Corruzione e terremoti uniti nella morte #LegaNerd
di
AterNix
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L’integrità strutturale di un edificio non è superiore all’integrità sociale del suo costruttore, e ogni nazione ha la responsabilità verso i cittadini di garantire controlli adeguati. In particolare, paesi con una storia pregressa di terremoti intensi e gravati da problemi di corruzione noti dovrebbero essere consapevoli che un sistema di edilizia non regolata è un potenziale killer.

Osservate la figura in alto.
Nelle tre dimensioni troviamo un indice sulle aspettative di vita, un indice di corruzione, un numero di morti.

Questo è il risultato di uno studio che si è occupato di analizzare i principali terremoti avvenuti fra il 1980 e il 2010, confrontando il numero delle vittime con ricchezza e corruzione degli stati corrispondenti.

In alto a sinistra si può riconoscere il terremoto di Haiti, con oltre 100 mila morti.
In basso a destra, invece, con magnitudine più o meno simile a quello di Haiti, è presente un terremoto avvenuto in Nuova Zelanda nel settembre scorso. In questo caso nemmeno una vittima.

Il fatto che in Paesi poveri possano esserci effetti più devastanti non sorprende, dopotutto le costruzioni potrebbero essere poco resistenti.

La curiosità sta nell’aver introdotto nello studio il Corruption Perceptions Index.
Dai risultati ottenuti fuoriesce che nei Paesi più corrotti, a parità di sviluppo, si ha un più alto numero di vittime.
In particolare risulta che l’83% delle vittime degli ultimi trent’anni si trova in Paesi poveri con indice di corruzione elevato.
Da notare la posizione dell’Italia, li in alto.

Piccolo approfondimento sull’indice di corruzione

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Fonte oggiscienza.wordpress.com
Info sul CPI su Wiki e su Transparency.org

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