
Prefazione
Salve a tutti. Quest’oggi mi prendo una piccola pausa dalla mia rubrica [Neuro] per scrivere un post che penso possa giovare alla comunità “internettiana”. Come da titolo mi piacerebbe parlare dell’università inglese, sintetizzando tutto quel bagaglio di informazioni che ho potuto raccogliere durante questa mia esperienza all’estero. Quando sono partito, circa sei mesi fa, ho cercato disperatamente queste (ed altre) informazioni in lungo ed in largo nel web. Purtroppo troppo spesso le fonti erano datate o poco precise e alla fine ho realizzato che c’era veramente poco da cercare. Spero con questo mio post, che sarà seguito quanto prima da una seconda parte, di colmare almeno in parte questa lacuna.
Un po’ di “traduzioni”
Credo che un buon punto di partenza possa essere quello di tradurre, dove possibile, alcune delle più frequenti parole “universitarie” dall’italiano all’inglese. In particolare:
‘Laurea‘ (o ‘laurea triennale’, come la chiamano i più, o ‘schifezza’, come la chiama mia nonna) si traduce con ‘Bachelor’s Degree‘ spesso abbreviato semplicemente in BA. A differenza di quanto accade in Italia in Gran Bretagna può accadere che alcune lauree “particolari” vengano chiamate con dei nomi specifici. Ad esempio le lauree scientifiche possono essere chiamate ‘Bachelor of Science’, le laurea classiche ‘Bachelor of Arts’, la laurea in musica ‘Bachelor of Music’ e via dicendo.
Il primo problema di traduzione viene invece quando iniziamo a parlare di ‘lauree specialistiche‘ (il così detto ‘biennio’, per capirci); infatti quest’ultime, generando qualche confusione, vengono chiamate ‘Master’s Degree‘. La confusione nasce dal fatto che in Italia per Master si intende una cosa completamente diversa dalla laurea specialistica. Tale differenza viene spiegata brevemente qui. Anche in questo caso si può distinguere tra ‘Master of Science’, ‘Master of Arts, etc… E’ importante ricordare che i Master’s Degree, a meno che non lavoriate o dobbiate badare alla famiglia, durano solamente un anno contro i due italiani.
Immediatamente dopo il Master’s Degree viene il ‘Ph.D.‘. Il titolo di ‘Doctor of Philosophy’ corrisponde al nostro titolo di ‘Dottore di Ricerca‘ e, come ci spiega Wikipedia, the term “philosophy” does not refer solely to the modern field of philosophy, but is used in a broader sense in accordance with its original Greek meaning, which is “love of wisdom”. Ottenere un Ph.D. in Gran Bretagna non è semplice; tuttavia il vincitore viene ricompensato con un buono stipendo, molto più alto della controparte italiana (quasi il doppio).
Differenze generali
L’università inglese è molto diversa da quella italiana. Innanzitutto, è un’università più specifica e maggiormente job-oriented. Mentre in Italia ci si laurea ancora in psicologia (al massimo distinzioni tra clinica e cognitiva) in Gran Bretagna è possibile trovare tutto un ampio bagaglio di percorsi, adatti ad ogni esigenza. E’ importante tuttavia non essere ciechi: la preparazione specifica ha indubbiamente dei vantaggi, ma ha anche un buon numero di svantaggi. Purtroppo questa discussione è troppo ampia per poter essere affrontata in questo post; il rischio più grande, comunque, è che alla fine lo studente esca “sapendo tutto della piuma e niente del cuscino” (semi-cit.).
Differenze nel dettaglio
Purtroppo, più si scende nel livello di descrizione e più diventa evidente che l’università inglese è migliore di quella italiana (anche se è importante tenere a mente la differenza di prezzo, vedi sotto). Gli studenti sono generalmente molto più seguiti ed hanno la possibilità di utilizzare strumenti all’avanguardia nel proprio settore. Esistono fondamentelmanete due tipi di lezioni: ‘lecture(s)’ e ‘seminar(s)’. Le lecture corrispondono alle nostre classiche lezioni frontali mentre i ‘seminar’ sono lezioni più particolari in cui generalmente gli studenti sono chiamati a svolgere un compito sotto la supervisione del professore o di un suo assistente. Questo è ovviamente un ottimo modo per imparare passo passo ed essere sicuri di aver ben assimilato le conoscenze spiegate durante le lezioni. Per capirci i ‘seminar’ assomigliano in linea teorica alle nostre ore di laboratorio… Con un’unica differenza: che si impara veramente qualcosa.
I costi
Veniamo ad una nota dolente: i costi. Le università inglesi si stanno sempre più uniformando ai costi delle università americane/australiane. Una brusca accelerazione in questa direzione arriverà proprio dal prossimo anno (Ottobre 2012) grazie/per colpa della manovra di austerity approvata dal governo britannico come misura per combattere la crisi economica. I Bachelor’s Degree, in particolare, passeranno da 3-4.000 pound all’anno, a quasi 6-9.000 pound l’anno. Quest’ultima cifra è sensibile in particolare di un fattore: se l’università prevede la possibilità di finanziare i propri studenti con bassi tassi d’interesse allora può alzare le tasse fino a 9.000 sterline; altrimenti deve tenerle a 6.000. Anche i Master’s Degree subiranno una notevole crescita, comunque più leggera di quella dei Bachelor. I Ph.D., invece, essendo generalmente finanziati da un ente esterno non risentiranno troppo di questa manovra.
Bisogna tuttavia sottolineare che in Gran Bretagna è molto semplice ottenere un prestito da una banca per pagarsi le tasse universitarie. La quasi totalità di persone che conosco, sopratutto gli studenti proveniente dall’esterno dall’unione europea, ha optato per questa scelta. L’idea alla base è che una volta finita la laurea (anche il semplice BA) lo studente abbia ottime possibilità di trovare lavoro (ed effettivamente è così) e quindi di ripagare il prestito. Il contro è che, ovviamente, appena immesso nel mercato del lavoro lo studente si trova a 22-23 anni con 30.000 sterline di debito sulla schiena.
