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Le Migliori Serie Straniere a Fumetti del 2019

45
1 anno fa

17 minuti

Ed ecco infine la terza e ultima classifica dei migliori fumetti usciti in Italia del 2019, quella dedicata alle serie straniere! Grandi restart e avvincenti sorprese hanno caratterizzato un anno che, quanto a serialità, ha offerto moltissimo, forse anche qualcosina in più rispetto i precedenti due. Non ci resta che tuffarci nelle migliori serie straniere del 2019.

Ah, la serialità. Breve o lunga che sia, per molti è ancora la naturale forma del fumetto.

La struttura periodica ed episodica delle storie, i cliffhanger a fine capitolo, a volte anche la semplice attesa per poter vedere cosa succederà poi, sono ancora adesso dei motori imprescindibili della nona arte.

Quest’anno a Il Trono del Re sono state presentate numerose nuove serie e altre importanti (forse sarebbe il caso di dire leggendarie) si sono concluse dopo tanto tempo e in generale la creatività si è posizionata ad unliello decisamente alto, basta un’occhiata alla Top 10 per vedere quanti generi diversi hanno trovato collocazione in essa: fantasy, supereroistico, horror, thriller, mistery, sci-fi…

Ecco la quindi la classifica delle migliori 10 serie straniere uscite in Italia nel 2019.

Alcune le conoscete di certo, altre magari le scoprirete nel corso della lettura. Ovviamente vi invito a fare un salto nell’archivio de Il Trono del Re per recuperare le varie recensioni.

Perché è importante chiudere bene l’anno, ma è altrettanto fondamentale iniziare alla grande quello nuovo e non è mai troppo tardi per iniziare una nuova grande serie.

 

 

 

.10

The Walking Dead Vol. 32

di R. Kirkman, C. Adlard (saldaPress)

 

 

Si è concluso un fumetto a dir poco leggendario. Non è proprio così frequente trovare un ultimo volume in una classifica di questo tipo; normalmente si lascia spazio alle nuove serie, piuttosto che a quello molto datate e The Walking Dead ha ben 15 anni.

Il capolavoro di Robert Kirkman e Charlie Adlard arriva alla conclusione. Ricordo ancora la telefonata di saldaPress, quel pomeriggio: “Ciao Zeth, ti andrebbe di passare da noi per fare una diretta esclusiva? Dobbiamo annunciare una cosa importante, la fine di The Walking Dead”.

Kirkman ha sorpreso tutti chiudendo all’improvviso (era già da qualche anno che ci pensava) uno dei fumetti indipendenti americani più importanti di sempre, che ha generato una serie tv diventa popolarissima (potete dire quello che volete ma seppur in forte calo conta ancora milioni di fan) e rilanciato l’abusatissimo tema “zombie”.

The Walking Dead è un’analisi incredibile dello sviluppo sociale umano e del suo ripetere sempre gli stessi errori, è una vicenda di un’umanità e di una coralità rarissime e questo ultimo volume è un piccolo gioiello. La serie poteva essere chiusa in centinaia di modi e lui ha scelto quella più giusta, quella che doveva essere, visto che TWD non è la storia degli zombie che hanno divorato il mondo ma degli uomini che sono sopravvissuti all’apocalisse. Tanto di cappello, quando un autore ha il coraggio di chiudere in maniera egregia una serie così importante e remunerativa è d’obbligo un applauso e un inchino. Lunga vita a The Walking Dead, uno dei fumetti più straordinari della mia vita.

 

 

 

.09

Beastars

di Paru Itagaki (Planet Manga)

 

 

Beastars è stata una delle piacevoli sorprese del 2019. Il manga di Paru Itagaki, forte di un successo clamoroso in Sol Levante, diventato un anime per Netflix e destinato ad ottenere ancora altri riconoscimenti, è un bellissimo esempio di come si possa parlare di società contemporanea, discriminazioni razziali e difficoltà ad inserirsi in un contesto sociale con originalità e fantasia.

