I Puffi #LegaNerd
di
Laido Laido
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A renderli popolari in tutto il mondo è stato indubbiamente il cartone realizzato negli anni ’80 da Hanna & Barbera, ma i puffi sono nati in realtà dal genio del fumettista belga Pierre Culliford, in arte conosciuto come Peyo, ed hanno fatto la loro prima apparizione come personaggi secondari di un episodio della serie Johan e Pirlouit, che in Italia conosciamo come John e Solfami, ambientata nel medioevo.

Le prime sei ministorie autonome firmate da Peyo prendono il via nel n. 1107 su Le Journal de Spirou il 25 luglio 1959. Il primo di questi racconti si intitolava “Les Schtroumpfs noirs”,potete vedere la primissima apparizione nella vignetta sotto spoiler.

Da allora e per più di cinquant’anni gli omini alti “tre mele o poco più” sono diventati personaggi di enorme successo internazionale.
Eccovi una serie di fatti e curiosità sulle creature blu!

Le origini:
I Puffi hanno origini belghe, ed il loro nome originale, in francese, è Les Schtroumpfs. In Italia si è scelto di chiamarli “puffi” per l’assonanza di questo termine con “buffo”, rinunciando invece al suono originale “strumpf”, che per assonanza, in svariati dialetti italiani richiama “stronzo”.
L’origine del nome Schtroumpf risale ad un particolare aneddoto secondo il quale Peyo, per chiedere all’amico fumettista André Franquin di passargli una saliera, si trovò a dire “passami il… puffo” («passe-moi le… schtroumpf!»).
Questo episodio diede origine ad un’intera conversazione scherzosa in cui la parola “puffo” spuntava di frequente per sostituire nomi e verbi (proprio come siamo abituati a sentir parlare le creaturine blu nel cartone animato).
Ogni paese ha poi tradotto a proprio modo:
* Arabo: سنافر (singolare M: سنفور, singolare F: سنفورة)
* basco: Pottokiak (singolare: Pottoki), dal nome della corsa di pony basca pottoka. Le prime edizioni usano pitufoak, dallo spagnolo.
* catalano: Barrufets (singolare: Barrufet)
* ceco: Šmoulové (Singolare Šmoula)
* coreano: 스머프
* croato: Štrumpfovi (singolare: Štrumpf)
* danese: Smølferne (singolare: Smølf)
* ebraico: דרדסים [dardasìm] (singolare: דרדס [dardàs])
* finlandese: Smurffit (singolare: Smurffi)
* francese: Schtroumpfs (singolare: Schtroumpf)
* giapponese: Smurfs (スマーフ, Sumaafu?)
* greco: Stroumfakia (singolare: Stroumf – Στρούμφ)
* inglese Smurfs (singolare: Smurf)
* islandese: Strumparnir/Skríplarnir
* norvegese: Smurfene
* olandese: Smurfen (singolare: Smurf; più tardi usato nello slang belga per indicare un “poliziotto locale”, per le loro uniformi blu)
* polacco: Smerfy (singolare: Smerf)
* portoghese in Brasile sono chiamati Os Smurfs (singolare: Smurf); Estrumpfes in Portogallo (singolare: Estrumpfe)
* rumeno Ştrumfi (singolare: Ştrumf)
* serbo: Štrumpfovi (singolare: Šrumpf)
* slovacco: Šmolkovia (singolare: Šmolko)
* sloveno: Smrkci (singolare: Smrkec)
* spagnolo: Pitufos (singolare: Pitufo; più tardi usato nello slang spagnolo per indicare un “poliziotto locale”, per le loro uniformi blu). In un primo tempo vennero pubblicati dal magazine TBO sotto il nome di Tebeítos.
* svedese: Smurfar (singolare: Smurf)
* tedesco: Schlümpfe (singolare: Schlumpf)
* turco: Şirinler (singolare: Şirin)
* ungherese: Hupikék törpikék (singolare: hupikék törpike, ma in realtà si chiamavano quasi sempre törpök o in singolare törp).

Qualche numero:
Esistono 105 puffi, e solo tre di loro sono di sesso femminile: Puffetta, Fontina e Nonna Puffa.
Sono state prodotte ben nove stagioni animate dei puffi, per un totale di 414 episodi e sette speciali.
Il valore commerciale dei Puffi è stimato intorno ai quattro miliardi di dollari (2.739.000.000 €).
Tradotti in più di trenta paesi, gli omini blu hanno prodotto dai cinque ai dodici milioni di dollari ogni anno per cinquant’anni solo grazie alle loro royalty.

I nomi:
Quasi ogni puffo prende il nome proprio dal particolare che lo caratterizza o dal ruolo che ricopre nel villaggio.
Nel fumetto vengono citati ben 78 nomi, mentre nella serie animata ne spiccano molto meno, alcuni sono stati poi aggiunti o eliminati.

