Brownsville e Boca Chica, dopo SpaceX

2 mesi fa

9 minuti

Boca Chica è una minuscolo villaggio nella parte più meridionale del Texas, ad appena 40km c’è il confine con il Messico. Ad una distanza analoga si trova Brownsville, che è anche la città più grande nell’arco di diversi chilometri. Ricade sotto l’amministrazione di Cameron County ed è circondata dalla spiaggia e da un parco nazionale.

Dal 2019 questo piccolo villaggio texano ha assunto fama internazionale, dopo che SpaceX lo ha scelto come sito di lancio per i suoi razzi. All’epoca Elon Musk, giunto sul luogo per presentare la sua azienda ai residenti di Brownsville, era stato accolto come una rockstar.

Avrebbe portato una ventata di freschezza ed entusiasmo in un’area scarsamente popolata e non particolarmente nota per una vita frenetica o emozionante, né tantomeno per un grande interesse da parte delle aziende che contano.

All’epoca molti residenti non avevano idea di quanto SpaceX avrebbe cambiato radicalmente la loro vita. E non solo.

La trasformazione dell’area che va da Brownsville a Boca Chica è stata recentemente raccontata dalla giornalista Anna Kramer, che ha pubblicato il suo reportage sul magazine online Protocol.

SpaceX South Texas launch site

Inizialmente Boca Chica doveva fare da base per i lanci dei razzi Falcon 9, quelli che oggi vengono utilizzati da SpaceX per mandare in orbita i satelliti di Starlink, tra le altre cose.

Poi nel 2018 l’azienda decide di cambiare radicalmente strategia. La base texana sarebbe diventata l’hub di riferimento per la progettazione di Starship e dei lanciatori Super Heavy.

 

 

Il cambio di rotta non è stato discusso granché con le amministrazioni locali, che in materia hanno quasi nessun potere.

Dipende tutto dalla Federal Aviation Administration, l’ente che disciplina tutto ciò che riguarda l’aviazione civile negli Stati Uniti e che autorizza anche ogni lancio commerciale nello Spazio. Nessun ente di Cameron County ha voce in capitolo su come, quando e quante volte SpaceX può testare i suoi razzi.

A novembre del 2016 sapevamo che SpaceX voleva usare l’area per lanciare i razzi Falcon, una volta al mese, per i suoi satelliti e questo è tutto.

Poi, tra il 2017 e il 2019, Elon ha cambiato idea. Al posto dei Falcon 9 avrebbe iniziato a sviluppare il progetto Starship.

Non ne avevamo idea.

ha spiegato Eddie Treviño Jr, un importante giudice locale intervistato da Protocol. Improvvisamente le esigenze di SpaceX erano cambiate radicalmente.

Progettare da zero i razzi che porteranno l’uomo su Marte implica la necessità di dover assumere migliaia di ingegneri dalle scuole migliori del paese. “Ingegneri che vorranno avere il tipo di case che avevano in Florida e California, ma anche ottime scuole per i loro figli. Le ambizioni spaziali di questo tipo portano sempre con loro una grande trasformazione per l’area dove sono radicate, come era già successo a Cape Canaveral e Houston”, scrive Anna Kramer.

Starbase, la città di SpaceX

Deve stupire fino ad un certo punto, allora, l’intenzione di Elon Musk di voler costruire una vera e propria città nei pressi della base di Boca Chica.

L’annuncio – come spesso succede con Musk – è stato fatto su Twitter, con un post lapidario. All’epoca Treviño aveva spiegato di non avere obiezioni precostituite, ma che avrebbe esaminato con attenzione ogni eventuale proposta presentata nel suo ufficio. Anche in questo caso, Elon Musk aveva dato l’annuncio ancora prima di parlare con gli enti locali.

Starbase, nei piani di Musk, andrebbe ad inglobare il villaggio di Boca Chica, così come l’omonima spiaggia. Tornando sulla questione con Protocol, il giudice Treviño non ha nascosto un certo scetticismo.

È sua opinione che gli sforzi per costruire una vera e propria città autonoma si dimostreranno troppo onerosi per essere fattibili.

Non hanno preparato la logistica. Il problema principale è che mancano completamente le infrastrutture.

Acqua e elettricità. Boca Chica si trova in un’area isolata e di difficile accesso. Sicuramente sarebbe una sfida difficile. Ma del resto, si tratterebbe pur sempre di una sfida molto più semplice rispetto a quella di portare l’uomo su Marte.

Qualche malumore

Sebbene per le amministrazioni locali la base di SpaceX sia una grande opportunità, non tutti sono entusiasti della presenza dell’azienda di Elon Musk. Lo scorso marzo il prototipo SN10 è esploso violentemente subito dopo essere riatterrato. L’esplosione si è sentita per tutta la contea.

I residenti non sono nuovi a suoni di questo tipo, ma quella volta il boato è stato più violento del solito.

La spiaggia di Boca Chica, nei giorni successivi, è stata invasa dagli appassionati accorsi in zona in occasione del lancio. Cercavano dei cimeli da portarsi a casa. Dopo l’esplosione, la strada che collega la spiaggia con il resto dell’area è rimasta chiusa per un giorno intero.

Secondo alcuni ricercatori locali, come Stephanie Bilodeau, incidenti di questo tipo rischiano di mettere a dura prova l’ecosistema locale. La Bilodeau ha raccontato a Protocol che solamente poche settimane prima del lancio aveva osservato alcuni uccelli della famiglia dei Caradriidi fare il nido.

