Sono passati sei mesi da Macerie Prime, primo atto di questa mini saga che Zerocalcare ha voluto spezzare in due libri, distanti nel tempo tanto nella realtà quanto nella narrazione. Cosa è successo nel frattempo? Chi sono il vecchio maestro e il ragazzino che abbiamo conosciuto nel primo libro? Cosa è accaduto ad Armadillo? La risposta in Macerie Prime: Sei Mesi Dopo.

Con un cliffhanger importante Macerie Prime si concludeva con una rottura, netta e precisa, tra Zerocalcare e la sua storica combriccola di amici:

  • Secco: in attesa di giudizio;
  • amico Cinghiale prossimo a diventare padre con la moglie Christine;
  • Katja e Deprecabile nel bel mezzo di una profonda crisi di coppia;
  • Sarah, corrosa da un imbruttimento esistenziale per nulla leggero;
  • C’è anche GiuliaCometti che però sembra essere sparita nel nulla.
Ma non solo. Zerocalcare aveva tagliato i rapporti con la figura più importante di tutta la sua esistenza, Armadillo, il suo spirito guida da sempre.

Sostituito dal cinico e individualista Panda, indice di un cambiamento radicale in atto nella mentalità del fumettista di Rebibbia, ormai stufo delle pressioni dovute alla notorietà al punto da chiudere la porta dietro di sé, lasciando i propri amici, il proprio branco e in qualche modo tagliando il cordone ombelicale delle proprie insicurezze.

 

 

Tutto anche a causa del famoso bando di concorso, attraverso il quale gli amici di Zerocalcare cercano una via d’uscita dalla propria condizione, dai propri fallimenti e un modo per affermarsi, ognuno in una direzione specifica.

Un bando che ad un certo punto è stato il pomo della discordia, permettendo l’ascesa dell’amico Panda, il nuovo “tutore immaginario” di Calcà.

Un bando che ad un certo punto è stato il pomo della discordia, permettendo l’ascesa dell’amico Panda, il nuovo “tutore immaginario” di Calcà, che ha solo un obiettivo: spazzare via la vecchia mentalità, basta sensi di colpa, basta dire si a tutti, d’ora in poi dovrà esistere un solo Zerocalcare, quello che pensa a se stesso e al proprio benessere, anche a discapito del resto.

 

L’attenzione e la pressione che tutti riversano addosso a Zerocalcare è davvero enorme.

La forza di Zerocalcare è che lo abbiamo sempre considerato uno di noi. Più vicino rispetto tanti altri artisti, più riconoscibile. Per questo il suo apparente cambiamento ci spiazza.

Ma d’altronde, non riusciamo nemmeno a non comprendere le ragioni della sua stanchezza; l’attenzione e la pressione che tutti riversano addosso a Zerocalcare è davvero enorme, specie per una persona che non ha mai fatto mistero di quanto ami la propria tranquillità domestica.

E in questo libro assisteremo proprio a questo conflitto, sia nella dimensione “reale” con Calcare e i suoi amici, sia in quella dove vivono gli abitanti delle macerie, dove il vecchio maestro con il suo giovane allievo si preparano a quello che potrebbe essere lo “scontro finale” definitivo. Capiremo cosa sono queste “Macerie” e chi sono i suoi abitanti. Sapremo chi sono i mostri riportati nella copertina e qual è il loro scopo.

Macerie Prime Sei Mesi Dopo, parla di un cambiamento, spesso inevitabile,  che tutti siamo chiamati a vivere ad un certo punto della nostra vita: crescere.

Chiudere la porta di una eterna adolescenza per diventare qualcos’altro. Come ad un certo punto dice Cinghiale, diventare genitori, per smettere di essere figli.

 

E questa cosa  riguarda la generazione dei trentenni di oggi, da sempre vero focus delle storie di Zerocalcare, alle prese col retaggio della nostra educazione (i cartoni animati degli anni 80 con i loro grandi valori come l’amicizia, il sacrificio, l’impegno e la spensieratezza riguardo il futuro tipica di quegli anni) ma anche con gli effetti della “crisi”, quella cosa per cui ti sei spaccato la schiena come Sarah per cercare di ottenere qualcosa che in qualche modo ti era stato promesso fin da bambino e che improvvisamente ti dicono che “ci spiace, non è più possibile quel tipo di futuro, ma se vuole può fare uno stage da noi non retribuito”.

Beh se credevamo di essere migliori di altri, perché siamo cresciuti in anni di benessere e abbiamo avuto grandi valori a coprirci le spalle ci sbagliamo di grosso. Perché quei valori li abbiamo traditi tutti, ad un certo punto, alla prima grande difficoltà.

Chi non era adatto si è spento, annichilito; chi invece era  già individualista si è trasformato in un mostro anche peggiore dei super cattivi dei cartoni animati di una volta (che alla fine, quasi sempre, si redimevano).

Ce lo dice Secco, il più imprevedibile dei maestri, che trovandosi a fare l’insegnante è a contatto con i ragazzini di oggi, quelli che con la crisi ci sono nati e che quindi hanno sviluppato una maggior durezza, una corazza più adeguata rispetto alla nostra. Non come noi quindi che siamo cresciuti col sorriso ed improvvisamente ci siamo imbruttiti, fallendo gli obiettivi che immaginavamo così vicini. Loro con quegli occhi privi di speranza ci sono nati.