Altro argomento interessante è quello delle borse di studio. E’ possibile infatti ottenere dei veri e propri finanziamenti da parte di enti pubblici che coprano parte delle spese universitarie. Purtroppo vista la grande richiesta queste borse sono difficili da ottenere. In particolare chi viene come noi da un paese dell’unione europea è, paradossalmente, svantaggiato. Questo perché la maggior parte delle borse di studio si divide in: borse per studenti inglesi, rilasciate proprio dal governo inglese, e borse per studenti extra-europei. Perché gli studenti extra-europei vengono avvantaggiati? E’ molto semplice: per loro tutti i degreecostano molto di più (per non parlare degli spostamenti). Per rendere l’idea: per il mio Master’s Degree sto pagando 5000 sterline contro le quasi 14.000 dei miei amici indiani, americani e russi.
Per ottenere una borsa di studio la cosa migliore è chiedere direttamente alla propria università. Un altro modo può essere quello di utilizzare alcuni motori di ricerca o siti specializzati (ne ho linkati un paio alla fine del post) oppure provare a rivolgersi ad una agenzia che si occupa del trasferimento di studenti internazionali. In particolare quest’ultima è un’ottima idea se volete spostarvi molto lontano da casa, come America, Australia o Nuova Zelanda.
Vantaggi/Svantaggi
PRO:
- Lo studente è generalmente più seguito
- Ampio numero di ‘facilities’ a disposizione
- Professori giovani e preparati
- Clima maggiormente disteso e spesso persino informale
- Preparazione job-oriented
- Una volta laureati le possibilità di trovare lavoro sono alte
CONTRO:
- Costi elevati (anche se non come in America)
- Preparazione a volte troppo specifica
Conclusioni
Per questa prima metà dell’articolo penso di aver detto abbastanza, anche se ovviamente ci sarebbero ancora moltissime cose di cui parlare. Prima di scrivere la seconda parte vorrei aspettare una settimana, così da poter raccogliere da parte vostra un buon numero di feedback, consigli e, soprauttto, domande. Se infatti avete qualche perplessità/curiosità questo è il momento giusto di chiedere. Allo stesso modo se dissentite o crediate ci sia un qualche errore nell’articolo non esitate a farvi sentire.
Per ultimo ma non meno importante: se l’articolo vi è piaciuto e lo trovate interessante, fatevi vedere. Commentate, FAVvate, SHARate o quello che volete. Ma date un segno del vostro apprezzamento. Il mio ego, come quello di gran parte degli autori, ha bisogno di essere alimentato così da essere incentivati a scrivere articoli sempre di più alta qualità nell’interesse della comunità stessa.
NOTA BENE!
Se sei arrivato su questa pagina attraverso Google o più in generale vuoi avere quante più informazioni possibili sull’argomento, ti consiglio di leggere anche i commenti con le relative risposte. Non mi è stato infatti possibile integrate tutte le domande/risposte nel testo (e probabilmente non mi sarà possibile farlo neanche nel prossimo articolo) nonostante siano state poste tutte questioni più che interessanti. Ho quindi cercato di rispondere a tutte le domande fattemi con il massimo livello di dettaglio possibile così da poter considerare i commenti come un continuous dell’articolo stesso.
Approfondimenti & Link
Seconda parte: Università Inglese – Seconda Parte
Terza parte: ancora da pubblicare.
Quarta parte: ancora da pubblicare.
Borse di studio: qui e qua


Intanto bell’articolo, conosco diversi amici che studiano in inghilterra e in effetti sono informazioni poco reperibili tramite altri canali.
Un po’ domande, se hai tempo.
La prima è: mi dicono spesso che la vita universitaria è molto più aggregativa nei paesi anglosassoni (tralasciando le confratenrite che sono baggianate americane) le università inglesi organizzano incontri, gruppi e quant’altro per tutti gli studenti che magari sono lontani da casa, questo unito al fatto che sovente gli studenti risiedano in loco da spazio a un forte spirito di corpo.
E’ vero? è molto percepita come cosa? o è solo una roba di facciata tipo “feste erasmus”?
Quanto incide l’università sul lavoro successivo? ad esempio se io esco da Oxford o da $università_mozzona_del_sud_della_Scozia immagino avrò sbocchi diversi, è così? incide molto il fattore “nome università”? inoltre la differenza di costo tra un’università e l’altra copre questo divario?
Le università inglesi sono più semplici? amici che hanno studiato in US dicono che li l’università è sensibilmente più semplice che qui, ma essendo la GB di tradizione europea immagino che la difficoltà dei corsi sia equiparabile a quelli delle università italiane o francesi, è così?
Come è messa l’università pubblica? (costi, livello dei corsi etc.)
Avrei altre domande ma hanno carattere più economico e non voglio stressarti oltre, grazie cmq per l’articolo!
Tutte ottime domande. A molte delle cose che hai chiesto risponderò approfonditamente nel prossimo articolo. Tuttavia per non lasciarti a bocca asciutta:
1) Verissimo. Le università inglesi sono abituate ad un largo flusso di studenti internazionali (nel mio corso solo un quinto degli studenti è inglese, per esempio) e si sono attrezzate di conseguenza. Ci sono feste praticamente tutte le settimane, centinai di club per ogni possibile interesse (tra i tanti cito: amanti dei gatti, appassionati dell’ukulele, nerd club, club dei maghi, etc…) per non parlare delle associazioni sportive. A questo aggiungi che quasi tutte le grandi università hanno un servizio di counseling gratuito per gli studenti internazionali.
2) Purtroppo, molto. In UK come in America la qualità dell’università è molto importante. Questo non vuol dire che devi uscire per forza da Cambridge o da Oxford. Però nel tuo settore ti consiglio di scegliere almeno un’università nella TOP 20. Ovviamente il voto è altrettanto importante: un Third (voto più basso) a Cambridge vale molto molto molto meno di un First (voto più alto) all’università di questa beata fava.