Lingua Puffa:
Parte fondamentale del linguaggio dei Puffi è il termine “puffo” ed ogni suo derivato, usato con diversi significati a seconda del contesto, talvolta come verbo, altre come aggettivo (puffare, puffoso, ecc.).
Questo rende le loro conversazioni alquanto divertenti, ma a tratti difficili da seguire: spesso capita che i Puffi si capiscano grazie al tono con cui pronunciano “puffo”.
Gli stessi Puffi discutono sull’usare “puffo” come verbo, nome o aggettivo. Addirittura Umberto Eco ha dedicato uno scritto alla semantica della lingua puffa chiamato “Schtroumpf und Drang”, presente nel libro “Sette anni di desiderio”.

Puffetta:
Puffetta era originariamente bruna, e non è nata nel Villaggio dei Puffi: Gargamella l’ha creata con la magia per portare disordine e caos tra i suoi simili maschi.
Quando Puffetta è diventata buona e si è unita alla comunità degli omini blu, assieme alla sua personalità è mutato anche il suo colore di capelli.
Nel fumetto invece, Puffetta sceglieva di andarsene dal villaggio per mantenere la quiete dei puffi, ed evitare vistose ed imbarazzanti erezioni nei già tanto ridicoli pantaloncini.
Peyo a quanto pare ha intenzionalmente fatto di Puffetta l’incarnazione di uno stereotipo maschilista, e questo lo ha condotto a non pochi problemi e fraintendimenti con la NBC, la rete statunitense che ha prodotto il cartone animato dei Puffi. Per usare le parole del disegnatore:

Puffetta è bella, bionda ed ha tutte le caratteristiche di una donna.
E’ una seduttrice, ottiene quello che vuole più con l’inganno che con la forza.
Non riesce a raccontare una barzelletta senza anticiparne il finale, è una chiacchierona ed una pettegola ma fa solo commenti superficiali.
Insomma crea costantemente enormi problemi tra i Puffi ma riesce sempre a dare la colpa a qualcun’altro.

Ovviamente la serie è stata soggetto di proteste da parte delle femministe, che si aggiungono alle teorie del comunismo.

Gargamella:
Il terribile nemico dei Puffi è lo stregone Gargamella, accompagnato dalla sua gatta Birba. Gargamella è vecchio, brutto e additato come pazzo, figliastro di un potentissimo mago (Baldassarre) è la pecora nera della famiglia, con tanto di madre sempre pronta a ricordarglielo. Egli vive in un castello in rovina in un’arida zona della foresta.
Ha bisogno di sei puffi, che bolliti nel veleno di serpente costituiscono l’ingrediente fondamentale nella formula della pietra filosofale che trasforma metalli vili in oro.
Nella serie animata i Puffi risultano essere semplicemente deliziosi manicaretti per il mago, ma soprattutto per Birba, sempre impegnata nel tentativo di mangiare tutti i Puffi in cui si imbatte.
A Gargamella, sempre nel corso della serie animata, si accompagnerà anche un giovane aiutante, un apprendista stregone, il pigro e dispettoso Lenticchia, con cui ha un buon rapporto di amicizia, che camuffa l’opinione bassa del suo apprendista in merito al suo maestro.
Fa di tutto pur di riuscire a prendere un Puffo o, come sogna lui, cento…

I Puffi e l’UNICEF:
Sotto spoiler uno sconvolgente spot televisivo mandato in onda in Belgio nel 2005, nel quale l’irraggiungibile villaggio dei Puffi viene bombardato.
Il video è stato commissionato da UNICEF ed approvato dalla famiglia di Peyo, e lo slogan che lo accompagna recita “Non lasciate che la guerra distrugga l’infanzia”.
Lo spot ha contribuito in buona parte a portare a termine con successo la raccolta di fondi per la riabilitazione ed il recupero degli ex soldati-bambini del Burundi e della Repubblica Democratica del Congo, entrambe un tempo colonie belghe.

Teorie fisiologiche sui puffi:
Essendo animali omotermi (a sangue caldo) alti solo 10 centimetri, i Puffi presentano un elevatissimo rapporto tra superficie corporea e volume, cosa che impedisce al loro organismo di trattenere il calore.
Se ne deduce che per ristabilire l’energia necessaria, il metabolismo dei Puffi debba essere molto efficiente e rapido.
Fatti i debiti calcoli si presume che il cuore di un puffo faccia circa cinquecento pulsazioni al minuto e che il ritmo dei respiri varî da cento a centocinquanta al minuto.
Un tale accelerato metabolismo richiede, per essere mantenuto, una dieta fatta prevalentemente di zuccheri.
Ora i Puffi abbisognano di un solo tipo di nutrimento: le puff-bacche.
Non sappiamo di cosa siano composte le puff-bacche, perché ci è stato impossibile reperirne un campione, ma è presumibile che presentino appunto un’alta concentrazione di glucosio, oltre che tutte le altre sostanze necessarie a una corretta alimentazione (proteine, carboidrati, sali minerali).
Naturalmente, l’apparato digerente dei Puffi deve essere piuttosto complesso, altrimenti non si spiega come facciano a digerire così rapidamente la cellulosa.
È presumibile una flora intestinale formata da batteri che producano degli specifici enzimi, come la cellulasi.
Ciò è confermato dalle feci dei Puffi che sono state ritrovate intorno alle loro abitazioni: piccole, nere, secche, fibrose e puzzolenti.
La colorazione bluastra dei Puffi è dovuta alla particolare composizione sanguigna dei Puffi.
È infatti ovvio che i normali globuli rossi (o eritrociti) non possono trasportare ossigeno con la velocità necessaria per sostentare il metabolismo accelerato di un puffo.
Si è potuto così stabilire che il sangue dei Puffi contiene globuli blu (o cianociti), assai più efficienti nello scambio di ossigeno.
Non è stato ancora possibile isolare la molecola che nei Puffi fa le veci della normale emoglobina, ma è ovvio che non è basata sul ferro, ma sul rame o sul nichelio.

