Il più popolare gioco di carte collezionabili si avvicina al concetto di gioco da tavola. Il maggior successo degli ultimi anni della Wizard of the Coast è stato quello di riuscire a portare Magic: the Gathering ad un livello di gameplay che permettesse anche a giocatori cosiddetti casual di poter partecipare ad eventi e tornei senza dover necessariamente avere un proprio “mazzo”, skill particolari, o scatole piene di carte.

Complice una delle meccaniche più utilizzate di recente nei giochi di carte, il draft, e un R&D che ha cercato di trarne il miglior risultato in termini di esperienza di gioco, oggi pressoché qualunque aspirante stregone può entrare in un magic store armato semplicemente di buona volontà (e di una decina di euro non-magici) per dare vita a scontri epici tra potenti maghi.

Esistono diverse comunità (online e non) che lavorano a livello amatoriale a nuove modalità di gioco e a nuovi formati.

Oltre all’R&D ufficiale, esistono diverse comunità (online e non) che lavorano a livello amatoriale a nuove modalità di gioco e a nuovi formati, concentrandosi perlopiù su aspetti come il riutilizzo delle tonnellate di carte già possedute, esperienze di gioco più soddisfacenti o, semplicemente, a rendere più fruibile il gioco cercando soluzioni low-cost ma allo stesso tempo competitive.

L’ obbiettivo è quello di avere un sistema poco costoso, rigiocabile, che permetta di utilizzare le vecchie carte in disuso senza necessità di acquistarne di nuove, che sia personalizzabile in base ai gusti dei giocatori e che renda l’esperienza del draft o del sealed-play la migliore possibile includendo per esempio le proprie carte preferite, o semplicemente le più forti mai stampate.

Per chi volesse ulteriori informazioni in merito ai formati sopracitati vi rimando ai relativi approfondimenti di casa WotC:

 

Nel corso degli anni altri giocatori e appassionati si sono cimentati nella costruzione di quello che oggi chiamiamo CUBO, affinandone la composizione per aumentare sempre di più il livello di gameplay, e cercando delle linee guida per la costruzione di qualunque cubo.

 

 

 

Cos’è e come si monta un CUBO?

Per farla semplice, il CUBO è un formato casual di MTG dove si crea un insieme di carte, da cui ogni giocatore attinge per creare il proprio pool personale, e che utilizzerà per il draft/sealed play.

 

Un CUBO nel suo box

 

Racchiude gli aspetti più accattivanti del gioco come la meccanica del draft e la costruzione del mazzo, lasciando un livello di personalizzazione tale da permettere a chi lo “monta” di scegliere le carte che lo compongono pressoché secondo qualunque logica: solo le carte di una determinata espansione, solo quelle di una certa rarità, solo artefatti… o, semplicemente, quelle che sono a prendere polvere da anni in quella scatola da scarpe, lì, sotto il letto…

 

Classica libreria di un appassionato di Magic… e buon punto di partenza per un CUBO!

 

Scendiamo quindi un pò più nel dettaglio e vediamo quali sono le caratteristiche principali per la costruzione di un CUBO:

 

Tipi di carte

Si può  includere qualunque tipo di carta (non terre base/pedine..) indipendentemente dalla rarità, dall’edizione, dai valori, dalle abilità e da eventuali ban-list, in formato singleton (ovvero 1 copia per ogni carta, nessun “doppione”). In generale si vogliono usare le migliori carte in proprio possesso.