3) Rispetto a quella italiana o a quella americana? Rispetto all’americana non saprei dirti. Rispetto all’italiana, bisogna distinguere cosa intendi per difficoltà. Mi spiego: l’università inglese è più tosta, devi studiare di più ed il livello richiesto è molto più alto che da noi. Di contro, sei seguito ed hai sempre 200 persone pronte a darti una mano (compresi i compagni di corso) se qualcosa non va. Questo rende difficile essere bocciati (fail). Tuttavia ti faccio un esempio: in Italia per laurearmi con 108/110 alla Sapienza ho dovuto studiare circa 4-5 ore a settimana (di media). Qui alla Sussex circa 40-50 ore a settimana. Rendo l’idea?
4) Bene, piuttosto bene. Meglio della privata.
Spero di essere stato utile.
Scusa, solo una domanda…tu hai conseguito una laurea alla Sapienza con 108 studiando 4-5 ore a settimana in che cosa? Solo per costruirmi un metro di giudizio (e spero di non risultare razzista se considero un 110 in Lettere diverso da un 110 in Matematica o Fisica)
Stavo per chiedere la stessa cosa…4/5 ore alla SETTIMANA!? Le studio ogni pomeriggio io…Magari sono io che sono retarded
Comunque bell’articolo mi piacciono molto i report sulle esperienze personali di questo tipo, specie se all’estero!
Ti ringrazio, sono contento che l’articolo ti sia piaciuto.
Purtroppo intendevo proprio 4-5 ore a settimana (naturalmente di media, tra periodi in cui non facevo assolutamente nulla e periodi pre-esame dove studiavo di più).
Non preoccuparti, @Error , non suoni razzista. Credo anche io che ci siano materie più semplici e materie più difficili. Io sono laureato in psicologia cognitiva. Però va anche detto che io sono un genio.
@jacknapier “E’ importante tuttavia non essere cieci”
I don’t see anything like that.
Voleva scrivere è importante non essere ceci!
Domanda: c’è possibilità di ottenere borse di studio? Queste coprono interamente le spese?
Ottima domanda. Ho inserito la risposta nel testo, sotto la voce “costi”. Spero di aver risposto almeno in parte ai tuoi dubbi.
Perfetto! Complimenti
Fav e like, il tuo ego ora può star tranquillo.
In effetti alcune domande le avrei. Dall’ articolo ho appurato che i Master Degree durano solamente un anno. Questo tranquillizza il mio ego, perché spesso mi capita di leggere biografie di scienziati e noto la giovane età di laurea (spesso 22-23 anni, contro i nostri 24-25 di media).
Ma mi rimane ancora un dubbio, che però concerne le high school (magari nelle tue discussioni con qualcuno avrai affrontato il tema). Da quanto ho capito leggendo qua e là, loro hanno generalmente meno anni di superiori, giusto (4?)? Per cui è normale che uno studente medio inizi l’università anche giovanissimo?
Poi, da quanto ho capito, per ogni indirizzo di corso ci sono delle scuole preparatorie, così da preparare chi proviene da altri istituti al nuovo corso. Ad esempio, chi intenderebbe iscriversi ad un corso che preveda fisica, dovrebbe avere un riconoscimento Physics grade A o B o C a seconda della specialità? Ho preso forse una cantonata? Se fosse come credo di aver capito, sarebbe un sistema da adottare anche in Italia, perché i test di ammissione spesso inficiano chi proviene da corsi di studio diversi.
Inoltre: anche lì si deve passare attraverso una selezione?
Ti ringrazio per il tuo ego boost.
Allora, il discorso sulle High School è mooooolto complesso. Posso innanzitutto dirti che le loro high school sono come il nostro trienno alle superiori: finisce intorno ai 15-16 anni. Dopodiché ci sono due anni di college: bada bene che college in americano è un sinonimo di università mentre in UK costituite la tappa immediatamente precedente all’università. Generalmente gli studenti inglesi comunque iniziano l’università intorno ai 17-18 (dipende da quando sei nato), quindi con un anno di vantaggio rispetto a noi.
E’ il miglior modo per mettermi a piangere della mia quasi-laurea in Giapponese. Yeee.
Watashi wa Alessandro desu. E così ho esaurito il mio bagaglio di conoscenze in merito.
Come mai hai lasciato gli studi…?
@metsasika
E dove vivi adesso, caro il mio cinghiale finlandese?
Sei ancora da queste parti?
@pedro99
Sogno ancora di potermi trasferire in un qualunque paese del trittico scandinavo(meta preferita per tasso di disoccupazione: Norvegia. Meta preferita per cultura, storia e stile di vita: Finlandia); ma il periodo è alquanto infausto. Assolutamente perplimente.
Odio il mio paese quanto amo le sue radici.
Più che lasciati, ho avuto problemi personali che mi hanno rallentato non poco. Poi ho lavorato in maniera irregolare. Poi mi sono avvilito vedendo che anche i miei ex compagni di corso, laureato in specialistica con 110 e lode, non hanno combinato nulla pur avendo agganci non da poco con il Sol Levante.
Sono disoccupato e sto cercando di cavarmi il 44° esame dopo ben 2 anni che lo provo, ma… sono sfiduciato.
Non posso dare il demerito a nessuno diverso da me stesso.
Ti capisco, perfettamente. Purtroppo ad oggi chi non studia materie prettamente scientifiche si trova svantagiato sul mercato del lavoro. Tuttavia questo mi sembra un motivo in più per muoversi un pochino dall’Italia. Potresti laurearti e dopo spostarti verso un paese che ti è più congeniale. Ad esempio potresti provare a prendere un Master’s Degree in UK. Le buone università aiutano moltissimo i propri studenti ad ottenere un lavoro.
Il discorso è che sono fuoricorso da anni. Ho 27(prossimo ai 28 ad Aprile)anni e non ho fatto altro che accumulare esperienze lavorative in nero.
Il progetto è muoversi in Scandinavia o in Finlandia. Anf.
Anch’io avrei un paio di domande:
-la “qualità” della laurea, paragonata a quella italiana, è maggiore, minore, uguale; ovvero, a parità di sbocco professionale (intendo stesso settore di mercato), la preparazione data da un’università inglese rispetto a quella italiana è migliore o peggiore (sicuramente diversa), al netto dei pro e contro?
