Robotech: robot trasformabili tra alieni, guerra, amore e musica

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3 mesi fa

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recensione di robotech

Approfondimento di Robotech, saga mecha nata dall’unione di tre distinte serie anime non correlate tra loro ad opera di Carl Macek e della Harmony Gold. Un’avventura che unisce alieni, tecnologie perdute, amore e musica.

Un’astronave aliena che compare nell’orbita terrestre e una civiltà aliena pronta a conquistare la Terra. Questa la trama di molti anime di genere mecha che hanno visto la Terra e i suoi abitanti fronteggiare l’invasione. Una trama ben nota a chi ha vissuto la propria infanzia negli anni ’80 e ’90 con titoli come Daltanious, God Mars, Vultus 5, General Daimos e molti altri. Tra questi impossibile non citare Robotech, serie che deve la sua fama in particolare alla versione americana ad opera di Carl Macek e della Harmony Gold.

85 episodi divisi in tre serie in cui assistiamo alla lotta tra le forze terrestri – dotate di formidabili robot trasformabili – e temibili invasori alieni. Una serie nata dall’unione di tre anime in alcun modo correlate tra loro ma che è divenuta una delle più amate. Nell’approfondimento di Robotech ripercorreremo la storia del pilota Rick Hunter, dell’esuberante Dana Sterling e del pragmatico sottotenente Scott Bernard, ovvero i tre protagonisti della saga.

Robotech è un anime mecha composto da 85 episodi diviso in tre serie che deve la sua fama in particolare alla versione americana ad opera di Carl Macek e della Harmony Gold.

 

 

Mamma gli alieni!

Nel 1999 una gigantesca astronave aliena di schianta sull’isola di Macross. A seguito dell’evento i governi mondiali capendo di non essere soli cessano le ostilità e si uniscono in un governo mondiale con lo scopo di fronteggiare una probabile ed imminente invasione aliena. Sfruttando l’astronave e la sua tecnologia viene creata una flotta di caccia capace di trasformarsi in giganteschi robot.

Nel 1999 una gigantesca astronave aliena si schianta sull’isola di Macross

10 anni dopo lo schianto, nel giorno della sua inaugurazione, la neo ribattezzata SDF-1 (Super Dimensional Fortress 1 Macross) inaspettatamente si attiva e risponde con una cannonata alla presenza nell’orbita terrestre della flotta degli Zentradi, alieni umanoidi giganteschi dediti alla guerra. Inizia così per l’equipaggio dell’SDF-1 guidato dal comandante Henry J. Gloval una cruenta guerra.

 

recensione di robotech

 

Dopo 15 ani di pace, la serenità è interrotta dall’arrivo dei Signori di Robotech

Terminata la guerra con gli Zentradi la Terra conosce un periodo di pace grazie al quale si sta lentamente riprendendo dal devastante conflitto. La serenità però viene interrotta dopo soli 15 anni dall’arrivo della flotta dei Signori di Robotech. Scopo dei nuovi invasori alieni è entrare in possesso dell’ultima matrice di fluido primario – liquido essenziale per alimentare i motori – e recuperare i segreti della protocultura ideata da Zhor Primo.

Spetterà alla determinata ed esuberante Dana Sterling, figlia dei leggendari piloti Max e Myria, alla guida della sua unità di fanteria delle Forze di Difesa della Terra respingere la nuova invasione aliena.

 

recensione di robotech

 

Si sa, non c’è due senza tre e dopo Zentradi e Signori di Robotech la nuova minaccia aliena è rappresentata dagli Invid, richiamati sulla Terra dallo sbocciare del fiore della vita. Gli alieni riesco a conquistare e colonizzare il pianeta e L’ammiraglio Hunter, partito anni prima alla ricerca di Tirol, il pianeta dei Signori di Robotech, invia sulla Terra un contingente per la riconquista.