E poi c’è l’altro grande tema di questo libro, ovvero l’amicizia.

Nessuno va avanti da solo. Solo l’amicizia e un forte legame con le persone a cui vogliamo bene può aiutarci a superare i momenti difficili della vita.

Momenti difficili rappresentati ad esempio da una ormai manifesta stanchezza di Zerocalcare nei confronti di una vita di impegni davvero esagerati, tra pressioni (mediatiche e non), ansie da prestazione e incomprensioni con le masse; ma anche col dover affrontare un processo o, peggio ancora, il mancato riconoscimento da parte di tutti dei propri sforzi, come il sentirsi inadeguati per prendere certe scelte, capendo – magari troppo tardi – quanto questo comportamento possa danneggiare irrimediabilmente chi ci sta a fianco.

 

 

Solo l’amicizia sincera, valore elevatissimo tanto decantato appunto nei cartoni animati come Ken Il Guerriero o I Cavalieri Dello Zodiaco, può aiutarci in questo.

E di questo parla Macerie Prime Sei Mesi Dopo.

Un libro in cui le risate ci sono, ci mancherebbe altro, stiamo parlando di Zerocalcare, ma i momenti di dura riflessione sono molti di più, segnando forse un cambio di direzione per il fumettista di Rebibbia che influirà su tutto ciò che verrà dopo.

Oggi ci sta dicendo che siamo cresciuti e che dobbiamo accettarlo, cambiando se necessario, ma avendo bene presente che dovremmo farlo al meglio.

Zero, tramite il racconto in buona sostanza autobiografico e in parte romanzato ma sempre carico di molteplici chiavi di lettura, ci ha abituato a ricordare le cose belle della nostra infanzia, mostrandoci come queste in qualche modo fossero ancora presenti nella nostra vita, facendoci ridere di gusto ed emozionare.

Oggi ci sta dicendo che siamo cresciuti e che dobbiamo accettarlo, cambiando se necessario, ma avendo bene presente che dovremmo farlo al meglio. Altrimenti l’unica cosa che ci sarà rimasta di quegli anni sarà solamente Berlusconi.

Macerie Prime è un libro bellissimo, decisamente più severo ed impegnativo rispetto ai precedenti lavori di Zerocalcare.

Ho detto Macerie Prime, senza sottotitoli, perché anche se la trovata del lasciar passare sei mesi dal precedente capitolo risulta decisamente azzeccata (quantomeno a livello editoriale), la verità è che dopo aver chiuso la seconda parte ci si rende conto che in effetti è un libro solo, indivisibile.

 

 

Nei precedenti lavori gli amici di sempre erano comparse, personaggi comprimari che intervenivano e creavano le situazioni. In questi due libri sono protagonisti, tanto quanto Zerocalcare che si capisce aver affrontato egli stesso una crisi non facile.

E se la soluzione finale all’oscurità che avanza vi sembrerà anche fin troppo semplice, dovreste tenere a mente che

non sempre un problema complesso necessita di una soluzione complessa;  a volte richiede semplicemente il coraggio di andare avanti.

 

Se parliamo di amicizia, ormai Zerocalcare è nelle nostre vite da un bel po’; questo lo rende in qualche modo un nostro amico, uno di quelli che non vediamo sempre, ma verso il quale si finisce per provare un sincero affetto.

Complimenti Michele, tanto di cappello anche stavolta, auguro a tutti noi di potere leggere ancora tanti tuoi libri, credo che ce ne sia proprio bisogno o forse credo di non poterne fare a meno, dato abbiamo la stessa età, siamo cresciuti in maniera molto simile e quindi sento troppe affinità esplicite.

Se parliamo di amicizia, ormai Zerocalcare è nelle nostre vite da un bel po’; questo lo rende in qualche modo un nostro amico, uno di quelli che non vediamo sempre, ma verso il quale si finisce per provare un sincero affetto.

Come ho scritto sei mesi fa, Zerocalcare è ancora uno di noi. 

 

90
Zerocalcare: Macerie Prime Sei Mesi Dopo
Recensione di Giovanni Zaccaria
ME GUSTA
  • Zerocalcare si conferma uno degli autori più lucidi e consapevoli d'Italia
  • Macerie Prime Sei Mesi Dopo conferma un'ulteriore maturazione artistica di Zerocalcare
  • Si pensa di più, si ride un po' meno.
  • Si percepisce un cambiamento in Zerocalcare che potrebbe anticipare il mood degli eventuali prossimi lavori.
  • Ci sono come sempre molti riferimenti alla cultura pop, ma in questo libro risultano decisamente più sottili e focalizzati
FAIL
  • L'idea di dividere quest'opera in due parti è commercialmente molto valida, oltre che originale; ma a fine lettura ci si rende conto che il libro risulta indivisibile. È un po' come pubblicare primo e secondo tempo di un film in due momenti diversi
  • Si ride un po' meno, si pensa di più.