-come si sopravvive? Cioé, ovviamente bisognerà pagare oltre la retta anche vitto e alloggio; il debito da millemila sterline coprirebbe anche questi costi o solo la retta univeristaria, e per vitto e alloggio ci si trova un lavoro?
Innanzitutto, grazie.
Quanto alle risposte:
1) Generalmente migliori. Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio: una laurea in economia alla Bocconi vale sicuramente più di una laurea in economica all’università di questa beata fava (nota università anglosassone!). Però mediamente, una laurea inglese ha un valore maggiore.
2) Dipende da te. Se hai abbastanza soldi puoi chiedere un prestito per la sola retta universitaria altrimenti puoi chiedere soldi anche per sopravvivere. I miei amici hanno quasi tutti optato per questa seconda opzione perché non volevano gravare sulle spalle dei genitori.
Cheers. Arriverà presto, prometto.
Intanto complimentoni per l’articolo, per me è
!
Inoltre capisco bene il motivo per cui hai affrontato il tema, essendo che anche io ho speso ore, giorni e mesi a cercare di districarmi con tutte le differenze e non è stato facile!
Ti volevo chiedere in che università vai, ma vedo che hai già risposto, quello che non hai detto (credo) però è che corso fai, in via generica intendo!
Inoltre tu hai preso borse di studio? o finanziamenti?
Poi credo che potresti anche parlare, oltre che di first, second and third anche del processo di selezione per entrare, in quanto lo ritengo molto diverso dal nostro!
Ancora mega complimentoni, ti sei meritato un
!
Wow, a cookie!
Allora, io frequento la University of Sussex e sto studiando Evolutionary and Adaptive Systems.
http://www.sussex.ac.uk/study/pg/2012/taught/1572/25214#tabs-2
E’ un misto di informatica, matematica, psicologia, biologia e filosofia. Io personalmente sono interessato alle Neuroscienze Computazionali ed in particolare alla Information Theory applicata al problema della coscienza.
Hai ragione: sicuramente nel secondo post spiegherò il procedimento d’ingresso sottolineando, tra l’altro, una delle feature migliori dell’università inglese: l’interdisciplinarietà.
Davvero interessante come campo di studi, anche perché farò una cosa simile.
2 domande:
-quale laurea triennale hai conseguito e in quale università?
-sei in erasmus o stai proprio facendo lì il MD? (sorry se non ho capito)
E una riflessione:
non ti sembra sbagliato il dover chiedere un prestito a una banca per proseguire gli studi? Sei d’accordo con il nostro art.34 Cost. e con le borse di studio dallo stato?
@pri2p
Ti ringrazio.
Quanto alle prime due domande:
1) Psicologia cognitiva presso La Sapienza di Roma.
2) Sto facendo proprio un MSc (nessuno li chiama MD).
Quanto alla tua riflessione: veramente una bellissima domanda. Ci sarebbe moltissimo da dire. Personalmente credo che in uno stato civile l’università dovrebbe essere gratuita (come è in molti paesi, vedi Svizzera o Danimarca). Tuttavia questo tipo di pensiero genera più di un problema. Ad esempio spesso a tasse basse corrispondono pochi o scadenti servizi. Se parliamo tra l’altro del rapporto qualità/prezzo credo che noi italiani siamo gli ultimi in Europa. In Italia c’è poi un altro problema: non è possibile ‘fallire’ l’università. Il che vuol dire che se fosse gratuita chiunque potrebbe laurearsi, dando un tempo piuttosto lungo. Insomma, ce ne sarebbe da parlare in merito.
Una domanda: che quarzo c’entra psicologia cognitiva con quello che fai ora?
Hai fatto esami integrativi o d’ingresso?
Comunque voglio spezzare una lancia a favore dell’università italiana:
e se non trovo niente ci faccio un post!
alcune università hanno capito che il futuro è l’interdisciplinarietà e grazie anche ad alcuni docenti illuminati stanno creando dei cld specialistica non proprio convenzionali.
Ad esempio a Torino sia il Politecnico che l’Università offrono il corso di Physics of Complex Systems, che è praticamente il come applicare i metodi della fisica (statistica) e degli algoritmi in campi completamente diversi come ad esempio la biologia e l’informatica. Anzi, domani cerco su
Se lo fai ti trollerò a sangue…
Levati davanti che non sai un cazzo di fisica.
@pri2p
E’ una domanda che mi viene posta spesso. Volendo generalizzare quello che sto studiando adesso è come costruire un sistema complesso utilizzando tecniche evolutive. Gli algoritmi generici, per quanto semplici, sono dei buoni esempi. E qual è il sistema complesso per definizione nel nostro universo?
Il cervello umano.
La verità è che per quanto riusciamo ad andare avanti con i nostri studi non abbiamo ancora idea di come ‘realizzare’ un sistema con le stesse capacità del cervello umano. I nostri computer hanno un enorme capacità di informazione, ma poca capacità di integrazione. Sicuramente questo argomento sarà alla base di un post futuro.
Un psicologo cognitivo ben preparato ha ottime conoscenze, oltre che di psicologia, anche di filosofia e biologia. E questo è estremamente importante. Basti pensare che gran parte dei costrutti informatici che utilizziamo nell’ambiente (algoritmi genetici, reti neurali, etc…) hanno ispirazione biologica.
Anche qui ci sarebbe molto da dire, ma spero di aver risposto almeno in parte alla tua domanda.
Sì sì, non ti preoccupare di aver risposto al 100% a una domanda, al massimo te lo faccio notare.
Quello che fai tu è fatto anche in Italia da un mio professore.
La lancia l’ho spezzata perché il professore in questione ha vinto a giugno un milione di euro per l’importanza e per finanziare le sue ricerche, e il suo campo di ricerca è proprio la biofisica, le reti neurali, l’interazione proteina-proteina and so on.
Ho rischiato anche di fare tirocinio e tesi con il suo più stretto collaboratore ma poi ho optato per qualcosa di molto più “classico”.
Visto che hai queste competenze e queste conoscenze dovresti conoscere (e farti conoscere) lo HuGeF a Torino.