Questi però vengono sconfitti dagli Invid ancor prima di raggiungere il pianeta. Unico sopravvissuto è il sottotenente Scott Bernard, il quale alla guida del suo caccia Varitech e di uno sgangherato ma risoluto gruppo di ribelli darà filo da torcere agli invasori alieni. Il loro scopo è raggiungere e distruggere il punto Punto di Riflessione, base degli Invid.

 

 

3 in 1

Come accennavamo ad inizio articolo Robotech deve la sua fama a livello internazionale a Carl Macek e alla Harmony Gold, i quali unirono tra loro tre serie anime in alcun modo correlate tra loro. La nascita della serie come abbiamo imparato a conoscerla ed amarla la si deve al fatto che la casa di produzione americana era interessata a produrre una versione di Macross – titolo originale dell’opera – per il mercato anglosassone. La serie originale però era composta da soli 36 episodi e quindi ritenuta troppo breve, così incaricò Macek di arrivare a 65 puntate, lunghezza minima richiesta dalle reti americane.

Robotech è l’unione di tre serie anime in alcun modo correlate tra loro

Macek trovò la soluzione nell’unire a Macross altre due serie mecha con il design simile, dando così vita ad una storia di 85 puntate divisa in tre parti. L’unione di Macross (Chōjikū Yōsai Macross), Super Dimension Cavalry Southern Cross (titolo originale Chōjikū kidan Southern Cross) e Genesis Climber Mospeada (titolo originale Kiko soseiki Mospeada) con tagli, rimontaggi e riscritture di dialoghi ad hoc diede vita alla saga di Robotech con la quale siamo cresciuti.

Il tutto ovviamente americanizzandola, a partire dal cambio dei nomi dei protagonisti. Così facendo la serie che più ha risentito dell’operazione di taglia e cuci è Southern Cross, essendo quella che funge da ponte.

 

 

Il nome fu scelto per una pura e semplice questione di marcheting

Riguardo al nome, il titolo Robotech venne scelto per una pura e semplice questione di marketing. All’epoca infatti prima dell’arrivo della versione di Macek in tv dell’anime sul mercato erano già presenti modelli raffiguranti i mecha presenti in Macross. I diritti erano stati acquistati dalla Revell che aveva lanciato la linea chiamata Robotech Defenders, di cui la DC comics pubblicò nel 1984 una miniserie a fumetti.

Inoltre non solo la FASA Corporation aveva incluso nel 1984 nel suo gioco da tavola BattleDroids (rinominato poi BattleTech) i mecha presenti in Macross senza averne diritto – tanto che a seguito di un accordo escluse i veicoli nelle successive versioni del gioco – ma il modello VF-1S Super Valkyrie con armature venne impiegato anche per Jetfire, personaggio dei Transformers. Per evitare controversie legali e di fare pubblicità ad un’azienda concorrente la Hasbro modificò design e nome del personaggio nel cartone animato rinominandolo Skyfire (Aquila nella versione italiana). Una scelta quindi volta a non confondere i consumatori e quindi a salvaguardare le vendite dei giocattoli.

 

 

Invasioni aliene, tecnologie perdute e musica

Per quanto le tre serie che compongono Robotech sia state unite a forza e quindi snaturate, queste presentano elementi comuni per quanto riguarda le tematiche presenti. La più lampante è ovviamente la guerra tra l’uomo e l’invasore alieno. In tutte le serie l’umanità è costretta a confrontarsi e lottare contro popoli provenienti dallo spazio profondo e tecnologicamente più avanzati. Che siano Zentradi, Signori di Robotech od Invid l’uomo è costretto a rendersi conto di non essere preparato ad una situazione del genere ed è solo grazie al coraggio, la determinazione e l’astuzia che riuscirà a vincere.

La tecnologia la fa da padrone.

