

Mi sono innamorato dell’arte precolombiana durante il mio primo (e purtroppo per ora unico) viaggio in Messico.
Questa esperienza, fatta spinto dai racconti di parecchi amici che avevano partecipato alle carovane zapatiste, mi ha portato ad appassionarmi talmente all’arte dei Maya fino al punto di farmi tatuare alcune loro creazioni.
Sicuramente l’opera che più mi ha colpito è la lastra di Palenque, conosciuta da molti come l’Astronauta.
Palenque è sita tra la piana paludosa di Campeche e gli altipiani del Chiapas, a circa due ore di viaggio dalla stupenda San Cristobal.
Approfittando della disposizione naturale della zona, costituita da pianure, colline e terrazzamenti, i Maya hanno qui costruito un insieme di strutture che ricopre circa 20 Km quadrati.
All’interno di questo sito si ritrovano parecchi templi a piramidi ed il cosiddetto “Palazzo“, edifici raggruppati su un’alta piattaforma circondata da cortili.
La maggior parte delle opere presenti appartengono al periodo che va dal 615 all’800, periodo in cui cinque sovrani si susseguirono al governo della città.
Alcuni templi accolgono le tombe di questi sovrani e la loro costruzione veniva effettuata durante la vita del personaggio che l’avrebbe occupata.
Il Tempio delle Iscrizioni è il più antico ed importande edificio del sito.
Pacal, primo grande sovrano di Palenque lo fece costruire come monumento alla propria stirpe e luogo per la sua sepoltura.
Nella metà posteriore dell’edificio si trova una grande camera fiancheggiata da due piccole sale, nelle quali sono posti dei pannelli che riportano la storia della dinastia dagli inizi del VI secolo a Pacal stesso.
Sono proprio questi pannelli ad aver dato il nome al tempio.
All’interno della camera principale è posta una cripta, considerata la più importante tra quelle rinvenute fino ad oggi.
Il coperchio di questa tomba è costituito da una lastra rettangolare di 4 metri di lunghezza.
Sopra di essa un bassorilievo rappresentante l’universo ed il sovrano scomparso.
Lungo il bordo, un’iscrizione riporta le date di nascita e di morte di Pacal e dei suoi 9 predecessori.
Il soggetto principale del coperchio è il defunto, posizionato in centro, riprodotto mentre discende dagli Inferi, qui rappresentati come un mostro terrestre.
Sopra Pacal, invece, è scolpito l’albero della vita, le cui estremità sono formate da teste di serpente ornate da gioielli di giada.
Alla sommità dell’albero (rapresentato a forma di croce), l’uccello-serpente, così chiamato per numerosi caratteri rettiliformi, secondo alcuni simbolo del sole allo zenit.
Nella parte inferiore,invece, un serpente bicefalo dalle cui fauci esce sulla sinistra il dio “buffone” e sulla destra i dio K, entrambi costantemente associati alla dinastia regnante di Palenque.
La testa del Dio Sole è invece disegnata sommariamente sul tronco.
L’albero sacro rappresenta pertanto i tre livelli del cosmo: gli Inferi, la Terra e il Cielo.
Secondo le credenze Maya, infatti, esso è piantato al centro dell’universo, con le radici sprofondate nell’inframondo e i rami tra i vari livelli componenti i cieli.
Tutto ciò per permettere agli antenati di risalire al mondo dei vivi attraverso le radici, ed ai morti di raggiungere il cielo percorrendo il tronco ed i rami.
Quella che ho appena descritto è l’interpretazione, a mio parere, più reale di ciò che è rappresentato sulla lastra di Pacal.
Secondo alcuni, infatti, riproduce un essere a bordo di un’astronave, con tanto di boccaglio respiratore (da qui la definizione di “astronauta”), ma di questo potrebbe parlarne il buon Giacobbo (probabilmente lo ha già fatto…).
Ho trovato perfino un libro che mi permetto di definire “delirante”, nel quale l’autore, sovrapponendo alcuni lucidi del disegno, ricava tra date e dei-mostri, profezie e rivelazioni sul futuro della civiltà odierna.
