Una svolta genetica cambia la strategia contro la ruggine del grano
Sapevi che un'epidemia agricola a rischio globale riesce a rovinare interi raccolti e la vita dei suoi produttori? Lo studio pubblicato racconta una lotta biochimica e la speranza.

L’Etiopia è un produttore di grano, nel 2013 la sua varietà più resistente iniziò a collassare e a presentare un colore strano, come se avesse la ruggine. Era la reazione a un ceppo chiamato Ug99, i campi diventarono vulnerabili e morenti in poco tempo.
Nel 2016, la stessa epidemia colpì il grano della Sicilia, si iniziò a parlare di ruggine dello stelo del grano. Da noi, fece morire le coltivazioni più pregiate, utilizzate per produrre pane fresco, pasta, farina e altri prodotti da forno. Il ceppo era lo stesso dell’Etiopia, Ug99 ma con reazioni diverse, gli esperti iniziarono a parlare di una minaccia agricola globale. Oggi si è arrivati ad una prima identificazione del problema e a una prima strategia di contrasto.
Su Nature Communications è stato pubblicato uno studio che non parla soltanto di Ug99, accanto al ceppo che provoca la ruggine del grano si affianca anche un fungo. I due agenti patogeni responsabili delle epidemie agricole sono stati identificati con sequenziamento del DNA a lunga lettura. E anche sull’assemblaggio dei genomi a livello cromosomico.
Le mappe genetiche dei due patogeni della ruggine dello stelo del grano e la costruzione di una resistenza agricola capace di salvare miliardi di chicchi e ingenti perdite economiche globali
I due esami insieme hanno ricostruito il modo completo il patrimonio genetico dei due patogeni. Ug99 e il fungo non sono legati tra loro, geni e alterazioni genetiche sono diverse così come le loro evoluzioni. Può succedere però che un’epidemia in corso può favorirne un’altra perché rappresenta terreno fertile per altri agenti patogeni.
La ricerca genomica deve continuare ma questo non è detto che porti ad una medicina di contrasto. Più si conoscono i due agenti patogeni emeglio si possono selezionare le pianti migliori e più resistenti. L’esempio arriva dall’Australia che è riuscita a coltivare partendo dalle analisi di laboratorio una resistenza genetica alle ruggini dei cereali. Non si perdono così oltre un miliardo di dollari di coltivazione persa. Tecnologie e strategie agricole dimostrano l’importanza della cooperazione scientifica internazionale contro epidemie globali.
Ecco alcune affermazioni dei ricercatori: “Le piante non hanno un sistema immunitario come gli esseri umani, ma il principio è molto simile. Proprio come i vaccini aiutano il nostro organismo a riconoscere le malattie, i geni di resistenza permettono alle piante di riconoscere precocemente un agente patogeno e di reagire“.