Genie 3, l’AI di Google che ti permette di generare il tuo mondo virtuale con un click
Google apre Genie 3 agli utenti con Project Genie: mondi virtuali generati dall’AI, esplorabili in tempo reale. Un’anteprima concreta dei world model di DeepMind.

La frontiera dei mondi virtuali generati dall’intelligenza artificiale compie un passo avanti concreto. Dopo il debutto estivo di Google DeepMind con Genie 3, il modello viene ora messo alla prova anche fuori dai laboratori dell’azienda grazie a Project Genie. Non si tratta più soltanto di una tecnologia pensata per addestrare agenti artificiali, ma di un’esperienza esplorabile direttamente dagli utenti, seppur con limiti ben definiti.
Mondi virtuali con un click
L’accesso, almeno in questa fase iniziale, resta selettivo. Project Genie è riservato agli abbonati al piano AI Ultra di Google Gemini, dal costo di circa 250 dollari al mese, ed è disponibile solo negli Stati Uniti per utenti maggiorenni. Una scelta che conferma il carattere sperimentale dell’iniziativa, più vicina a una vetrina tecnologica che a un prodotto di massa.
Il cuore dell’esperienza è Genie 3, definito da DeepMind come un “world model”: un sistema in grado di generare ambienti ultra-realistici e immersivi e reagire in tempo reale ai movimenti dell’utente all’interno di uno spazio simulato. Con Project Genie, questa capacità prende forma attraverso tre modalità di interazione che ruotano attorno alla creazione, all’esplorazione e alla reinterpretazione dei mondi generati. Nella fase iniziale, un altro modello di Google, Nano Banana Pro, produce un’anteprima visiva dell’ambiente a partire dalle descrizioni fornite dall’utente. È qui che si possono definire personaggi, prospettiva della camera (dalla visuale in prima persona a quella isometrica) e stile dell’esplorazione, con la possibilità di modificare il risultato prima di entrare nel mondo vero e proprio.
Per ora ci sono molti limiti
È importante chiarire cosa Project Genie non è. Non siamo di fronte a un motore di gioco tradizionale. Sebbene gli ambienti possano ricordare quelli videoludici e il modello sia capace di simulare interazioni fisiche di base, mancano meccaniche strutturate, obiettivi o sistemi di progressione. Le sessioni sono inoltre limitate a 60 secondi, con una resa tecnica fissata a 24 fotogrammi al secondo e una risoluzione massima di 1280×720 pixel. Vincoli che sottolineano come l’obiettivo non sia l’intrattenimento, ma la dimostrazione delle capacità emergenti dell’AI generativa.
Nonostante questi limiti, Project Genie offre uno sguardo privilegiato su ciò a cui DeepMind lavora da anni: modelli capaci di comprendere e simulare il mondo, anche se in forma semplificata. Certo, la mente si sposta immediatamente sui videogiochi, ma è solo la punta dell’iceberg: l’obiettivo per il futuro remoto è arrivare ad AI in grado di simulare alla perfezione – o quasi – il mondo, con risvolti importantissimi per robotica, guida autonoma e ricerca scientifica.