Un tesoro da oltre 80 miliardi di dollari? Le nuove scoperte d’oro in Cina
Chi ha il coraggio di cercare pepite e giacimenti auriferi in zone sismiche e vulcaniche? Scopriamo di più.

Un nuovo studio è stato pubblicato su China Mining Magazine. Sono stati scoperti due nuovi giacimenti d’oro supergiganti. Secondo le prime stime, contengono più di duemila tonnellate di oro dal valore complessivo di 80 miliardi di dollari. I due siti si trovano a Hunan (giacimento di Wangu) e Liaoning (giacimento di Dadonggou). Ci sono delle indagini in corso e, dalle prime opinioni, sembrerebbero le più grandi riserve auree della Cina. Ecco le parole di un cercatore d’oro pagato proprio dallo Stato cinese: “Molti carotaggi rocciosi hanno mostrato oro visibile”. Parla del giacimento di Wangu, le cui ricerche hanno portato alla scoperta dei primi carotaggi di oro nel 2024.
Il giacimento di Wangu fu segnalato dall’agenzia Xinhua: 300 tonnellate di riserve certe che raggiungono i 2.000 metri di profondità. Questi i dati delle prime valutazioni; si sono aggiunti altri numeri, 1.000 tonnellate fino a 3.000 metri di profondità. Scoprire giacimenti auriferi rappresenta anche un’importante scoperta geologica. Pubblicazioni scientifiche ufficiali ancora non ci sono, la raccolta dei carotaggi sta continuando.
Sul giacimento di Dadonggou ricerche d’oro dal 1980, più si scava e più si trova nuovo metallo. Era una teoria ma adesso è quasi certezza
Anche il giacimento di Dadonggou dà due felicità: la prima per la quantità di oro calcolata, la seconda dal punto di vista scientifico. I carotaggi si stanno ancora raccogliendo, finora si stima un complessivo di 1.500 tonnellate di oro. Su Dadonggou le ricerche aurifere erano già in corso, ma negli anni Ottanta l’area si considerava poco redditizia.
Il nome dei ricercatori cinesi impegnati nella ricerca dell’oro in questa zona è “Quarta Brigata”. Il giacimento interessa perché ha presenza di oro negli strati profondi del terreno. Nel 2021 uno studio canadese aveva ipotizzato la presenza di oro in profondità, affermando che è una situazione più comune di quanto si pensi. Nel 2024, anche i ricercatori svedesi hanno aggiunto nuove teorie sulla ricerca dell’oro profondo.
Sull’oro ci sono informazioni scientifiche importantissime: non è un materiale prezioso solo per oggetti di lusso. Il metallo è utilizzato nella nanotecnologia, nella medicina, nell’elettronica avanzata e anche nella ricerca scientifica. Negli ultimi anni si è lavorato sulla produzione di oro bidimensionale, il goldene. Come si formano le nuove pepite? Il percorso porta al ruolo dei terremoti, quindi le aree sismiche o vulcaniche sono da esplorare in profondità.