Il mondo di Beastars è popolato da animali antropomorfi e la società è ben divisa tra carnivori ed erbivori. Le cose funzionano anche in virtù di un precario equilibrio che sarà spezzato quando un giovane studente (un alpaca) sarà trovato assassinato, con segni di un attacco di un carnivoro. Legoshi, il lupo grigio protagonista, finirà suo malgrado al centro dell’attenzione e la sua vita comincerà a prendere pieghe del tutto inaspettate vista la sua indole apparentemente mansueta e introversa.

L’autrice confeziona un’opera adulta, piena di spunti interessantissimi, originale e – per fortuna – non troppo legata ai classici e asfittici clichè da shonen/shojo manga contemporanei, dando prova di una rara originalità e di una qualità davvero eccellente anche nei disegni, chiaramente nipponici ma con forti richiami europei (in particolare al fumetto francese).

Una serie straordinariamente matura e complessa, da leggere e rileggere.

 

 

 

.08

Outer Darkness

di J. Layman e Afu Chan (saldaPress)

 

 

Outer Darkness è arrivata a fine anno con il Free Comic Book Day ed è stata una folgorazione.

La nuova serie Skybound/Image dell’autore di Chew è un concentrato pazzesco di horror e sci-fi come se ne leggono davvero pochi in circolazione.

Immaginate Star Trek, con tutti i suoi schemi narrativi, la flotta spaziale, gli equipaggi, le astronavi e le missioni nel cosmo e fate scrivere e dirigere il tutto a Carpenter. Sotto acidi.

L’equipaggio della Caronte (una astronave alimentata da un antico dio sumero) dovrà effettuare una missione di recupero nella zona della galassia denominata la Tenebra, uno squarcio warp da cui fuoriescono le peggiori entità mai immaginate.

Demoni, possessioni, divinità decadute, equipaggi in rivolta, misteri e colpi di scena in un’opera che è sci-fi nello stile e in certe dinamiche ma è dannatamente horror, gore e splatter in tutto il resto. Avete presente Event Horizon? Ecco, fatto mille volte meglio.

Adoro tutto di questa serie, dalla sceneggiatura geniale ai dialoghi, fino ai disegni di Afu Chan, cartoon e azzeccatissimi per originalità e composizione. In America è andata sold-out al primo albo. Spero succeda anche qui da noi. Imperdibile.

 

 

 

 

.07

To Your Eternity

di Yoshitoki Oima (Star Comics)

 

 

Un essere immortale, senza una vera forma fisica, arriva sulla Terra e sperimenta il limite dell’incarnazione, assumendo di volta in volta forme diverse di esistenza. Dal breve stato minerale a quello animale, per poi arrivare a diventare un uomo. Conoscerà così il calore degli affetti e degli amori, le ambizioni, le sofferenze, infine persino la morte.

To Your Eternity racconta l’umanità tramite il racconto di Fushi, che assumerà spoglie umane e comincerà quindi a conoscere la vita in tutte le sue sfaccettature, ma l’insieme di esperienze che si troverà a vivere è magnifico per dolcezza, sensibilità e profondità. C’è qualcosa di spirituale in questo viaggio, come il ciclo delle reincarnazioni secondo il proprio karma e il raggiungimento dell’illuminazione divina tipica del Buddismo. Il manga di Yoshitoki Oima, l’autrice di A Silent Voice, brilla per originalità e complessità, unendo un disegno delicato e mai fuori luogo ad una storia che cresce capitolo dopo capitolo, anche quando arriveranno i primi villain, chiamati knocker e infittiranno la trama.

To Your Eternity è uno shonen manga (come testimoniato dal premio ricevuto come Best Shonen Manga dai Kodansha Manga Awards), ma ha aspirazioni più elevate e rappresenta davvero una bellissima eccezione all’appiattimento di genere a cui stiamo assistendo da molto tempo.

 

 

 

 

.06

Gideon Falls

di J. Lemire e A. Sorrentino (Bao Publishing)

 

 

Jeff Lemire è uno degli autori più in forma degli ultimi anni. A lui dobbiamo moltissimi titoli di gran qualità e successo. Ma l’alchimia che si è sviluppata con il nostro talento partenopeo Andrea Sorrentino è davvero unico e lo dimostra proprio Gideon Falls, forse il miglior horror in circolazione al momento.