@pri2p
No, non conoscevo lo HuGeF di Torino. Ho dato un’occhiata al loro sito ed ho visto che si occupano per lo più della parte più strettamente biologica. Il mio corso invece è maggiormente orientato all’informatica ed il mio personale campi di ricerca è ancora più orientato verso la matematica.
Un argomento di studi intrigante. Aspettiamo copiosi post succulenti!
@clostridium
Ti ringrazio.
Stavo appunto pensando di scrivere qualcosa in merito. Il problema è riuscire a scrivere qualcosa che sia contemporaneamente interessante, comprensibile e sopratutto sintetizzabile in un solo post.
Studio biologia, e ho dato esami opzionali di filosofia della scienza e biologia umana (una sorta di antropologia molecolare). Il tuo campo di studio è semplicemente una gran figata. Mi accodo alla lista di chi attende articoli in merito.
!
Ah già,
Ti ringrazio.
Tolti i more, non nascondere interi paragrafi, non ti preoccupare se un articolo è molto lungo.
Perfetto. Pensavo potesse essere un problema, ora che ho il tuo benestare la prossima volta evito.
Perdonami se ogni tanto ti ‘costringo’ farmi da correttore!
np son qua apposta.
Thank you.
I ‘complimenti’ del capo valgono per due.
Articolo interessantissimo ! Su internet si trova poco e niente quindi sono sicuro che hai fatto un favore a moltissime persone !
Un piccolo dubbio: Qui in Italia con la sola triennale ormai non si va da nessuna parte… ma se decidessi di prendere il Master’s Degree in Inghilterra al posto della specialistica qui in Italia, potrei già trovare facilmente lavoro dopo un anno ? Oppure conviene sempre continuare gli studi prendendo il Ph.D ? Tu ad esempio cosa hai intenzione di fare il prossimo anno ?
Ps: Se nel prossimo articolo spiegassi nei dettagli anche il procedimento per iscriversi alla Sussex sarebbe davvero il top !
@Greywolf
Ti ringrazio.
Dovete capire che qui in UK avere un Master è un gran cosa. Solo un piccolissima fetta della popolazione decide di continuare dopo il BA proprio perché già con questo è possibile trovare lavoro. Per quanto riguarda il Ph.D. è invece importante tenere in mente una cosa: il Ph.D. non lo prende chi vuole guadagnare soldi, lo prende chi non vuole guadagnarne affatto.
Il dottorato di ricerca è qualcosa che si fa per passione, perché si vuole proseguire una carriera accademica: carriera che non potrà MAI fruttarti, in termini economici, quanto un carriera aziendale (o simili). Non solo: finire un Ph.D. richiede uno sforzo notevole, che può essere compiuto solamente se questa scelta è supportata da un grande passione (qui su LN ci sono un paio di dottorandi, puoi chiedere a loro).
Allora, dipende da dove vuoi abitare. Se ti sei laureato con un buon voto (100+) e decidi di prendere un MSc in Gran Bretagna puoi stare tranquillo: fin tanto che starai in UK avrai un lavoro assicurato.
Prometto che nel prossimo articolo spiegherò bene la procedura d’immatricolazione, facendo riferimento proprio alla mia (fantastica) esperienza con la University of Sussex.
“il Ph.D. non lo prende chi vuole guadagnare soldi, lo prende chi non vuole guadagnarne affatto.” Presente!
Ottimo post. In generale questi racconti delle esperienze di studio/lavoro all’estero sono MOLTO interessanti. Più avanti forse contribuirò anch’io.
Per il PhD è difficile farsi prendere con una laurea specialistica italiana?
@Il Cavaliere di Berzelius
Assolutamente no. Hai anche un anno di studi in più, che non guasta mai. L’unico problema è che delle volte potrebbero richiedere passate esperienze con particolari ‘strumenti’ (sia ‘hardware’ che software) e l’università italiana è un po’ carente da questo punto di vista (es. nel mio campo: fMRI, TAC, MatLab, etc…)
Grazie, non sarà un problema perchè abbiamo corsi su questa roba ed ho fatto una tesi su un’fpga…
@Il Cavaliere di Berzellus
E allora non ti manca proprio niente!
Salve a tutti, sono alefrisk e questo è il mio primo post!!
e ho trovato di grandissima utilità questo post trovandomi ad un passo dalla laurea e determinato a studiare per il Master of Science all’estero (USA o Inghilterra). Avrei due domande, la prima riguarda i requisiti per la lingua, ma leggo che sarà un argomento trattato nel prossimo post, quindi aspetterò. La seconda riguarda scadenze relative all’iscrizione/ richiesta di ammissione, perchè a quanto ho capito hanno “inizi” di anno accademico differenti dai nostri e relative scadenze da rispettare.
Seguo da tempo
@alefrisk
Innanzitutto: benveniubbo!
Sono contento che questo post si stia rivelando utile.
Per quanto riguarda brevemente la lingua: generalmente le università richiedono uno IELTS che varia da 6.0 a 7.0 con picchi fino a 8.0 per università impegnative e materie estremamente dialogiche. Comunque, niente di trascendentale.
Per quanto riguarda l’America, purtroppo non so cosa dirti. Per quanto riguarda l’Inghilterra, invece, c’è ottima compatibilità: il primo term (semestre) inizia verso fine settembre, inizio ottobre. Basta un piccolo sforzo e laurearsi a Luglio!
Per altre domande chiedi pure, è un piacere dare una mano.
Ma la Master Degree ha valore solo in Inghilterra? O si può far valere anche in Italia?
@Doc Felix
Eh, bellissima domanda!
Scriverò qualcosa in merito nella prossima puntata,
Stay tuned!
Una domanda: quanto sono selettive all’ingresso le università inglesi? Numero chiuso? Obblighi formativi aggiuntivi? Entrano cani e porci (come in Italia, nella maggior parte dei casi)?
@cionzo
Allora… Anche in merito a questo argomento scriverò maggiormente nel prossimo articolo. In breve: generalmente no, c’è una buona selezione. Molto dipende comunque dall’università. Cambridge ed Oxford, per esempio, possono ancora permettersi di fare come gli pare. Generalmente i requisiti sono mediamente alti, ma niente di trascendentale. Nel mio caso, per un MSc, erano:
- Voto di laurea maggiore di 100
- IELTS 6.0 per ogni campo e overall 7,0
In più mi è stato chiesto di rispondere ad alcune domande, di scrivere una lettera di presentazione nella quale specificavo per quale motivo volevo andare a studiare all’università del Sussex e due lettere di raccomandazione da parte di due docenti della mia precedente università.
