Twitter: metti ‘like’ ad un post con informazioni false? Il social ti avvisa

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25 Novembre

Twitter stringe ancora ancora una volta la sua morsa contro la disinformazione online: decidi di mettere like ad un post con informazioni fuorvianti o controverse? Il social ti avviserà con una notifica d’allerta.

Twitter intende potenziare ancora una volta le sue policy contro la diffusione di congetture e informazioni false o fuorvianti. Oggi i post di questo tipo vengono accompagnati da un avviso del social network di default.

L’avviso ha fatto la sua comparsa per la prima volta a pochi mesi dalle elezioni presidenziali americane, per poi diventare —complici le congetture su una presunta frode elettorale promosse dallo stesso Trump— estremamente frequente nelle ultime settimane. Nel periodo compreso tra il 27 ottobre e l’11 novembre, Twitter ha etichettato oltre 300.000 tweet rei di contenere informazioni false o potenzialmente fuorvianti.

Ora Twitter lavora per rendere più evidente la natura controversa di certi post. La nuova feature è in fase di testing, ed è stata scoperta da Jane Manchun Wong, una veterana nella caccia e leaking di funzioni ancora ‘dormienti’ all’interno delle principali app.

 

 

La nuova misura anti-disinformazione funziona così: se si tenta di mettere ‘mi piace’ ad un tweet che è stato bollato come fuorviante dal sito, si riceve un ulteriore notifica che, per l’ennesima volta, avvisa l’utente del problema, invitandolo a leggere le considerazioni dei suoi fact-checker indipendenti.

La vera domanda è se questa tattica porterà ai risultati sperati o se, al contrario, contribuirà ulteriormente a dividere gli americani, alimentando la concezione condivisa da sempre più elettori conservatori di una partigianeria diffusa all’interno delle aziende Tech e dei media tradizionali. Detto in parole povere, quanti utenti, dopo aver ricevuto una notifica di questo tipo, decideranno effettivamente di approfondire l’attualità consultando le fonti affidabili suggerite da Twitter? Quanti, al contrario, interpreteranno la nuova feature come “l’ennesimo” attacco del social network contro la libertà di parola, maturando ulteriore astio e diffidenza nei confronti dell’azienda?

 

 

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mercoledì 25 Novembre 2020 - 17:24
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