Una storia in cui la tecnologia la fa ovviamente da padrone, in particolare quella ormai perduta. Sia l’SDF-1 che la protocultura ideata da Zhor Primo rappresentano per Zentradi e Signori di Robetech una conoscenza antica e ormai perduta e della quale dover rientrare in possesso per poter capire appieno la propria storia e il proprio futuro. Elemento mancante della loro cultura imprenscindibile per la loro sopravvivenza. Se nella prima serie per l’uomo la tecnologia aliena è qualcosa di nuovo, già a partire dalla seconda serie questa diventa qualcosa di familiare, con cui è ormai a suo agio. Impossibile non pensare al concetto di futuro usato introdotto da George Lucas con Guerre Stellari. Con il passare del tempo tutto diventa in qualche modo brutto, sporco e cattivo.

 

 

L’amore e la musica sono tra i temi portanti di Robotech

Tra le colonne portanti di Robotech vi sono l’amore e la musica. La grande A ha una grande rilevanza all’interno dell’intera opera, essendo elemento imprenscindibile per l’uomo. Triangoli amorosi, gelosia, sofferenza per un cuore infranto sono centrali nella trama, poiché non solo ci vengono mostrate lo svolgersi delle giornate dei protagonisti ma perché mette in mostra la differenza tra i passionali esseri umani e i freddi alieni. Che siano Zentradi, Signori di Robotech o Invid questi non capiscono tale sentimento e ne hanno paura. Emblematica è lascerà in cui Rick Hunter e Lisa Hayes sono prigionieri dei giganteschi alieni e riesco a fuggire proprio grazie ad un bacio.

Si parte da un concetto molto basilare, semplice e didascalico ovvero che l’amore è l’arma più potente e Robotech ce lo ricorda in più occasioni. Un sentimento tanto potente da far paura a razze mastodontiche o tecnologicamente più avanzate. Un “nemico” invisibile capace di cambiare le sorti di una guerra con un semplice gesto.

 

 

La musica è un concetto sconosciuto agli alieni e per questo tanto affascinante quanto spaventoso. Vera e propria arma.

Discorso analogo per la musica, concetto sconosciuto agli alieni e per questo tanto affascinante quanto spaventoso. Oltre alla presenza di personaggi musicisti (in Southern Cross un’aliena si chiama addirittura Musica) la musica contribuisce a rappresentare al meglio lo stato d’animo dei protagonisti e viene usata come arma non convenzionale. Non solo viene usata come distrazione per portare a termine missioni indispensabili per la continuazione della lotta – vedi il concerto di Lancer/Yellow Dancer – ma anche come e propria vera arma per disorientare gli avversari. Emblematica da questo punto di vista è la battaglia finale della prima serie dove la canzone We Will Win cantata da Lynn Minmay viene usata per turbare gli Zentradi, oltre che a fare da colonna sonora allo scontro.

Proprio la colonna sonora ha un ruolo rilevante in Robotech. Composta da Ulpio Minucci (almeno in gran parte) e da Arlon Ober, le musiche presenti nella serie sono diventate iconiche. 46 tracce tra brani strumentali e canzoni che riescono a dare enfasi alle scene e ai combattimenti, creando spesso antitesi piene di pathos. Canzoni presenti soprattutto nella prima e terza serie e che hanno visto Lynn Minmay essere la prima idol animata in assoluto (L’incantevole Creamy sarebbe arrivata un anno dopo), tanto che la sua doppiatrice giapponese Mari Iijima divenne popolare proprio grazie al personaggio, tanto da essere chiamata per doppiarla anche nella versione inglese dell’anime.

Ruolo rilevante ha la colonna sonora composta da Ulpio Minucci e Arlon Ober, 46 tracce tra brani strumentali e canzoni che hanno segnato più di una generazione

Sei i brani del personaggio che ancora oggi sono molto amati dagli estimatori della serie. My Time to Be a StarThe Man in My LifeTo Be in LoveIt’s YouThe Right MoveWe Will Win sono canzoni che hanno segnato più di una generazione. Stesso discorso per l’altro cantante di Robotech, ovvero Yellow Dancer, che con i suoi brani – Look Up! The Sky Is Falling, It Don’t Get Any Better, Lonely Soldier Boy, The Way to Love e un arrangiamento di We Will Win – riesce in qualche modo ad alleviare le sofferenze dell’umanità. A dargli voce nelle parti cantate è Michael Bradley, contattato da Macek per sviluppare anche la colonna sonora di Robotech: The Untold Story.