Questa cosa mi conforta e rattrista allo stesso tempo, e risponde (almeno in parte) al fatto che generalmente una volta laureati si trova (più o meno facilmente) lavoro. Credo di aver già detto da qualche altra parte che in Italia ci sono troppi studenti universitari, ma rischio di andare OT e gettare le basi per un flame di quelli epici, perciò chiudo qui la mia parentesi. Grazie della risposta comunque.
You’re welcome!
Thanks.
Altra domanda: in UK gli studenti che arrivano all’università sono tanti come in Italia? o ci sono più ragazzi che finito il liceo lavorano?
Se sono meno che in italia (dove quasi tutti fanno un’universita di qualche genere), è presto spiegato il fatto del perchè appena laureati trovano subito un lavoro; imho qui da noi c’è un po’ di inflazione di lauree.
Innanzitutto grazie per il FAV ed il “molto interessante”.
Allora… Devo essere sincero: non lo so. Credo che ci sia un buon numero di persone che finito le high school/college fa direttamente a lavorare. Le università inglesi sono sicuramente meno inflazionate di quelle italiane per due motivi:
- Costano di più
- E’ possibile ‘fallire’ il proprio corso di laurea
Mentre in Italia dato un tempo abbastanza lungo chiunque può laurearsi, in UK non succede la stessa cosa. Puoi fallire il tuo degree e ritrovarti con un mucchio di mosche in mano e tanti soldini in meno. Quindi le persone ci pensano due volte prima di iscriversi ad un’università.
mucho utile
Sono però curioso di sapere che università e che facoltà frequenti/frequentavi in italia
Io studio (ormai da un po essendo al quarto anno della magistrale) Ingegneria (laurea triennale in informatica ed ora Robotica e dell’automaziome) a Pisa e credo di aver un’ottimo profilo, difficilmente avrei potuto trovare qualcosa di meglio(ho passato moltissime ore in laboratorio a programmare, inoltre ho avuto la possibilità di fare una tesi sperimentale che mi ha insegnato moltissimo, inoltre da noi i laboratori sono spesso aperti a chiunque voglia dare un’occhiata e c’è sempre un progetto a disposizione per chi ha voglia di mettere un po’ le mani in pasta).
Sono però molto interessato alla questione del riconoscimento della laurea. Ho intenzione di prendere un Phd/dottorato all’estero in futuro e l’inghilterra è una delle mie mete papabili.
)… Purtroppo il mio inglese è piuttosto carente :-(
Ah un’altra cosa… Quali sono le CN sulle conoscenze linguistiche? Serve il TOEFL(o come si scrive
@dzcosimo
Per quanto riguarda il mio background, puoi dare un’occhiata alla risposte precedenti, ho già scritto molto.
Riassunto: psicologia cognitiva alla Sapienza, Università di Roma. E’ naturale che quando si mettono a confronto sue sistemi universitari diversi si accetta un certo livello di generalizzazione. Ovviamente in Italia ci sono ottime università che un solido background di insegnamento, professori appassionati e competenti, facilities, etc… Ma mediamente, purtroppo, non è così.
Bisogna anche vedere quanto le tue conoscenze siano allo state of the art: una delle feature più interessanti dell’università inglese è che si studia moltissimo direttamente sui paper che generalmente non hanno più di tre anni. In questo modo si cerca di preparare lo studente sulle conoscenze più nuove nel proprio campo d’indagine.
Quanto alla lingua: se prendi un Ph.D. all’estero non c’è problema. L’unico titolo che ha problemi di riconoscimento è il Master’s Degree (come spiegherò meglio nel prossimo post). Per l’inglese: generalmente chiedono l’IELTS (da pronunciare: aielts) con un punteggio compreso tra 6.0 e 8.0 (in base a università e campo d’indagine). La maggior parte delle università adesso accetta anche il TOEFL, che a me piace di meno come test.
Spero di aver risposto alle tue domande.
Si’ ho visto, ma quando ho scritto il mio messaggio non avevi ancora risposto alle domande precedenti
Per quanto riguarda lo state of art sono in parte d’accordo con te. Nel senso che trovo che sia meglio per prima cosa studiare in maniera approfondita la teoria generale, che in quanto tale deve non essere soggetta eccessivamente alle scoperte e alle ricerche attuali (se non si ammetterebbe che finita l’università si debba iniziarla da capo poichè le conoscenze acquisite sono già vecchie). In un secondo momento, nel proprio specifico campo di studi, è bene conoscere ciò che viene fatto in questo momento nel mondo(nella mia facoltà si ottiene da una parte questo, e da una parte il raggiungimento di buone capacità operative, tramite il massiccio ricorso ai progetti: circa un corso su due prevede un progetto mediamente piuttosto impegnativo che prevede studio autonomo e raccolta di informazioni in articoli scientifici e/o realizzazione effettiva).
No scusa non ho capito… Per il Ph.D. non è richiesto l’IELTS mentre per il master sì?
@dzcosimo
Bravo. E’ per questo che io ho preferito prendere la laurea triennale in Italia e la specialistica in UK. Ho sbagliato a scrivere nella mia precedente risposta: ‘Quanto alla lingua’ va sostituito con ‘Quanto al riconoscimento’. In ogni caso, paradossalmente, hai detto bene. Per il Ph.D. non è strettamente richiesto aver sostenuto un test di lingua. L’idea è che nessuno sarebbe così idiota da fare richiesta per un dottorato di ricerca senza parlare più che bene la lingua.
Favvato e utilissimo visto che sto cercando anche io all’estero!
Domanda – come riconoscere il livello di qualità di una scuola, visto che il max che vedo è una pagina web?
Domanda (già fatta) – Sopravvivere a Londra o estero
articolo utilissimo!
@digitalquake
Le classifiche sono sempre un buon metodo, sopratutto perché nel resto del mondo le università vengono finanziate proprio in base a queste statistiche.