Vero protagonista di questa storia sarà il Fienile Nero, una costruzione diabolica e maledetta che infesta le visioni e i sogni dei diversi protagonisti della narrazione e finendo per essere la vera e propria personificazione del male insito nell’uomo.

La vicenda, squisitamente complessa, imbastita da Lemire è un horror psicologico dal fortissimo appeal televisivo, tanto che presto diventerà una serie TV. Sorrentino riesce con suo stile unico al mondo e con un lavoro grafico maniacale di costruzione delle tavole ad imporre una sensazione di orrore costante davvero palpabile. Non a caso il nostro Andrea si è portato a casa un bel Premio Eisner per questa serie.

Elementi alla Stephen King si fondono con temi cari ai fan di Silent Hill, in un crescendo di mistero che con il secondo volume raggiungerà il suo apice per iniziare a distillare un terribile verità che si rivelerà ai nostri occhi.

Una cosa va detta: non sono tanti i fumetti horror capaci di instillare realmente paura e angoscia. Gideon Falls ci riesce.

 

 

 

 

.05

Summer Time Rendering

di Yasuki Tanaka (Star Comics)

 

 

Summertime Rendering è stato il mio shonen manga del 2019. Quel manga che – capita una o al massimo due volte all’anno – mi fa tornare indietro nel tempo a quando ero adolescente e mi tiene incollato alle pagine.

La vicenda si concentrerà sulla piccola isola turistica Hitogashima, dove il protagonista Shinpei si troverà a tornare per assistere al funerale della propria amica (e qualcosa di più) d’infanzia Ushio Kofune.

Ma in maniera del tutto improvvisa Shinpei svilupperà una capacità soprannaturale, quella di riavvolgere il tempo e di poter rivivere la propria vita dopo ogni fatale avvenimento che lo porterà a morire. In questo modo Shinpei affronterà una terribile maledizione che avvolge l’intera isola in cui è ambientata la storia, una maledizione che porterà le persone ad essere uccise e sostituite dalle malvagie “ombre”, entità diaboliche capaci di assumere aspetto e ricordi dei malcapitati, ma perseguendo uno scopo misterioso e sinistro.

Capitolo dopo capitolo la storia si farà sempre più complessa e intricata, pur mantenendo un carattere ordinato, il tutto coadiuvato da buonissimi disegni e dall’ambientazione rurale giapponese che emana sempre un certo fascino. I personaggi in scena aumenteranno e il mistero si infittirà, senza mai risultare frustrante o poco comprensibile. Persino Shinpei, il protagonista, sarà un personaggio decisamente più accattivante rispetto alla media dei protagonisti shonen di questo tipo di pubblicazioni.

E’ uno shonen, con molti dei clichè di genere, ma è anche incredibilmente appassionante e scorrevole e ho divorato ogni singolo volumetto uscito finora con curiosità ed entusiasmo, a riprova dell’indubbia qualità.

 

 

 

 

.04

Days of Hate

di A. Kot e Danijel Žeželj (Eris Edizioni)

 

 

Ve l’ho ripetuto varie volte: segnatevi il nome di Ales Kot, perché questo ragazzo è destinato a diventare molto importante. Quantomeno qui da noi, visto che in America è già un nome caldo da tenere sott’occhio.

Dopo i suoi lavori in Marvel, Kot è approdato sul mercato con altre opere irriverenti e molto serie, come Days Of Hate che racconta diun America del 2022 nella quale i suprematisti bianchi sono saliti al potere, creando una società fascista e xenofoba che stermina chiunque sia “diverso”.

In questo scenario si muoveranno Amanda Arvid e la sua ex moglie Xing, entrambe desiderose di vendetta, ma diametralmente su due fronti diversi, come a dire fine comune ma mezzi certamente molto diversi.

Con un cast di personaggi ridotto ma estremamente be caratterizzato, Days of Hate è una caustica critica alla società americana attuale e a quello che potrebbe diventare se al potere continueranno ad esserci figure dalla dubbia moralità e scarse capacità.