 

Numero di carte

La dimensione di un Cubo si può definire in base al numero di carte che lo compongono, i tagli sono tre:

  • Piccolo Cubo: 360 carte, è per sealed fino a 4 giocatori e draft fino ad 8 giocatori
  • Medio Cubo: 540 carte, sealed fino a 6 giocatori e draft fino a 12 giocatori
  • Grande Cubo: 720 carte ( o due pool da 360 ), sealed fino a 8 giocatori e draft fino a 16 giocatori

 

Si consideri che nel formato ufficiale “sealed” si usano 6 buste da 15 carte a testa, per un pool totale di 90 carte a giocatore, quindi in un torneo da 4 giocatori avremo bisogno di 90 x 4 = 360 carte. Per quanto riguarda il classico “draft” ufficiale avremo bisogno della metà della carte per giocatore rispetto al formato sealed (si usano 3 buste da 15 carte a giocatore, per un tot di 45 carte a testa invece che 90 ), perciò il cubo che va bene per 4 giocatori in formato sealed si potrà usare per 8 giocatori in formato draft.

360 è quindi il numero minimo di carte da inserire in un cubo per poter garantire partite ad almeno 4 giocatori per volta.

Va anche detto che all’aumentare delle carte nel cubo diminuirà la probabilità di pescare spesso una determinata carta; ciò deve essere preso in considerazione nel caso di cubi “tematici” basati su meccaniche specifiche (madness, storm, affinity…)  poiché sarà più difficile garantire che nel pool personale iniziale si trovino abbastanza carte di supporto a tale meccanica.

 

Curva del Mana

è forse l’aspetto più importante da considerare perché determina pesantemente la giocabilità del cubo. Senza scendere troppo nei particolari matematici vi basti sapere che è il calcolo che dà una linea guida su quante carte scegliere, in base al loro costo di mana, per la composizione del mazzo ( o, in questo caso, del cubo).

A chi volesse approfondire il concetto lascio il link ad un articolo scritto da uno dei top-player mondiali di MTG, Reid Duke.

Ovviamente nel cubo ( ma in generale sempre.. ) si vuole avere una curva che permetta di poter giocare le carte subito, dal primo turno della partita.

Per fare un esempio pratico ed immediato possiamo pensare che se in un mazzo ci sono solo  carte ad alto Costo di Mana Convertito (CMC, cioè il costo totale di una magia indipendentemente dai colori ) la partita non inizerà prima di avere molte risorse (terre) in gioco. Viceversa se il CMC delle carte è basso ( 1-2-3 ) le partite inizieranno da subito poiché alla comparsa della prima risorsa in tavola potremo già iniziare a lanciare delle magie.

Possiamo riassumere il concetto dicendo che nel cubo si utilizzano molte carte con CMC basso in modo che i giocatori possano iniziare a lanciare magie già dai primi turni, e meno carte a CMC alto che saranno invece le “bombe” per chiudere la partita quando questa entra nel vivo, dal 4-5 turno in poi.

 

Rapporto Magie/Creature

L’esperienza e la statistica ci dicono che per avere mazzi competitivi da 40 carte (numero minimo e standard per i formati sealed e draft) questi devono essere composti da (circa) 17 terre e 23 magie, di cui almeno 15 creature. Da ciò si deduce che le partite sono basate sugli scontri tra creature più che sulle magie, per questo nel cubo il rapporto ideale sarà

  • Creature 50% – 50% Magie , o al massimo
  • Creature 60% – 40% Magie

 

Abilità e valori delle carte

Ricordiamoci che nel Cubo si vuole solo e sempre il meglio del meglio, quindi andremo ad includere naturalmente tutte le carte più forti su cui possiamo mettere le mani.

 

Nonostante la sgravataggine, in un CUBO c’è posto anche per loro.. le mitiche POWER 9!!

 

Inoltre in un cubo andrà bene qualunque carta che privilegia/supporta/aiuta lo scontro tra creature o, nel caso di un cubo più tematico su determinate meccaniche, che supporti tali meccaniche.

Per fare un esempio possiamo dire che in generale preferiremo includere una carta che ha come effetto:

“Le creature che controlli prendono +1/+1”

piuttosto che una che ha come effetto

“Se controlli almeno 5 creature, le creature che controlli diventano di colore Verde”

La seconda difficilmente verrà scelta e giocata perché ha delle condizioni e degli effetti molto specifici e che impatteranno la partita solo in determinate condizioni, mentre la prima sarà facilmente giocabile in ogni momento perché è sufficiente avere anche una sola creatura in tavola per essere efficace.