Ranking UK: http://www.guardian.co.uk/education/table/2011/may/17/university-league-table-2012
Ranking WORLD: http://it.wikipedia.org/wiki/Classifica_accademica_delle_universit%C3%A0_mondiali
Non voglio essere polemico, ma dipende anche come sono fatte le classifiche.
Ho avuto un colloquio il mese scorso con un professore che essendo membro di una di queste commissioni mi ha spiegato i criteri di cui tengono conto per assegnare i punteggi.
Ebbene, danno punteggi per le attività sportive svolte, per l’assenza di studenti fuori corso, per il rapporto #studenti/#professori, eccetera.
Alcune di queste sono anche cose interessanti e importanti, per carità, ma la preparazione teorica e pratica dello studente è insostituibile, e forse sulla seconda abbiamo delle pecche in Italia.
Piccolo esempio: una volta cercando delucidazioni su un argomento mi sono imbattuto in alcune slides di un M.Sc. americano e le ho trovate imbarazzanti™ (da studente del secondo anno di triennale).
@pri2p
Non sei assolutamente polemico ed hai indubbiamente ragione. Non è un caso che prendendo 100 statistiche avrai sempre delle classifiche diverse (quella del Guardian è diversa da quella del Times che a sua volta è diversa da tutte le altre e così via). Tuttavia le classifiche, sopratutto all’estero, sono tenute in grandissima considerazione. Sopratutto inizialmente, quando la tua reale esperienza lavorativa è relativamente molto poco importante, il ranking dell’università da cui provieni è il primo indice su cui si baseranno le aziende o in generale gli enti per assumerti. Detto questo su larga scala temporale la tua bravura, la tua voglia di fare e la tua conoscenza saranno, indubbiamente, molto più importanti.
Ciao, intanto è un bellissimo post, sarebbe stato interessante leggerlo per me anni fa
Ovviamente la questione della qualità è decisamente soggettiva, nella mia esperienza come dottorando (ingegneria) in visita per sei mesi a Birmingham ho visto una situazione differente. Studenti molto poco preparati (ma in maniera veramente clamorosa) e soprattutto, vista la loro posizione di ‘clienti’ che pagano profumatamente, sempre protetti anche di fronte le richieste esagerate. Professori che chiedono agli esaminatori di essere buoni anche con gli errori più clamorosi e studenti pronti a lamentarsi perché l’esame era diverso (non la tipologia ma proprio i singoli numeri) dagli esercizi provati in aula.
Ma ovviamente il loro sistema in complesso funziona meglio, privilegia il ‘saper fare’ mentre da noi, dove gli studenti sono ‘sudditi’ e ‘schiavi’, si privilegia il ‘sapere’ e a volte il ‘sapere quello che il professore dice’.
Ovvio che si potrebbero scrivere interi trattati su quale sia il sistema migliore senza arrivare ad un accordo
Comunque complimenti ancora per il post denso di informazioni e fatti utili per chi vuole conoscere meglio il sistema inglese.
@matteodefelice
Ti ringrazio per i complimenti e ti ringrazio per aver ‘condiviso’ le tue esperienze. Naturalmente non esiste e non esisterà mai un sistema perfetto. Ogni sistema universitario ha le sue lacune. Tuttavia, come d’altronde credo abbia potuto vedere anche tu, in generale il sistema inglese funziona molto meglio di quello italiano.
@lordauron
Ti ringrazio.
Post interessantissimo e utilissimo… io però avrei qualche domanda un po più specifica per quanto riguarda il mio campo… ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta. Mi sono laureato in biotecnologie con indirizzo medico diagnostico in italia e ora vorrei andare in Inghilterra per trovare lavoro. Innanzitutto vorrei avere qualche informazione riguardo le scuole di specializzazione che non hai nominato nel post: sono pagate? quanti anni durano?? In italia alcune scuole di specializzazione per medici come microbiologia e virologia ( che è quella che vorrei fare io) sono aperte anche per laureati non medici come biologi, biotech, ecc. solo che queste figure non vengono pagate al contrario dei medici. Sapresti darmi qualche informazioni in merito??? Anche in inghilterra un biotech puo fare la scuola di specializzazione in microbiologia??? Altre domande: la figura del biotecnologo in italia è considerata pochissimo (per non dire nulla), in ignhilterra invece come viene visto questo corso di laurea?? Quanto è importante la lingua per trovare lavoro?? La mia idea era quella di partire per londra trovare lavoro in un pub ( è una cosa fattibile anche se non ho nessuna esperienza in merito?)per 1 o 2 mesi e nel frattempo fare qualche corso di inglese per migliorare la lingua. Una volta acquisito una buona capacità di comprensione e di risposta dell’inglese mi muoverò per cercare lavoro nel mio campo. Avresti qualche consiglio da darmi o pensi che mi stia muovendo bene facendo in questo modo??? Scusa per il lungo commento e le millemila domande ma mi faresti davvero un grande favore rispondendomi
@biotecnologo
Innanzitutto, grazie per i complimenti.
Purtroppo però le tue domande esulano in gran parte dalla mia competenza. Per quanto riguarda tutto il tema ‘biotecnologie’ non saprei proprio come risponderti. Cosa intendi di preciso per ‘scuole di specializzazione’? In UK non credo ci sia qualcosa del genere (ma potrei sbagliarmi). Il mio consiglio è quello di prendere un Master’s Degree: dura solamente un anno e dopo le tue possibilità di trovare lavoro sono molto vicine al 100% (naturalmente se sei un bravo studente).
Questa è una lista di MSc nel tuo campo:
http://www.findamasters.com/search/courses.aspx?&Keywords=biotechnology
Trovare lavoro non specializzato in UK non è particolarmente difficile, ma ti consiglio ti buttarti sui ristoranti italiani. Due miei amici d’estate hanno trovato lavoro in meno di una settimana (naturalmente parliamo sempre di 5P/h).
