Hugh Jackman poteva essere James Bond… e non si sente per niente come Wolverine

2 mesi fa

Ad oggi, Hugh Jackman è uno degli attori più amati di Hollywood: “insostituibile” Wolverine (tanto che tornerà, a dispetto della teorica ‘ultima volta’ avvenuta in Logan, all’interno del terzo Deadpool) l’abbiamo visto anche in altri ruoli d’azione, ma anche in musical (che sono alla base della sua carriera) e film drammatici, come The Son, presentato a Venezia e in arrivo nelle sale a fine gennaio. In questi giorni, tuttavia, si stanno tenendo a New York e Los Angeles delle proiezioni di anteprima della pellicola, e per l’occasione l’attore australiano si è aperto su alcuni dettagli interessanti della sua carriera.

Jackman afferma, in sostanza, di avere molto in comune con le fragilità e i rimpianti del protagonista del film, e di essere caratterialmente molto diverso dal mutante artigliato.

Passa cinque minuti con me e vedrai che non potrebbe essere più lontano da me.

Insomma, come capita spesso, l’attore noto per un ruolo e/o un genere, nella vita privata, è tutt’altro e, a volte, non vorrebbe essere ingabbiato nell’immagine che il pubblico potrebbe farsi di lui a giudicare solo dalle parti che recita. Per questo, avrebbe addirittura rifiutato un ruolo iconico e ambitissimo come quello di James Bond.

Non voglio fare sempre le stesse cose. Sai, il ruolo dell’eroe d’azione. Era l’archetipo base di tanti film. Tanti tipi di tizi eroici nelle situazioni più toste. Mi dicevo “Eh… no. Questo sarebbe un problema”. [Quando l’offerta per impersonare James Bond è arrivata, ndr] gli ho dato un’occhiata, e ho pensato che “Se faccio questo è Wolverine, non avrò più tempo di fare nient’altro”. Chiaramente trovo più interessante recitare personaggi che colorano al di fuori dei bordi prestabiliti.

E in effetti, così abbiamo potuto vedere Jackman anche in produzioni decisamente diverse, come Australia, The Fountain, Les Misérables, Prisoners, The Front Runner – Il vizio del potere, Bad Education e lo stesso The Son.

Nel cast della pellicola di Florian Zeller, terzo capitolo di una ideale trilogia, anche Laura Dern, Vanessa Kirby, Zen McGrath, Hugh Quarshie e Anthony Hopkins.
Sinossi:
Due anni dopo il divorzio dei genitori, il diciassettenne Nicholas non può più vivere con sua madre. Il male di vivere che sente è diventato una presenza costante e il suo unico rifugio sono i ricordi dei momenti felici di quando era bambino. Il ragazzo decide di trasferirsi dal padre Peter, che ha appena avuto un figlio dalla sua nuova compagna. Peter prova a occuparsi di Nicholas pensando a come avrebbe voluto che suo padre si prendesse cura di lui ma nel frattempo cerca di destreggiarsi tra la sua nuova famiglia e la prospettiva di un’allettante carriera politica a Washington. Tuttavia, mentre cerca di rimediare agli errori del passato, perde di vista il presente di Nicholas.
The Son è un racconto destinato a risuonare profondamente in chiunque abbia dovuto lottare per la propria famiglia. Qual è il confine tra ciò che è meglio per noi e le responsabilità che abbiamo verso gli altri e verso i nostri figli?

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