Siamo al giro di boa per la sesta stagione di Game of Thrones, una puntata di transizione che però rispolvera vecchie glorie ed introduce nuove ed interessanti tematiche. La puntata si chiama “Blood of my blood” ed il suo significato si può leggere chiaramente in ogni circostanza. Nei Sette Regni, dopotutto, è sempre una questione di sangue.

 

Spoiler Alert:
Se non avete ancora visto questo episodio, tornate quando l’avete visto. Se invece l’avete già visto e volete approfondire insieme a noi, questo è il posto giusto.

 

 

 

Il Re Folle e i viaggi nel tempo

La puntata si apre con una serie di visioni di Bran, ancora in fuga dagli Estranei, trascinato dalla povera Meera. Tra i velocissimi flash, oltre a un Ned Stark decapitato, l’Altofuoco e lo stesso piccolo Bran che cade dalla torre, ci appare poi come un fulmine a ciel sereno il celebre Re Folle che urla “Bruciateli tutti!”.

C’è chi già abbozza che il ruolo di Bran in Game of Thrones possa essere molto più grande di quello che immaginavamo. Come abbiamo già potuto vedere, nelle sue visioni riesce effettivamente ad interagire con le persone all’interno del sogno.

E se fosse stato il piccolo Stark a rendere pazzo di Re Folle Aeryes Targaryen? Se in qualche modo avesse lasciato percepire nuovamente la sua presenza, come avrebbe reagito il Re? La pericolosità delle visioni è ormai cosa nota, i paradossi temporali hanno di fatto incastrato Hodor in un loop che mirava dritto al suo destino.

 

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Soffermandoci ancora sul Re Folle, ci chiediamo a chi possa aver urlato quella frase. Seduto sul trono di spade ad Approdo del Re, furioso e folle come il nome che lo descrive, potrebbe in qualche modo suggerire lo spunto per un possibile futuro nefasto di Approdo? Il presente e il passato si mescolano, creando circostanze che potrebbero essere lette come premonizioni.

 

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Nello stesso segmento, in fuga dagli Estranei, rispolveriamo un personaggio perso nelle retrovie delle prime puntate di GOT.

Lo zio di Bran, Benjen Stark, disperso oltre la Barriera in cerca di stanare i non-morti, torna a noi rivelando il suo destino. A tutti gli effetti è morto, ma i Figli della Foresta sono riusciti ad arrestarne la trasformazione in uno zombie.

Benjen annuncia al giovane Bran che dopo la morte/non-morte del Corvo sarà lui a doversi sobbarcare le responsabilità di quel magico e terrificante ruolo; anche se, come abbiamo già potuto vedere nella quinta puntata, il giovane Stark non è assolutamente pronto. Quanti altri casini combinerà? A chi andremo a rompere le scatole prossimamente?

 

 

 

Buon sangue non mente

Il sangue tradisce il desiderio di seguire il Dio dai mille volti. La ragazza che non ha nome non lo ha nemmeno mai dimenticato. Arya, che poco prima aveva avvelenato il drink dell’attrice che interpreta Cersei, torna indietro a fermarla.

Perché lo fa? Arya ha una lista di futuri assassinati, in questa lista ci sono sempre state persone disgustose, che hanno compiuto gravi azioni, e per le quali, secondo lei, si sono meritati di finire nella sua lista nera. Ma l’attrice non è malvagia. La piccola Stark ha sofferto, ha stretto i denti, ha fatto di tutto per seguire gli insegnamenti del Dio dai mille volti. Ma non potrà mai essere ciò che non è.

 

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Arya è sinonimo di giustizia, di vendetta “giusta”, Arya è la guerriera che vendicherà la sua famiglia.

Questo è ciò che ci siamo sempre aspettati da lei, la ragazza giusta fa cadere il drink dalle mani dell’attrice e rivela a tutti chi è la mandante dell’omicidio.

La scoccata finale ce la dà la spada, Ago, che torna alla luce dopo che Arya l’aveva nascosta malgrado gli ordini del Dio. Sapevamo che prima o poi sarebbe tornata in suo aiuto, a ricordarle il suo vero nome, a rispolverare il suo passato e forse a farle capire che la sua guerra è una guerra di sangue, e si sta svolgendo altrove. Tuttavia il Dio dai mille volti e la sua orfana non sono d’accordo con questo cambio di rotta e sono già alle calcagna della ritrovata Stark.

 

 

Padri, figli e l’immensa vastità di delusioni

Blood of my blood sottolinea anche un paio di rapporti padre/figlio decisamente crudeli. Tra delusioni e metaforiche (almeno per ora) pugnalate alla schiena, seguiamo il resoconto di due scontri generazionali agli antipodi.

 

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Ricompaiono Sam e Gilly, in viaggio verso Collina del Corno, sede della Casa Tarly, dove il Night’s Watch sta portando la sua nuova famiglia, sotto la protezione di due bugie, ovvero che Gilly non è una bruta e che suo figlio è figlio di entrambi.

Ma poco ci vuole a far saltare il geniale piano, quando Gilly, per difendere l’onore di Sam, lascia intendere che le sue origini siano al di là della Barriera. Il padre di Sam, una personcina adorabile, grande amante dei bruti, lo insulta a dovere per una decina di minuti, per poi cacciarlo definitamente da Collina del Corno.

Sam lo fa, ma si porta dietro anche Gilly, il figlio, ma soprattutto una delle cose a cui il padre tiene di più: la spada in acciaio di Valyria, simbolo della Casata. Like a boss.

