oscuro”.

Prima analogia: I rapinatori sono tanti, secondo gli investigatori sarebbero tra le 7 e le 10 persone.
Ognuno ha il suo compito e lo porta a termine.

Sicuramente hanno effettuato lunghi appostamenti e numerosi sopralluoghi prima del colpo.
Nel momento dell’azione si son divisi in due gruppi. Il primo si è diretto al deposito comunale, rubando una macchina della polizia municipale, due auto dell’ufficio tecnico, qualche furgone e proprio come nella rapina che apre “l Cavaliere Oscuro”, uno scuolabus.

Ci sono solo 3 vie per accedere alla frazione di Poggio Bagnoli: la strada statale che attraversa il paesino, un viale che corre nei campi e la via che lo ricollega al comune di Pergine.
I mezzi vengono disposti di traverso in modo da bloccare l’accesso a chiunque.

Nel frattempo il secondo gruppo si reca in un cantiere lì vicino rubando un escavatore a braccio sulla quale montano un martello pneumatico e seguono un percorso nelle campagne studiato appositamente, ove hanno creato precedentemente anche un guado in un torrente che passa dietro ai campi.
Arrivati sul sito abbattono la recinzione, divelgono alcune tettoie e aprono un varco nella parete di 60cm che confina con il caveau.

L’allarme scatta verso le 3.50 del mattino ma le forze dell’ordine faticano a raggiungere il sito a causa dei mezzi che, come abbiamo detto, i rapinatori hanno lasciato sulle strade.
Tutti i ladri, come emergerà dai filmati della sicurezza, sono ovviamente a volto coperto.

Nel frattempo, i rapinatori portano via circa 100Kg d’oro per un valore stimato in 3 milioni di euro, senza sparare un colpo e senza che anima viva si accorga di loro.

Che dire, senza voler incentivare i furti questi sono i colpi che mi piacciono.

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