 

 

La storia infinita di Robotech

Visto il grande successo ottenuto dalla serie negli USA, nonostante un calo di ascolti verso la sua conclusione, non c’è da stupirsi che vennero prodotti spin-off e sequel, fumetti, giochi da tavolo, videogame ed ovviamente giocattoli.

Visto il grande successo vennero prodotti spin-off e sequel, fumetti, giochi da tavolo, videogame e giocattoli

Nel 1984 arriva il film The Super Dimension Fortress Macross: Do you remember love?. Una sorta di riassunto/remake degli eventi raccontati nella prima serie. Il titolo si riferisce al brano cantato da Lynn Minmay nel finale del film. Nel 1986 è la volta di Robotech: The Untold Story, il film è l’unione di scene di Southern Cross con l’OAV Megazone 23, Part I. Inizialmente il film avrebbe dovuto essere una “versione alternativa” dell’OAV e raccontare il viaggio di ritorno sulla Terra da Plutone de l’SDF-1, il progetto subì una modifica poiché in quel periodo la Tatsunoko stava pubblicizzando Macross: Do you remember love? e fece pressioni a Macek affinché non usasse materiale riguardante la continuity della serie. Il prodotto venne così ambientato poco prima della seconda guerra Robotech e si decise di utilizzare scene di Southern Cross.

Nel 1987 iniziò la produzione della serie Robotech II: The Sentinels. La storia ambientata dopo la fine della prima guerra Robotech avrebbe dovuto seguire Lisa Hayes e Rick Hunter a bordo dell’SDF-3. La serie si sarebbe dovuta comporre di 65 episodi ma venne realizzato un solo episodio da 85 minuti. Stando a quanto riportato da Macek la sua cancellazione è da ricercarsi nel crollo del cambio dollaro/yen e per la mancanza di supporto da parte della Machbox, nota casa produttrice di giocattoli. Nonostante la richiesta dei fan la serie non venne mai realizzata e il materiale prodotto venne impiegato per la stesura di una serie fumetti e di romanzi, questi ultimi scritti dal duo James Luceno e Brian Daley con lo pseudonimo Jack McKinney.

Una storia di amore e fallimenti quella tra Carl Macek e Robotech

Una storia di amore e fallimenti quella tra Carl Macek e Robotech. Infatti lo sceneggiatore aveva in progetto di realizzare Robotech III: The Odyssey. La serie si sarebbe dovuta collocare dopo The Sentinels e ricollegarsi a Body Trap, primo episodio di Macross, dando così vita ad una storia circolare. Anche questo progetto però non andò in porto.

 

 

Nel 1992 viene prodotto Super Dimension Fortress Macross II: Lovers, Again, primo sequel della prima serie di Macross si compone di 6 OAV ed ambientata 80 anni dopo la prima guerra Robotech vede umani e Zentradi, che ormai vivono in sintonia sulla Terra, affrontare gli alieni marduk.

Macek tentò anche di realizzare Robotech 3000. Ambientato nel 2999 la serie interamente in computer grafica avrebbe visto una spedizione attaccata da Veritech “infetti”. Visto il poco successo riscosso dal trailer durante il FanimeCon nel 2000 il progetto venne abbandonato.

Macek tentò anche di realizzare Robotech 3000, la serie avrebbe dovuto essere in computer grafica.

Nel 2006 venne realizzato il film Robotech: The Shadow Chronicles. Unendo animazione classica e computer grafica è il primo lungometraggio di Macross che non riadatta materiale già esistente. Ambientato al termine della terza guerra Robotech mostra nel dettaglio il frettoloso abbandono della Terra da parte degli Invid ed approfondisce la ricerca di Scott Bernard della dispersa SDF-3 ed introduce la razza aliena degli Haydonites, determinati a sterminare tutti gli utilizzatori della protocultura, umani inclusi.

