Mads Mikkelsen a Venezia: “Passare a qualcun’altro dopo Kojima? Impossibile!”

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1 anno fa

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Mads Mikkelsen intervista venezia

In occasione della 18esima edizione del Premio Kinéo, abbiamo avuto modo di intervistare l’attore Mads Mikkelsen al Festival del Cinema di Venezia. Dalla carriera alla possibile quarta stagione di Hannibal, fino ad arrivare alla collaborazione in campo videoludico con Kojima.

L’attore svedese Mads Mikkelsen, conosciuto – tra i tanti ruoli e lavori – per la sua collaborazione con il regista Nicolas Winding Refn e l’iconico personaggio della serie TV Hannibal, è stato ospite al Festival di Venezia in occasione della Cerimonia del Premio Kinéo, premio ideato nel 2002 con lo scopo di promuovere il cinema italiano in un grave momento di crisi.

Da quel momento il Premio Kinéo è divenuto uno degli appuntamenti imperdibili della laguna, a cui partecipa sempre un vasto carosello di ospiti. Questa volta la cerimonia si è svolto il 6 Settembre, nella suggestiva cornice di Campo Santa Sofia a due passi da Ponte Rialto con, a seguire, la cena tenutasi nella dimora cinquecentesca dei Dogi Morosini: Ca’ Sagredo. La serata ha voluto omaggiare la città di Venezia come simbolo per una fiduciosa ripartenza con l’emblema dell’Italia e un’eccellenza italiana, la moda sul Red Carpet.

 

Mads Mikkelsen intervista venezia

 

Tra i numerosi ospiti presenti nella giornata, anche l’attore svedese Mads Mikkelsen, conosciutissimo tanto in Europa quanto al di fuori

Tra i numerosi ospiti presenti nella giornata, anche l’attore svedese Mads Mikkelsen, conosciutissimo tanto in Europa quanto al di fuori. Negli anni Mikkelsen ha avuto occasione di lavorare con moltissimi registi, quali Refn, Vinterberg, Fuqua e molti altri, passando dai progetti più d’autore a quelli più mainstream come Rogue One e Doctor Strange. Inoltre, impossibile dimenticarlo tanto nei panni della carismatica figura del Dottor Lecter nella serie TV di Bryan Fuller Hannibal, quanto nel ruolo del misterioso e spaventoso Clifford Unger nell’ultima fatica videoludica di Hideo Kojima, Death Stranding, ruolo che gli è valso anche “miglior performance” ai The Game Awards del 2019.

Nella cornice veneziana, abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’attore e scambiare quattro chiacchiere circa carriera e progetti futuri a partire dal nuovissimo film diretto da Thomas Vinterberg, Druk.

 

Mads Mikkelsen intervista venezia

 

È stato bello e allo stesso tempo mi ha spezzato il cuore per motivi personali di cui non parleremo oggi.

Comincia col dire.

Il film narra la storia di quattro insegnati la cui vita è arrivata ad una situazione di stallo, e hanno questa idea che magari bevendo “un pochino” a lavoro, le loro vite migliorerebbero. Ovviamente tutto ciò va a finire terribilmente male, ma anche in maniera “terribilmente fantastica”. Possiamo dire che sia il suo film più italiano, è un tributo alla vita. E all’alcool ovviamente!

Thomas Vinterberg non è l’unico regista con cui Mikkelsen ha più collaborato, anche se impossibile non restare drammaticamente distrutti dal bellissimo Il Sospetto, candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2012 (si, l’anno de La Grande Bellezza); tra le grandi collaborazioni c’è anche il nome di Nicolas Winding Refn.

Tanto Vinterberg quanto Refn sono due apprezzatissimi registi della scena danese ed europea. Viene spontaneo, quindi, chiedere a Mads Mikkelsen quali siano le differenze maggiori del lavoro con questi due artisti.

Ovviamente sono due registi molto diversi; del resto tutti gli esseri umani lo sono.

Con Nicolas ho girato cinque film, mentre con Thomas due.

Io e Nicolas non ci vediamo mai, non ci siamo mai telefonati, lavoriamo e basta! Non abbiamo nulla in comune, lui non fa altro che parlare di film, io non faccio altro che parlare di sport. È stano! Però quando lavoriamo insieme è tutto un altro mondo, abbiamo un modo speciale di capirci a vicenda.

Thomas, invece, è un amico stretto, sebbene abbia iniziato a lavorare con lui quando la mia carriera era già partita da un po’. Assieme a Nicolas, invece, ero agli albori del mio percorso.

 

Mads Mikkelsen intervista venezia

 

Parlando di albori, sono passati “ben” 25 anni dal primo film di Mikkelsen, appunto Pusher – L’inizio proprio di Refn. Nozze d’argento! L’attore ride, domanda “quale carriera”, sminuendo un lavoro incredibile e di grande minuzia. Ovviamente si scherza, fa caldo e c’è un po’ di vino nell’aria.

25 anni sono un tempo molto lungo, ma è come se fossero passati in uno schiocco di dita.

