Caravaggio, la bottega del genio. #LegaNerd
di
ziojama

È uno dei suoi tanti lati oscuri: Caravaggio dipingeva senza disegnare e non voleva essere guardato. Per questo la “bottega”, il luogo in cui nascevano le opere, è sempre rimasto un luogo di misteri e segreti. Ne ricostruisce modalità scientifiche e tecniche la mostra “La bottega del genio” a Palazzo Venezia (fino al 29 maggio).

Ideata dalla soprintendente Rossella Vodret per la cura di Claudio Falcucci, propone un´ipotesi di allestimento dello studio di Caravaggio negli anni romani, prendendo spunto dalle fonti contemporanee dell´artista come l´ “Inventario delle robbe” (1605) che comprendeva lenti, specchi e altri strumenti ottici dei quali l´artista si serviva. Quattro le ipotesi di ricostruzione delle tecniche esecutive, con modelli in vetroresina, dalla Canestra di frutta al San Girolamo al Bacchino malato e alla Medusa. Affianca la mostra un ciclo di conferenze.

Non sono qui per fare un articolo su Caravaggio, anche perchè sarebbe un po’ troppo pretenzioso, ma per portare all’attenzione una mostra che potrebbe risultare molto affascinante. In pratica, da quello che ho capito, la mostra tenta di ricostruire la bottega in cui il Maestro lavorava e prova a capire le tecniche e il processo artistico del pittore, aiutandosi con la realizzazione tridimensionale delle sue opere.
Amando Caravaggio credo che ci andrò sicuramente, sperando di non rimanere deluso.

Ho voluto scrivere questo articolo, nonostante non ci siano poppe, spade laser o calcoli matematici assurdi, perchè so che molti di voi amano l’arte e perchè ho trovato originale e figherrimo il discorso della riproduzione tridimensionale di alcune opere del Caravaggio.

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giovedì 23 dicembre 2010 - 9:40
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