Sesso e Riproduzione:
Un argomento piuttosto difficile da sviluppare (vista anche l’ora e la massiccia quantità di informazioni che vi ho già confezionato).
Si crede che l’intera popolazione sei si sia originata per partenogenesi da un individuo più anziano, probabilmente il Grande Puffo.
Dunque ipotizziamo che a intervalli regolari, forse scanditi da oscuri cicli naturali, l’intera popolazione dei Puffi si estingua, tranne un individuo (nel nostro caso il Grande Puffo) che sopravvive per dar vita alla popolazione successiva.
Il fatto che nella popolazione originaria tutti gli individui fossero maschi è appunto dovuto al fatto che sono tutti cloni del Grande Puffo.
Si è vista però, più recentemente la comparsa di un puffo particolarmente effemminato (Vanitoso).
I comportamenti dubbi di questo puffo, non fanno capo ad una semplice scelta sessuale.
Secondo la mia modestissima ed assurda visione, Vanitoso è il primo puffo femmina nella storia del villaggio, costretto per timore a reprimere, quantomeno, i suoi caratteri fenotipici “innovativi”.
Credo sia un caso di mutazione genetica:
Per qualche motivo, in fase di scissione dalla cellula genitrice, un’errata disgiunzione dei cromosomi X e Y ha portato il nuovo zigote a possedere una 23ª coppia cromosomica di tipo XX anziché XY.
Da questo zigote si è evoluto un puffo con genotipo femminile, ma inizialmente indistinguibile dagli altri Puffi.
In seguito all’inizio della pubertà, l’avvio delle funzioni ormonali ha evidenziato il fenotipo, cosicché l’individuo in questione ha rivelato appieno la sua natura femminile, che tutt’ora nasconde per timore di essere cacciato dal villaggio.
Con l’arrivo di Puffetta, la generazione può procedere alla riproduzione sessuata, ovvero al ben noto processo di copulazione maschio/femmina che porta all’incontro dello spermatozoo maschile con l’ovulo femminile, con conseguente gravidanza e parto viviparo.
Dato che non sono mai stati visti puffi impegnati in attività sessuale, si è dedotto che i Puffi vadano in estro solo in una stagione, e che quindi l’attività sessuale dei Puffi sia limitata a un periodo brevissimo, magari un solo giorno all’anno, per cui è sfuggito ai ricercatori.
Questo periodo cade probabilmente in estate, tant’è vero che abbiamo visto comparire dei Puffolini solo con l’arrivo della seguente stagione televisiva autunnale.
La madre dovrebbe essere ovviamente la Puffetta, ma ci si è chiesti come sia stato scelto il suo Puffo Partner.
Di scegliere l’individuo “più adatto alla sopravvivenza” non c’è nemmeno da parlarne: vista la scarsissima differenziazione genetica tra i Puffi è ovvio che non esiste un individuo più adatto dell’altro, con buona pace di Darwin.
Dato dunque l’avanzato ordinamento della società puffolare, è probabile che venga istituito un razionale sistema aleatorio, tipo una tombola o un gioco al lotto.
Un’altra ipotesi è che si svolgano delle competizioni all’ultimo puffo, stile circo romano, ma ciò non sembra coerente con la personalità dei Puffi.
Si crede dunque che la propensione ad accoppiarsi sia l’individuale caratteristica di un solo Puffo, visto anche come molti puffi tendano a specializzarsi nell’una o nell’altra attività.

Grande Puffo Umano:
Paul Karason, 57 anni, combatte da anni con una strana malattia che lo ha fatto diventare per tutto il mondo, l’Uomo Blu.
Circa 14 anni fa, Karason sviluppò una rara forma di dermatite con conseguenti rossori e pruriti.
Per curare questa malattia
iniziò una cura chiamata Argento Colloidale, prodotta con le estrazioni di Argento dai metalli.
In passato presentato dai medici come una cura universale, l’argento colloidale si trova solitamente allo stato liquido, ma si può usare anche sottoforma di polvere.
Karason determinato a guarire, per anni ha fatto uso sia dell’argento liquido che di quello in polvere, ingerendone grandi dosi e strofinandosi la pelle.Da allora Paul, proprio a causa di questo massiccio utilizzo di argento, iniziò a cambiare colore della pelle e gradualmente divenne sempre più scuro, fino ad assumere uno strano colore blu.

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