Nonostante in questo fumetto non ci siano veri e propri eroi (non è  certamente un fumetto Marvel), la serie Image di Kot, disegnata in maniera energica e graffiante da Žeželj (non li amati ma ne riconosco l’efficacia e la coerenza con la sceneggiatura), parla d’amore e di sentimenti veri, anche se le ombre finiscono per minacciare tutto e tutti. In questo è verosimile in maniera inquietante e i due volumi della serie filano. Da leggere con attenzione, anche per non perdersi ogni più piccolo risvolto di trama e anche per rendersi conto di cosa stiamo rischiando di vivere.

Arriveranno altri lavori di Ales Kot in Italia (New World e soprattutto il fantastico Zero, in primavera) e capirete ancora di più quanto è grande il talento di questo autore!

 

 

 

 

.03

L’immortale Hulk

di A. Ewing e J. Bennet (Marvel Italia – Panini)

 

 

Perché?!? Perché diavolo Immortal Hulk di Al Ewing non ha vinto l’Eisner quest’anno?

Era da un’infinità che una serie Marvel non era così universalmente riconosciuta e apprezzata. Il Gigante di Giada sotto la guida di Al Ewing, Joe Bennett e Ruy Josè è diventato un fumetto horror, coraggioso e ricco di inventiva, cancellando anni di gestione sonnecchiante e poco illuminata. Hulk è di nuovo minaccioso, è mostro temuto da tutti che appare solo la notte per soverchiare la personalità del fuggiasco Banner e le sue storie hanno iniziato ad avere un ritmo incredibile, sostenute da svolte psicologiche, religiose e non solo da il noiosissimo “Hulk spacca”.

D’altronde c’era da aspettarselo: se l’incredibile Hulk diventa l’Immortale Hulk possono solo succedere grandi cose. E così è stato. Ogni capitolo si è dimostrato vincente sotto ogni punto di vista, regalandoci una serie coi fiocchi a cui manca solo un riconoscimento ufficiale. Dopo aver visto i risultati dei voti del SDCC avrei voluto fabbricare un Eisner con le mie mani, prendere un aereo e consegnarlo di persona agli autori.

Hulk è risorto e la serie non sarebbe potuta essere migliore di così. L’Immortale Hulk è la risposta a tutti quelli che ancora si ostinano a dire che i supereroi sono ormai diventati stantii e noiosi; occhio, lo Sfregio Verde potrebbe avervi sentito.

 

 

 

 

.02

Coda Voll. 1, 2 e 3

di S. Spurrier e M. Bergara (Panini Comics Italia)

 

 

Siamo nerd. Abbiamo mediamente consumato talmente tanto fantasy nella nostra vita che quasi non ci fa più né caldo né freddo. Finchè non è arrivato Simon Spurrier e il suo Coda per Boom Studios.

I tre volumi che compongono la serie di Coda sono semplicemente un condensato del meglio che possa esserci nel fantasy moderno. Mmm è un bardo di poche parole che vaga in un mondo nel quale la magia ormai è completamente prosciugata. La poco rimasta viene distillata in piccole ampolle ed è preziosa più dell’oro e dei diamanti. La sua vita è destinata a salvare la propria moglie (un’orchessa) dalla maledizione del berserker che la porta ad essere sopraffatta dalla propria furia; dopo aver recuperato la testa di un ylf, unica fonte inesauribile di magia nel mondo, il suo viaggio si tramuterà in un’epopea molto più vasta e profonda di quanto avremmo mai immaginato.

Disegnato in maniera spettacolare, piena di riferimenti fantasy classici e assolutamente inediti o originali, la storia scorrerà velocissima nei tre volumi pubblicati quest’anno portandoci ad un epilogo tradizionale ma perfetto per stesura.

Ho amato tutto di questa serie: i personaggi, fantasy ma assolutamente moderni e originali (a partire dal protagonista, passando per la sirena Murkrone), i dialoghi, le trovate di sceneggiatura, l’ambientazione. E’ stato definito da molti il Mad Max del fantasy e la definizione ci può stare. Per me non dovreste nemmeno porvi il dubbio e procurarvelo immediatamente.