Da tutt’altra parte, ad Approdo del Re, altri due legami di sangue bisticciano amorevolmente. Ma andiamo per gradi. Dalle anticipazioni della sesta puntata sapevamo che sarebbe sicuramente successo qualcosa nello scontro interno per il potere tra i Tyrell/Lannister e Alto PasseroMargaery sembrava pronta per fare la sua camminata della vergogna, comprensiva di tette e campanaccio.

Ma qualcosa di inaspettato e interessante succede. Il Re Stolto, ovvero il giovane Tommen, si lascia definitivamente traviare dalla religione e lo fa nel modo più coreografico e idiota di sempre. Quando Jaime e le Forze dell’Altopiano si avvicinano alla folla per fermare la camminata della vergogna di Margaery, Alto Passero rivela a tutti che la donna non dovrà compiere l’insano gesto perché ha già contribuito abbondamente alla causa portando dalla loro una persona che farà vagamente comodo ai Passeri.

Ed ecco che dalle porte del Tempio di Baelor esce il Re Tommen, che avanza gagliardo verso l’alleanza che sconfigge, almeno per ora, gli intenti Tyrell/Lannister di vendicarsi dell’Alto Passero.

 

 

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Tommen instaura così la prima grande alleanza tra Fede e Trono, lasciando così che i Passeri raggiungano il valore istituzionale che probabilmente tanto agognavano. Questo, almeno per ora, pone fine alla battaglia di potere interno ad Approdo del Re.

Jaime viene letteralmente spogliato della sua carica di Lord Comandante della Guardia Reale, dopo che aveva rinunciato a tutto pur di mantenere quel ruolo. Lo lascia succedere opponendosi ma con poca grinta, probabilmente per un enorme senso di delusione che prova per il suo stesso figlio, che ha tradito la sua famiglia e ha lasciato campo libero ai distruttori del loro potere. Il sangue che tradisce e che delude, che spoglia padri e figli di ciò a cui tengono di più al mondo. Per Jaime, restare ad Approdo del Re, per Sam, proteggere la sua famiglia.

Cosa succederà ora allo Kingslayer? readImageVerrà mandato nella Terra dei Fiumi a conquistare Delta delle Acque, ed è qui che serie TV e libri finalmente si ricongiungono, dopo una sequela di giri infiniti, probabilmente gestiti per esigenze televisive.
Cersei invece dovrà affrontare il processo per singolar tenzone, ed è proprio lei che ci rivela di non esserne particolarmente preoccupata: lei ha Montagna. Una slinguazzata col fratello e tutti di nuovo in giro a far danni.

 

 

Tully, Frey e il festino verso i Fiumi

Collegandosi al destino di Jaime, la puntata rispolvera alcuni personaggi che avevamo perso durante la terza stagione, che ci rammentano il famigerato Red Wedding. Pesce Nero, l’uomo che Brienne sta cercando su ordine di Sansa, ha conquistato la città dei Tully. Ed infatti vediamo i Frey litigare tra di loro per la perdita del forte.

Quanto ci è mancato quel tesoro di Walder Frey?

 

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A questo punto, in quella zona, stanno convergendo una serie di personaggi che potrebbero scaturire un bell’arricchimento di trama.

Brienne reincontrerà Jaime? I due si guarderanno ancora con occhi timidi o periranno sotto il peso delle casate che proteggono? Ma soprattutto, cosa succederà una volta che i Tully, i Frey, i Lannister e Brienne si troveranno faccia a faccia? Walder, dal canto suo, sembra non perdere smalto, e per castigare coloro che stanno ancora ridendo di lui, userà Edmund Tully, che tiene prigioniero.

 

 

I tre mariti e la Furia

Daenerys non perde di certo tempo, ora che ha il completo appoggio e la fedeltà dei Dothraki, e che finalmente si è ricongiunta al suo drago, fa un breve discorso (forse solo un po’ sgonfio) in cui rivendica nuovamente le sue intenzioni primarie, riportandoci qualche stagione indietro e ricordandoci che sì, anche lei aspira al trono.

Ogni khal, spiega, sceglie tre cavalieri di sangue con cui andare in battaglia, ma lei non è un khal, lei è ben più di questo, perciò li nomina tutti blood of my blood e li sprona a seguirla verso la conquista del trono.

 

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Tre è anche il numero che, nella leggenda della Khaleesi, identifica i suoi mariti. Il primo è stato Drogo, i prossimi due sono ancora da scoprire.

La sua cavalla argentea avanza al trotto nell’erba alta, dirigendosi verso un limpido torrente, al cospetto di una prodigiosa volta stellata. Un cadavere in piedi sulla prora di una nave, occhi che brillano nel volto livido, un sorriso triste sulle labbra grigie. Un fiore azzurro nasce da una cavità in una muraglia di ghiaccio, l’aria è piena di fragranza…

La profezia racconta di labbra grigie e fiori azzurri in una muraglia di ghiaccio. Vi dice qualcosa? Grigio, ovvero grey in inglese, potrebbe suggerire che il secondo marito di Daenerys sarà Theon o Euron Greyjoy? Il grande muro di ghiaccio può ricordarci solo una cosa, la Barriera. Questo lascerebbe presagire che l’ultimo marito della Khaleesi potrebbe in effetti essere Jon Snow.

 

 

 

s06e07: The Broken Man

Il prossimo episodio di GOT si intitolerà The Broken Man, il plot suggerisce qualche oscura anticipazione:

The High Sparrow eyes another target. Jaime confronts a hero. Arya makes a plan. The North is reminded.

Ecco il promo trailer:

 

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