Augmented Ecologies #LegaNerd
di
Rufus
4

It might take a while before this goes mainstream, if ever, but there is a certain luster in being a plant VJ.

Augmented Ecologies is an installation by Guido Maciocci, who rigged up plants with sensors to create a kinesthetic user experience with movement, touch, sound and light. When the user touches the plants or pressure sensitive moss they create different types of musical notes.
– Nextnature

Premetto di non aver fatto altro che tradurre il testo sottostante dall’inglese all’italiano. Ho trovato la materia in questione affascinante ed interessante e spero che riscontri pareri simili anche sulla Lega. Mi scuso anticipatamente per eventuali errori non visti e attendo umilmente il flagello dei :gn: e :sniper: .
L’Architetto Guido Maciocci mi ha mandato un file contenente le seguenti parole (in inglese):

AE

“Augmented Ecologies” è una installazione interattiva che unisce piante viventi e tecnologia sensoriale in una interfaccia biotecnologica e cinestetica che ha come scopo quello di generare nuove relazioni nei rapporti uomo-natura, natura-tecnologia, corpo-spazio e spazio-informazione. AE e stata creata con lo scopo di fare riflettere e analizzare i nostri concetti e le nostre percezioni sulla “natura” e sul “naturale” in un mondo messo sotto sforzo dall’eccesso di media, tencologia ed informazione.

Terminologie godenti di ubiquità come “eco”, “verde”, “sostenibile” e “organico” sono associate nella nostra psiche collettiva a processi naturali e alla natura in generale. Nel fare ciò, decidiamo di ignorare il fatto che la “natura” è altamente tecnologica e che la tecnologia influisce su di essa (e.g. Packaging, produzione, trasporto, agricultura, e.t.c.)

Augmented Ecologies nasce anche da un interesse nel ruolo di un elemento specifico dei nostri ambienti urbani: il parco. Gli spazi verdi urbani sono ritenuti necessari per il divertimento e il relax dalla comunità delle città che si trovano a gestire la fretta e furia dei contesti urbani. Questi spazi vengono percepiti come “natura” dentro le città quasi fossero i resti di tempi antecedenti alla industrializzazione e urbanizzazione. Ciononostante, portano i segni di costruzioni, strutture, controllo e tecnologie appartenenti all’essere umano.

Augmented Ecologies opera nel campo della ricerca in computazione fisica e design di interfaccie umane contemporaneamente esplorando le spazialità emergenti e le relazioni che possono essere generate attraverso il design di spazi verdi interattivi. L’integrazione simbiotica tra tecnologia e piante genera nuove percezioni e nuovi modi di relazionarsi con la natura. L’installazione può essere definita come un diagramma per una esperienza alternativa della natura in un mondo ricco di informazioni.

Aspetti Tecninci

Augmented Ecologies adopera una selezione di hardware e software open source e low cost per la sua operatività. Due microcontrollori Arduino fungono da cervello dell’installazione e come interfaccia tra hardware e software. Ricevono data da una serie di sensori integrati nelle piante che poi viene mandata a Max/Msp + Jitter (linguaggio di programmazione visiva) per l’interpretazione e i controlli. Il software permette di utilizzare la data sensoriale per il controllo degli aspetti sonici e grafici dell’installazione.

La proiezione video interattiva è stata disegnata utilizzando un algoritmo flocking che simula i comportamenti emergenti di entità tipo stormi di uccelli o banchi di pesci. Il suono viene creato tramite un sintetizzatore generante che utilizza algoritmi biologici. La scelta di questi due sistemi permette di creare un ambiente coinvolgente con carattere e logica propria che non può essere controllato ma solamente influenzato, cosi come accade nei sistemi naturali.

Esperienza dell’Utente

L’installazione crea le condizioni ideali per una esperienza coinvolgente per utenti di qualunque età. Lutilizzo di grafiche non rappresentative, bensi figurative, invita l’utente a percepire la spazialità, i colori, la luce ed il suono dello spazio dell’installazione tramite l’interazione diretta con questa. Gli utenti vengono immersi dentro ad effetti anziché significati. Una volta che l’utente si familiarizza con l’interfaccia, può cominciare a esplorare le potenzialità dell’installazione tramite le interazioni effetuate con questa. Non avendo un tempo limite, tantomeno un obiettivo da raggiungere, l’utente può creare uno spazio metamorfico privo di tempo che viene modulato dalle sue azioni ed interazioni.

E’ stato osservato che bambini e adolescenti godono di una particolare comodità nell’utilizzo dell’installazione. Questi utenti non hanno bisogno di alcuna introduzione o istruzione per poter interagire con l’installazione, potendo scoprire così le possibilità che ha da offrirgli. D’altro canto, gli adulti appaiono più apprensivi e necessitano di una spiegazione sull’installazione prima di poter interagirvi. L’AE mette anche in rilievo gli approcci differenti alla tecnologia da parte di giovani e più anziani modulati da gap generazionali.

Augmented Ecologies ha generato interesse sia in persone che in associazioni di bambini affetti da disordini di apprendimento (e.g. Autismo e ADHD). E’ stato osservato come un livello alto di stimoli (suoni, colori, strutture e odori) assieme a un coinvolgimento completo del corpo sia benefico per bambini con certi disordini. Ciò apre molte possibilità agli sviluppi futuri di questo progetto nei settori della salute e dell’educazione tramite giardini interattivi o parchi assieme a piccole applicazioni domestiche che potrebbero manifestarsi come fisicamente e psicologicamente benefiche.

– Arc. Guido Maciocci

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giovedì 3 marzo 2011 - 15:59
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