Potrei sedermi qui e ripensare a quello che è successo, ma ho scelto di non rimuginare troppo, quello che è successo è successo, e mi ha reso ciò che sono oggi.
Adesso che mi ci fai pensare è metà della mia vita… pazzesco!

Nessun rimpianto?

Rimpianti no. Più che rimpianti ci sono cose che credevo sarebbero andate in maniera diversa, ma non le vedo in modo negativo perché sono comunque pezzi della mia carriera che mi hanno fatto diventare l’attore che sono oggi.

Il cinema non è l’unica parte integrante della carriera di Mads Mikkelsen. Come già detto prima, uno dei ruoli più iconici dell’attore è sicuramente il personaggio di Hannibal Lecter, creato dalla penna di Thomas Harris e divenuto celebre nel 1991 con Anthony Hopkins nel film record Premi Oscar di Jonathan Demme, Il Silenzio Degli Innocenti.

 

Mads Mikkelsen intervista venezia

 

Nel 2013 Bryan Fuller crea la serie televisiva, per NBC, proprio dedicata al personaggio di Hannibal Lecter, prendendo in riferimento i libri di Harris in ordine cronologico di svolgimento degli eventi.

Causa cancellazione, purtroppo, la serie si interrompe alla terza stagione con un finale tronco che lascia l’amaro in bocca ai fan. Si è parlato tanto, tantissimo di un ritorno di Hannibal, ma senza avere mai troppe speranze. Qualcosa, però, è cambiato. Netflix ha preso la serie nel suo squadrone, rendendo disponibile le tre stagioni uscite e, notizie di poche settimane fa, secondo voci di corridoio attendibili, ci potrebbero davvero essere speranze per un continuo. Continuo che dovrebbe prendere come oggetto proprio Il Silenzio degli Innocenti. Ma sarà davvero così?

Si, è vero che le voci girano già da un po’, soprattutto da quando la serie è arrivata su Netflix.

Posso dire che questa voce è diventata sempre più insistente tra gli stessi produttori, compreso lo showrunner Bryan Fuller. La speranza c’è, ma ancora non so se questo avverrà, come avverrà e quando.

 

 

Quello che posso, però, dire che tutti saremo compresi nel progetto, io per primo. L’idea di prendere parte a Il Silenzio degli Innocenti mi elettrizza e ho già molte cose in mente riguardanti il personaggio, ma non è questo il giorno di dirvi qualcosa.

Cinema, serie TV ma non solo. Nella carriera di Mikkelsen figurano anche i videogiochi. Lo scorso anno, infatti, Mikkelsen è stato il protagonista dell’incredibile gioco di Hideo Kojima, Death Stranding. Kojima, proprio quest’anno, figura tra i giurati della sezione VR del Festival di Venezia.

Viene lecito, quindi, chiedere all’attore svedese se nel suo futuro ci potranno mai essere esperienze simili come quella di Death Stranding.

Bhè, difficile passare da Kojima a qualcun altro perché, come sapete, lui è il top! E come puoi fare altro dopo aver raggiunto il massimo?

Dice ridendo.

È stato un progetto molto interessante, perché si trattava di recitare ma è stato anche molto surreale perché, alla fine, recitavamo indossando tutta l’attrezzatura del motion capture.

 

 

Però, per quanto possa sembra divertente e un po’ ironico, abbiamo preso il progetto in maniera serissima. Kojima è un uomo fantastico, molto buono e comprensivo. Durante le riprese, se qualcosa andava storto, diceva di non preoccuparci, tanto il tutto poteva essere sistemato dopo al computer!

Si, è abbastanza surreale come cosa, l’idea stessa che qualcuno decida le tue azioni, ma mi sono divertito molto. Non so però se ci sarà nuovamente un’esperienza come questa.

Prendere parte ad un videogioco non vuol dire, però, essere un appassionato di videogiochi e, a quanto pare, per Mikkelsen il mezzo videoludico risale ad un ricordo lontano, fermo al mitico Pac-Man del 1980.

No, non sono assolutamente un gamer, a meno che non consideriamo Pac-Man come qualcosa di moderno. Mio figlio lo è sicuramente e spesso, guardandolo giocare, penso che mi piacerebbe da matti riuscire a fare quello che fa lui ma… decisamente troppo lavoro!

L’incontro con il meraviglioso Mads Mikkelsen non può non chiudersi con una domanda riguardante i progetti futuri. Si, perché oltre a Druk c’è anche altro che bolle in pentola.

Non so quanto sono autorizzato a dire su questo film!

 

Inizia a dire ridendo, fermando ogni speranza di avere un po’ di ciccia. Poi, però, qualcosa torna a bollire.

Attualmente non so bene quale sia la situazione lockdown americana e, quindi, quando riusciremo a trovare una vetrina per la distribuzione del film. Cosa posso anticiparvi? La pellicola parla di un virus che attacca unicamente gli uomini mentre, per le donne, dona la capacità di vedere e percepire ogni emozione, pensiero o sentimento che un uomo sta provando in quel momento… Quindi, siamo decisamente nei guai!

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