Spero di essere stato d’aiuto.
la MSc da quel che ho capito corrisponde alla nostra laurea specialistica che io già possiedo. La scuola di specializzazione è una cosa parallela al dottorato solo che come hai gia detto il dottorato è utile se si vuole rimanere nell’ambito universitario, mentre la scuola di specializzazione è piu utile nel mondo del lavoro privato, pubblico o da libero professionista. Esistono diverse scuole di specializzazione per i vari ambiti ma quelle maggiormente riconosciute in italia sono quelle della facoltà di medicina e chirurgia che vengono pagate la bellezza di 1800 e per farti capire meglio sono le specializzazioni di un medico che consistono praticamente in tirocinio, guardie mediche ecc. specializzazioni tipo anestesia, allergologia, pediatria, chirurgia ecc.. Grazie a tutti per le delucidazioni
@biotecnologo
Ho conosciuto una laureata in medicina che voleva lavorare in UK. Lei era già lì a fare un tirocinio di sei mesi e mi ha raccontato che non tutte le specializzazioni sono riconosciute in medicina, quindi se ad es. sei specializzato in oncologia (come lei era) avrebbe dovuto fare 1-2 anni di nuovo da specializzanda perché in UK non era riconosciuto un certo tipo di preparazione. Quindi penso questo valga un po’ per tutte le discipline.
Il mio consiglio comunque è: sia che si voglia contattare un pub che il direttore di una facoltà non si abbia paura, per email (o twitter o linkedin) rispondono quasi tutti velocemente e in maniera informale. Potrei raccontare decine di contatti nati così tra Italia e Inghilterra.
La lingua è importantissima, più che averla certificata bisogna saperla parlare bene e in maniera corretta. Il mio consiglio è: non puntare per forza a Londra ma anche a città più British e meno cosmopolite (Birmingham, Manchester, Glasgow o anche più piccole ma ricche come Bristol o Southampton). I prezzi sono di sicuro più abbordabili e probabilmente si incontreranno più inglesi (molto utile a livello linguistico).
@matteodefelice
Veramente degli ottimi consigli. Una delle cose più importanti che ho imparato stando qui in UK e a non aver paura di scrivere un email. Scrivere ad un’università è la cosa più semplice, pratica ed utile che tu @biotecnologo possa fare.
Quanto alla scelta della città, di nuovo sono d’accordo con Matteo. Anche io ho scelto Brighton per lo stesso motivo. Londra è una caos. Io ho visitato, oltre a Brighton, Birmingham e Bristol e devo dire che sono davvero città fantastiche.
Fav. Grazie per l’aiuto.
Volevo avvisare tutti coloro che hanno mostrato un certo interesse verso questo mio articolo che ho appena pubblicato la seconda parte della ‘guida’ (argomenti principali: come si svolgono gli esami e come funziona il sistema di votazione).
Potete leggerla qui: http://leganerd.com/2012/01/03/universita-inglese-seconda-parte/
@lusio @matteodefelice @biotecnologo @lordauron @pri2p @digitalquake @dzcosimo @runnerboy8d @William_J. @cionzo @doc-felix @alefrisk @Il_cavaliere_di_Berzellus @clostridium @Greywolf @Mengoboy @irasshaimase @Lucadiesel @EkV @metsasika @pedro99 @Linx @alc0r @ligoriky @Iphidamas @lucamrblonde @Error @Nicholas
ciao

Vorrei chiederti un’informazione anche io studio psicologia in italia e mi laureo per la triennale a giugno.Nel frattempo da gennaio vivo a Dublino,studiando per la preparazione all’ielts.Ho fatto domanda per la specialistica al trinity,all’uni college dublin e ad edinburgo.2 giorni fa l’ucd mi ha risposto dicendomi che mi accettava per il Master’s Degree in Psychological Science (M.Psych.Sc.),taught ,un anno d corso full-time.L’unia cosa è che sono 90 crediti contro i 120 italiani,quindi la mia domanda è:avrà in un futuro la stessa valenza di una laurea specialistica italiana?ti ringrazio per le info
ciao
Taggalo, sennò magari non legge. @jacknapier
lol, stavo per dirglielo io.
In attesa che ti risponda l’autore del post, sicuramente più informato di me, ti anticipo che probabilmente il tutto ti verrà riconosciuto come master in italia, e non come laurea magistrale.
Detto questo penso che, al di là di concorsi pubblici in cui potrebbe essere esplicitamente richiesto il titolo magistrale, la differenza sia più formale che pratica
Ti rispondo con piacere (e grazie a Sabas per il tag). Innanzitutto grazie per i complimenti che mi hai fatto in privato; non ho informazioni specifiche per le università irlandesi ma non dovrebbero esserci grandi differenze con le università inglesi. Iniziamo dai crediti: generalmente ogni anno accademico UK conta il doppio dei crediti di un anno italiano (120 contro 60) ma una conversione precisa risulta difficile. Le normative dicono che ogni credito accademico dovrebbe essere associato ad un determinato numero di ore di studio: per l’Italia 25 mentre per l’UK 10 (ovvero nel caso del nostro paese per un materia da 8 crediti sarebbero richieste 200 ore di studio). Questo è uno dei problemi più grandi per il riconoscimento della laurea inglese, in quanto il numero di crediti è di molto inferiore. Come detto tuttavia da @dzcosimo qualche commento più in basso questo è un problema solamente per un eventuale concorso pubblico. Per tutti gli enti privati generalmente un MSc vale più di una laurea magistrale italiana.
Per quanto riguarda la tua scelta per l’ateneo, questo è un discorso più complicato. Tutti gli istituti da te citati sono molto prestigiosi e sono convinto che ti troveresti bene in ognuno di essi. La Scozia ha il vantaggio di non avere tasse accademiche, e visto i prezzi qui in UK è un vantaggio non da poco. Non ho ben capito dal tuo messaggio se devi prendere una decisione subito (molte università generalmente lasciano la possibilità di accettare fino all’ultimo secondo), se sì probabilmente accetterei.
Per maggiori informazioni chiedi pure, è sempre un piacere aiutare.
thanks guys!!!! ^^
ah ok grazie dell’informazione
Il mio progetto futuro,cmq,sarebbe qll di fare un dottorato…non so dove e nn so se lo farò,sarebbe solo un’idea…