 

 

 

 

 

.01

House Of X e Powers Of X

di J. Hickman, P. Larraz, R.B. Silva (Marvel Italia – Panini)

 

 

La positive streak Marvel in questo 2019 è stata caratterizzata dalla rivoluzione targata Hickman. L’abbiamo attesa, discussa, immaginata. Per quanto mi riguarda non poteva essere meglio di così.

Finalmnete i mutanti della Casa Delle Idee trovano una conferma e un’affermazione dopo anni di noia e disinteresse della stessa casa editrice. Con un colpo di coda, l’architetto Jonathan Hickman spazza via anni di errori, recupera continuity dimenticate e crea il proprio universo.

I mutanti comandano, i mutanti hanno il destino del mondo nelle proprie mani, una nuova patria (Krakoa), nuove alleanze e in generale un’aura di potenza unica. La storia nelle due serie prequel esamina non solo i personaggi a noi cari, ma ne rimodellano altri (come Moira MacTaggert) e soprattutto si dirama in ben 4 linee temporali diverse creando un affresco complesso e assolutamente magnetico.

Quante volte siamo stati così gasati per un rilancio Marvel? Quante altre volte egli ultimi dieci anni siamo stati così soddisfatti del trattamento riservato ai nostri supereroi preferiti? Perché se avete la mia età siete cresciuti con il mito degli X-Men e perché era dai tempi di Grant Morrison che non eravamo così felici di affermare a gran voce “sono un X-fan”. Grande Hickman, matto e sfacciato come pochi,e grandi anche Larraz e Silva che hanno dato il massimo con disegni sempre all’altezza!

Lunga vita ai mutanti!

 

 

 

 

Menzioni speciali

 

 

Paper Girls Vol. 6 di B. K. Vaughan e C. Chiang e Black Science Vol. 9 di R. Remender e M. Scalera (Bao Publishing)

Si sono concluse due delle mie serie preferite degli ultimi anni e il loro arrivo al traguardo è stato esaltante, specie per quanto riguarda il fumetto di Remender e Scalera. In entrambi abbiamo assistito alla crescita dei protagonisti e allo sconvolgimento delle loro vite. In entrambi abbiamo visto come il bene sappia emergere, anche se con difficoltà. In entrambi abbiamo assistito ad un’esperienza umana fantastica, ma ricca di spunti per il nostro quotidiano. Due serie magistralmente scritte e disegnate che rimarranno a lungo nel mio cuore.

 

 

Seven To Eternity Vol. 3 di R. Remender e J. Opena (Panini Comics).

Esce un numero all’anno e da tre anni ve ne parlo. Adoro questa serie, adoro i di segni di quel fenomeno di Opena e adoro l’ambientazione pazzesca che Remender è riuscito a creare. La vita di Adam Osidis che si intreccia con quella del Dio dei Sussurri e di come questo fantasy sia riuscito a mettere al centro dell’attenzione la fragilità umana anziché gli scontri epici tipici dello sword and sorcery. Se nel secondo c’era stata una escalation di trama, il terzo volume è veramente ricco di risposte e svolte interessantissime, facendo intuire che l’autore ha ben chiaro il percorso. Direi che non avete scuse per non leggere questa serie.

 

 

Doomsday Clock di G. Johns e G. Frank (Dc Comics – RW Lion)

A me questa serie è piaciuta. La metto nelle menzioni speciali perché ritengo che le altre inserite in classifica meritassero di più, ma sono fermamente convinto che il lavoro svolto da Geoff Johns nel creare questo ideale “sequel” di Watchmen, in salsa squisitamente DC, sia stato buono. Per non parlare dei disegni che sono un perfetti nel loro ripotarci alle atmosfere classifiche dei grandi supereroi Golden Age e Silver Age.

Il Dottor Manhattan che sembra essere la causa della nascita dei supereroi nell’universo principale della casa di Burbank, Ozymandias e il nuovo Rorscharch, gli incubi di Superman, tutto è stato avvincente e decisamente una spanna sopra molti crossover usciti negli ultimi anni.

 

 

 

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