I Soliti Ignoti #LegaNerd

Anzitutto un minuto di vergogna per chi non avesse mai visto questo film.

Spero di non annoiare nessuno, visto che oggi non sono il primo a parlare di Monicelli e dei suoi film, voglio solo fare il mio personale omaggio con un post che avevo già in mente di fare da tempo. Mi sembrava solo il giorno giusto.

I soliti ignoti segna la nascita vera e propria del genere commedia all’italiana, in quanto il film si stacca dai canoni della vecchia commedia, legata al cabaret e all’avanspettacolo, per descrivere personaggi reali calati in situazioni reali. La trama è pressoché plausibile, e le situazioni comiche scaturiscono dalla spontanea interazione dei personaggi e dalle situazioni grottesche del quotidiano.
Il film si avvale della sceneggiatura di Age e Scarpelli e delle musiche composte da Piero Umiliani ed eseguite dal grande jazzista Chet Beker.
Il film spicca anche per il ricco cast e per aver utilizzato attori del calibro di Gassman e Mastroianni qui per la prima volta in un ruolo comico.
La trama gira intorno ad un gruppo di persone ai margini della società romana, poveri e sempre in cerca del colpo definitivo che li aiuti a sistemarsi. Attraverso espedienti grotteschi e ad un piano alquanto bislacco, la banda riesce a mettere a segno il colpo, ma…

L’importanza del film per la cinematografia italiana è enorme. Il film è curatissimo sotto tutti gli aspetti, dalla trama alla fotografia. La rappresentazione di Roma è molto vicina ai film di Pasolini: drammatica, degradata, la periferia dei casermoni popolata dal sottoproletariato estraneo al boom economico di quegli anni. Monicelli riesce a raccontare con leggerezza questa Roma di disperati sempre alla ricerca di un sistema per cambiare la propria vita, senza mai cadere nella banalità e mantenendo sempre la vis comica anche di fronte alla morte di uno dei personaggi, prima morte rappresentata nella commedia italiana.

I personaggi principali sono:

Peppe Baiocchi detto “Er pantera”: Interpretato da Vittorio Gassman, qui alla sua prima vera interpretazione comica, Peppe è un pugile fallito, belloccio e intraprendente, che puntualmente viene messo al tappeto. Si arrangia come può, e quando fil viene offerta l’occasione, non disdegna bazzicare il mondo della piccola criminalità. E’ balbuziente e tende a sottolineare i concetti espressi solitamente con la frase: “E’ sc… sc…sc… scientifico”.

Tiberio: interpretato da Marcello Mastroianni, è un fotografo molto povero, costretto a prendersi cura di un figlio neonato dopo che sua moglie è stata incarcerata. Nonostante cerchi di tenersi “pulito”, per fronteggiare le difficoltà sarà anch’egli costretto a cedere e collaborare con la banda per il colpo.

Michele Nicosia detto “Ferribotte”: interpretato da Tiberio Murgia, qui al suo primo ruolo. Murgia fu scoperto da un assistente di Monicelli mentre lavorava come lavapiatti in un ristorante di Roma, e il regista gli affidò subito il ruolo di Ferribotte. Sebbene l’attore fosse sardo, qui viene doppiato con un marcato accento siciliano. Il suo personaggio è un ladro con esperienza nel furto di tubi di piombo, immigrato, vive con una sorella bellissima, di cui è gelosissimo e che tiene rinchiusa in casa.

Carmelina Nicosia: è la sorella minore di Ferribotte. Interpretata da una giovanissima (nonché bellissima) Claudia Cardinale, qui al suo primo ruolo italiano. Il suo personaggio subisce la pesante gelosia del fratello, ma nonostante tutto, riuscirà ad innamorarsi di Mario e tra mille difficoltà, cercare di avere una relazione quasi normale.

Mario Angeletti: interpretato da Renato Salvatori, è un ragazzo che cerca di arrangiarsi come può. E’ cresciuto in un orfanotrofio ed è innamoratissimo di Carmela, la sorella di Ferribotte.

Capannelle: interpretato da Carlo Pisacane, a mio avviso è uno dei più bei personaggi del cinema italiano. Capannelle è anziano, poverissimo, malvestito e sempre affamato. Il suo unico scopo è trovare almeno un pezzo di pane, ma puntualmente non ci riesce o deve rinunciare dopo pochi morsi. Un personaggio apparentemente estremo, ma mai drammatico né macchiettistico, grazie anche a Pisacane, che era napoletano, ma viene qui doppiato con accento bolognese.

Dante Cruciani: interpretato da Totò, è uno scassinatore esperto agli arresti domiciliare. La banda si rivolgerà a lui affinché Cruciani insegni loro come “lavorarsi” la cassaforte del banco dei pegni. La presenza di Totò sancisce quasi il passaggio di consegne tra la vecchia comicità alla nuova commedia all’italiana.

A mio avviso, uno dei più bei film di sempre. Per me e la mia ragazza è oramai un rito vedersi ogni tanto questo stupendo film, citarne le battute, i dialoghi. E’ un film che nel suo piccolo è totale, riuscendo a rappresentare perfettamente un certo mondo, un microcosmo che, nonostante gli anni, è rimasto più o meno simile, e che si fa specchio di un macrocosmo italico che in realtà spesso è solo peggiorato. Un grande cast, sempre eccellente per tutta la durata del film, e una grande regia, attenta ai particolari e che riesce sempre a rendere l’idea di trovarci davanti a personaggi e situazioni plausibili.Tante sono le cose che ancora si potrebbero dire su questo film, rimando ai link. E alla sua visione (sicuramente l’ennesima per molti).

Dal film sono stati tratti due seguiti: L’audace colpo dei soliti ignoti, regia di Nanny Loy, e I soliti ignoti vent’anni dopo, per la regia di Todini. Molti film hanno poi preso spunto, e ci sono stati anche remake americani, come Welcome to Collinwood

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Grazie Mario, per tutte le volte che mi hai fatto e mi farai ridere amaro

Schroedingerscat

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