Non è l’unica a preoccuparsi della fauna locale.

Anche se la base fosse distante diverse miglia dalla spiaggia, si troverebbe comunque nel bel mezzo di una riserva naturale, chi è il folle che ha pensato che fosse una buona idea?

ha raccontato a Protocol un’altra residente.

Nonostante SpaceX abbia prontamente bonificato l’area rimuovendo la maggior parte dei detriti, per diverse settimane – raccontano alcuni residenti – era ancora possibile incontrare grossi pezzi di metallo fuso sepolti sotto diversi strati di sabbia.

SpaceX si era offerta di acquistare tutte le case dei pochi residenti di Boca Chica. ma alcuni di loro hanno rifiutato l’offerta.

Prima di iniziare i lavori della sua base, SpaceX si era offerta di acquistare le case dei pochi residenti di Boca Chica ad un prezzo estremamente generoso. Molti hanno rifiutato l’offerta, forse ignorando i disagi che vivere nei pressi di un sito di lancio avrebbe potuto provocare. A maggio del 2021, scriveva il WSJ, c’erano ancora almeno sette proprietari che si sono rifiutati di vendere, sia per ragioni di principio, sia perché hanno giudicato l’offerta d’acquisto insoddisfacente.

Oggi la maggior parte delle villette in stile ranch del villaggio sono occupate dai lavoratori di SpaceX.

Ma i timori per l’ambiente e la fauna non sono gli unici fastidi creati. Spesso SpaceX chiude senza preavviso l’accesso alla spiaggia, mandando su tutte le furie i residenti di Brownsville.

i residenti considerano la spiaggia come una specie di diritto di nascita, fa parte di essere di Brownsville.

scrive Anna Kramer.

Una nonprofit locale, Save RGV, ha stimato che solamente nel 2021 la spiaggia è rimasta chiusa e preclusa ai residenti locali per oltre 380 ore. Secondo l’organizzazione, SpaceX ha le autorizzazioni per chiudere la strada per un massimo di 300 ore, tetto che avrebbe sforato diversi mesi fa.

È solo l’inizio

Ma per SpaceX è solo l’inizio. L’azienda vuole espandere ulteriormente la sua presenza nell’area.

Attualmente esiste un piano per costruire una nuova centrale solare, oltre ad un parcheggio più ampio, un impianto di dissalazione dell’acqua e ad un impianto di trattamento dei gas naturali.

A questo si aggiunge l’obiettivo – ancora incerto – di costruire Starbase, una vera e propria città per soddisfare i bisogni della forza lavoro di SpaceX.

Oggi i prototipi del lanciatore Super Heavy usano tre soli propulsori Raptor, ma la versione finale potrebbe usarne più di 30.

Con un inquinamento acustico quindi molto più importante.

Nel 2020 la FAA ha annunciato di voler rivedere l’impatto ambientale delle operazioni di SpaceX in Texas, ma da allora l’ente non ha più aggiornato il pubblico.

Ma il matrimonio con SpaceX non è solo causa di malumori. Soprattutto i residenti più giovani guardano con estremo favore all’arrivo dell’azienda di Elon Musk.

Non so come saranno le cose tra un anno, cambia tutto così rapidamente, è molto emozionante

ha raccontato a Protocol una studentessa del posto.

Musk ha anche iniziato a farsi ben volere annunciando l’intenzione di investire sulla comunità locale, andando soprattutto a potenziare i servizi pubblici e l’istruzione.

Lo scorso aprile l’imprenditore ha annunciato una donazione da 10 milioni a Brownsville, più altri 20 milioni a sostegno delle scuole pubbliche dell’intera contea.

Un altro residente anziano ha raccontato a Protocol di essersi trasferito nuovamente nell’area dopo essere rimasto assente per diversi decenni. “La città non è cambiata di una virgola, spero che usino bene i nuovi finanziamenti”, ha detto.

Se SpaceX ha già messo sul piede di guerra parte dei residenti, il resto della città guarda con estremo ottimismo all’idea di essere diventati parte di una “città spaziale”.

Trey Mendez, il sindaco di Brownsville, sta lavorando con altre aziende del settore spaziale con l’obiettivo di portarle nell’area, che presto potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice hub per SpaceX. Il sindaco è anche riuscito a persuadere Space Channel ad aprire uno studio televisivo a Brownsville.

BRO – Brownsville International Airport

La città ha anche un nuovo aeroporto, ad oggi ancora in parte inattivo, in attesa dell’afflusso di turisti e lavoratori. L’aeroporto, su donazione di SpaceX, esporrà un’ala di un prototipo dello Starship davanti all’ingresso principale. Le scuole locali sono benvolute e i ragazzi hanno la possibilità di visitare la base e svolgere alcuni workshop con i tecnici dell’azienda.

Boca Chica To Mars – Brownsville Museum of Fine Art

Lo scorso anno alcuni residenti sono stati coinvolti in una mostra fotografica al Brownsville Museum of Fine Art.

Mezza città è andata a vedere le foto scattate dagli artisti e dai fotografi locali.

Gli scatti mostravano l’evoluzione della città da quando SpaceX ha iniziato i suoi lavori.

Boca Chica to Mars

Sulla facciata dell’edificio della mostra ha fatto la sua comparsa un enorme murales con la faccia di Elon Musk e una scritta: “Boca Chica to Mars“.

 

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