Si vociferava da tempo che Alfred Molina sarebbe tornato ad interpretare il ruolo del villain Otto Octavius ​​in Spider-Man 3: No Way Home, ma ancora non vi era stata nessuna conferma. Adesso lo stesso attore lo ha dichiarato a Variety, insieme a qualche anticipazione relativa alle dinamiche del terzo film targato Marvel Cinematic Universe.

Nel corso dell’intervista, Alfred Molina ha detto:

Quando stavamo girando, avevamo l’ordine di non dire niente a nessuno, perché doveva essere un grande grande segreto. Ma, sai, la notizia è ovunque su Internet. In realtà, io stesso mi sono descritto come il segreto tenuto peggio di Hollywood!

L’attore, oltre a confermare la sua presenza nel cast di Spider-Man: No Way Home, ha raccontato la sua esperienza nel fare il film:

È stato meraviglioso. È stato molto interessante tornare indietro, dopo 17 anni, per interpretare nuovamente il ruolo.

Quando Alfred Molina ha chiesto a Jon Watts, il regista di Spider-Man 3: No Way Home, in che modo il suo personaggio sarebbe stato riportato in vita, quest’ultimo ha detto: “In questo universo non si muore davvero.

Ricordiamo che in Spider-Man 2, diretto da Sam Raimi nel 2004, l’attore ha interpretato lo scienziato Otto Octavius, che avrebbe dovuto essere una sorta di mentore di Peter Parker (Tobey Maguire), ma – a causa di un incidente di laboratorio – si trasforma nel Doctor Octopus, così chiamato per le quattro braccia meccaniche sulla sua schiena.

L’ossessione dello scienziato di voler perfezionare il suo reattore a fusione sperimentale lo porta a scontrarsi Peter/Spider-Man e Mary Jane (Kirsten Dunst), mettendo in pericolo tutta la città di New York. Nella scena culminante del film, Peter fa appello al lato buono di Otto, il quale decide di rimediare al suo errore: distrugge il suo stesso macchinario facendolo cadere nel fiume Hudson, le cui acque raffreddano il nucleo e lo disattivano. Nel compiere il gesto, però, lo scienziato viene trascinato sul fondo del fiume e muore annegato.

Nelle prime conversazioni tra Molina e Watts, il regista gli avrebbe detto che la storia del suo personaggio riprenderà proprio dal momento in cui è annegato nel fiume, portando con sé il reattore.

 

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