 

Equilibrio tra colori

Ogni colore deve essere equamente rappresentato, deve avere accesso a removal, creature e abilità particolari in egual misura rispetto agli altri colori. Questo per evitare che dopo qualche partita venga sempre scelto un determinato colore dai giocatori perchè risulta complessivamente migliore rispetto agli altri.

Bisogna anche tenere in considerazione che le carte multi-colore richiederanno un maggior numero di terre-doppie/triple ( e i cosiddetti mana-fix ) all’interno del cubo per garantirne la giocabilità.

 

Le migliori terre-doppie in circolazione, direttamente dagli anni ‘90!

 

Infine non resta da aggiungere allo spiegone che naturalmente queste sono delle linee guida generali: come già detto, il CUBO può essere una cosa molto personale e lascia ampio spazio al gusto dei giocatori che possono decidere di crearlo includendo, per esempio, soltanto carte di una certa rarità, oppure facenti parte di un blocco di espansioni specifico, o ancora a tema come “vampiri”, “soldati”, ecc..

 

 

                                                                               

Gameplay e considerazioni

Benché i formati e le meccaniche siano ormai più che conosciute, il gameplay di un cubo è ben diverso da quello che viene solitamente offerto dalla WotC. Mentre nei draft o sealed ufficiali si è legati alla pesca da un pool che include carte morte o ingiocabili (già, la WotC include molte “cartacce” nei set di mtg, un pò per motivi economici e un pò per gettare fumo negli occhi durante la scelta delle carte), questo non avviene con un CUBO in cui è facile trovarsi con un pool composto di sole rare e rare mitiche. Ciò si traduce in partite al cardiopalma, scandite da bombe e controbombe giocate da ambo le parti, combo devastanti e gargantueschi scontri tra enormi creature.

Possiamo toglierci la soddisfazione di disintegrare l’avversario giocando le proprie carte preferite di sempre, o quella di giocare un Black Lotus, o un Time Walk!

L’aspetto economico è uno dei punti salienti: il classico draft prevede sempre la spesa di una decina di euro a giocatore che deve procurarsi le proprie 3 buste, per i sealed la spesa raddoppia e di solito (a meno di sculate fuori dal comune) il valore delle carte sbustate non pareggia nemmeno la spesa. E naturalmente finiremo con una cinquantina di carte nuove a cui trovare posto in casa.

Con il CUBO possiamo invece draftare infinite volte senza spendere 1 euro e senza trovarci ogni volta con carte in più tra le scatole.

Quando ad inizio articolo dicevo che si avvicina concettualmente ai giochi da tavola non scherzavo, una partita si organizza e si svolge come qualunque board game che si rispetti: si apre la scatola, ognuno pesca il numero di carte concordato in base al tipo di partita che si vuole giocare, ci si crea il proprio mazzo e si gioca. Finita la partita si ripongono le carte nella scatola, pronta per il prossimo draft.

Ho avuto modo di testare un cubo con alcuni amici: giocatori casual o appassionati ci siamo divertiti tutti; avevamo talmente tante carte buone a disposizione che, al contrario del solito, non sapevamo cosa lasciare fuori dal mazzo durante la costruzione, e ognuno ha avuto il suo momento di gloria suonandole di santa ragione al malcapitato di turno!

Per concludere, consiglio davvero a tutti quelli che hanno la voglia, o la possibilità, di montare un CUBO con le proprie carte: potrete finalmente toglierle da sotto al letto e dargli un senso di esistere, limitare le spese,  giocare con amici meno esperti o sprovvisti di carte proprie, e poi farlo di nuovo, e di nuovo, e di nuovo…

 

 

Per approfondire