 

 

Una saga quella di Robotech/Macross che si compone di una moltitudine di serie, OAV e film. Oltre a quelli di cui vi abbiamo parlato esistono la serie prequel Macross Zero, che in cinque OAV la guerra tra il governo mondiale delle nazioni unite e le nazioni che non vogliono farne parte, il video musicale The Super Dimension Fortress Macross: Flashback 2012 che ci mostra il concerto di addio di Lynn Minmay e composta oltre che da spezzoni della serie originale anche scene realizzate appositamente.

Macross Plus è il primo sequel della saga. Ambientato 30 anni dopo la serie principale si svolge sul pianeta Eden e vede protagonisti due ex-amici collaudatori di caccia e una ex-cantante. A questa fanno seguito nel 1994 i 49 episodi di Macross 7 che vede protagonisti Maximilian Jenius (ovvero Max Sterling) e Millia Fallyna (Myria nella versione USA). La serie è ambientata 33 anni dopo quella originale.

L’ultima serie prodotta è Macross Delta

Nel 1997 arrivano i 4 OAV di Macross Dynamite 7 che segue le vicende di Basara Nei e della guerra che coinvolge le popolazioni del pianeta Zola, mentre nel 2008 è la volta di Macross Frontier e della 25ª flotta coloniale viaggio verso il centro della galassia. Infine nel 20016 arriva Macross Δ (Macross Delta). 18 puntate che segue il gruppo di idolo Walküre che con il loro canto riesco a calmare gli effetti della Sindrome di Var, capace di trasformare le persone in berserk. Insieme a loro lo Squadrone Delta, piloti di Valkyrie il cui compito è proteggerle.

Robotech dovrebbe arrivare al cinema visto che Sony Pictures ha in cantiere il live action della saga

Oltre agli innumerevoli prodotti animati nel corso degli anni sono stati prodotti videogame, romanzi, giochi di ruolo, un gioco di carte collezionatili, gli iconici modellini e fumetti, di cui il più noto è il manga Macross 7 Trash che vede protagonista Shiba Mido e la sua partecipazione al torneo di Tornado Crush. Inoltre Robotech dovrebbe arrivare al cinema visto che Sony Pictures ha in cantiere il live action della saga. Si parla del film sin dal 2015 ma ad oggi non ci sono novità.

 

 

Real Robot trasformabili

Difficile pensare che Macross avrebbe avuto lo stesso impatto senza la rielaborazione americana

Prendere tre distinte serie ed unirle per crearne una unica per un determinato mercato solo per avere un prodotto da vendere alle tv americane e farne profitto. È quello che hanno Macek e la Harmony Gold, né più né meno. Un’operazione commerciale che ha stravolto tre prodotti autoconclusivi, per quanto affini per le tematiche trattate. Creando non poca confusione di continuity, anche perché in Italia all’epoca dell’arrivo della serie in pochi sapevano del fatto che Robotech è l’unione di tre serie.

Dall’altra però, probabilmente, senza tale unione e conseguente stravolgimento l’anime non avrebbe avuto il successo internazionale che ha avuto. Difficile pensare che Macross avrebbe avuto lo stesso impatto senza la rielaborazione americana.

 

robotech la recensione

 

Una saga quella di Robotech che ha conquistato intere generazioni grazie ad una storia avvincente e coinvolgente, dove tecnologia perduta, romanticismo e musica si fondono dando vita ad un’avventura emozionante e piena di suspense. Dove ovviamente non mancano combattimenti aerei.

Una storia avvincente e coinvolgente, dove tecnologia perduta, romanticismo e musica si fondono

Un’anime che si colloca a pieno diritto nel filone dei real robot inaugurato da Yoshiyuki Tomino con Gundam. Mecha in cui protagonista non è il robot ma la storia ed il suo contorno, fatto di intrighi politici, storie d’amore e guerra. In conclusione dell’approfondimento di Robotech, vi invitiamo a recuperare o a riguardare la serie originale – per quanto stravolta e americanizzata – per vivere una saga che vi porterà oltre le stelle.

 

 

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