NB: Lungi da me considerarmi uno “studioso” di storia e\o arte precolombiana: quello che a me piace principalmente è l’impatto visivo delle opere create dai Maya ed Aztechi.
Ho però cercato di informarmi su ciò che mi appassiona, senza pretese, ma quantomeno per dare un senso a ciò che in seguito avrei marcato sulla mia pelle.






Complimenti per i tuoi lavori, mi piacciono molto.
Sono sicuro di aver sentito parlare di questa lastra in una puntata di Voyager..
Grazie…
Snodo è il nuovo Giacobbo, quindi?
Ma anche no.
In effetti quando ho aperto l’approfondimento mi aspettavo di vedere la foto di un templare
è in assoluto la prima volta che leggo una spiegazione razionale con il periodo storico
bel lavoro!
Però c’è da dire che IMHO l’arte Maya ha un che di “tecnologico” e quasi “futuristico” nei suoi tratti , mi affascina… ci sono moltissimi reperti precolombiani che sono considerati “fuori contesto storico” per via del tipo di realizzazione o dei materiali… mi ha sempre affascinato questa cosa ma non ho mai trovato il tempo e la voglia di approfondire in modo serio e non “giacobbiano”
, non è che ti va ti spiegare e smontare questi miti?
ps: belli i tuoi disegni
Come ho scritto sopra, non sono uno “studioso” dell’arte precolombiana. Quello che ho trattato sopra è solo una “ricerca” (chiamiamola così…) su un’opera in particolare che è diventata un mio tattoo. Sarebbe piaciuto anche a me approfondire l’argomento che hai proposto ma, credimi, con due lavori, famiglia con bimbo, 3000 hobbies e da un po’ di mesi, la Lega
il tempo è veramente poco…
AAA Cercasi Ricercatore Archeologo esperto in arte precolombiana che abbia voglia di continuare questa bella rubrica di Snodo
Tanto per farti capire, il primo dei miei disegni che vedi sopra è 1,40 metri per 3,40…Un mese di lavoro…
si vede, sono perfetti
ma li tieni come hobby o li vendi anche?
Teoricamente è uno dei miei tanti hohhies (come le vespe, le bici, la terracotta, la lavorazione dei metalli, i tatuaggi….), ma avrei anche tanta gente che mi fa la tua stessa domanda. Ma dato che richiedono tanto tempo (e soprattutto mi manca lo spirito imprenditoriale…), ed avendo più o meno le pezze al culo, in genere li uso come regali di compleanno/matrimonio/laurea…E ora non dirmi che compi gli anni o ti devi sposare…
Trovi alcune spiegazioni nel libro “Sulla Scena del Mistero” di Bargnasco, Ferrero, Mautino
L’”Astronauta” è illustrato a pagina 147
tu che l’hai letto , facci un articolo no?
ora potete farlo anche voi biberi
vista dal vivo… e sotto pejote fa ancora più effetto…
trocato
Ehm…Meglio che stia zitto. Comunque ti capisco…
eh eh…comunque complimenti per i tuoi disegni! figherrimi.
Simile il soggetto, come tratto è tutta un’altra cosa, i mie sono buttati su in una notte di “squirting pittorico”.
Visitare Palenque è stata una delle esperienze più belle della mia vita…
Veramente un articolo coi controquarzi! Piacevole da leggere, interessante e mai noioso! Premetto che non sono un esperto nè un appassionato dell’arte delle civiltà precolombiane, ma avevo sentito parlare di questa Lastra già tempo fa, se non vado errato leggendo un libro sulla mitologia delle civiltà del mondo e andai ad approfondire il discorso perchè mi aveva incuriosito trovano poche informazioni “serie”, inutile dire che le teorie giacobbiane si sprecavano sull’argomento
“…incuriosito, trovanDo” auto
! Ah, e comunque bellissime anche le tue di opere!