Intervista a Cristina D'Avena e Uan: "Nerd vuol dire avere delle passioni"

Su Mediaset Play sono disponibili tutte le serie anni ’80 e ’90 con protagonista Cristina D’Avena: Love Me Licia, Licia Dolce Licia, Teneramente Licia, Balliamo e Cantiamo con Licia – Arriva Cristina, Cristina, Cri Cri, Cristina e L’Europa siamo noi.

Vi è scesa una lacrima? Lo stesso è successo a Lucca Comics & Games 2019, dove, per celebrare l’arrivo degli episodi sulla piattaforma di streaming, Mediaset ha organizzato un panel, dal titolo Uan day con Cristina, in cui la cantante si è riunita con il pupazzo Uan (che ha la voce di Pietro Ubaldi ed è animato da Enrico Valenti e Donatella Sturla del Gruppo80) e il conduttore Marco Bellavia.

 

 

Abbiamo cercato in tutti i modi di estorcere sia a Cristina D’Avena che a Uan la ricetta delle fettine panate di Marrabbio: ci saremo riusciti?

Comunque Uan ci tiene a precisare che preferisce i cremini.

 

 

 

 

 

Cosa vuol dire essere nerd secondo Cristina D’Avena e Uan

Cristina D’Avena e il pupazzo Uan hanno visto diverse generazioni di nerd (e di uanini): cosa vuol dire per loro essere nerd? Gliel’abbiamo chiesto a LuccaCG19.

Per Uan:

Vuol dire essere appassionati, vuol dire aver vissuto gli anni ’80 e volerli rivedere ancora.

 

Per Cristina D’Avena invece:

Vuol dire amare e sopratutto entrare nel magico mondo dei cartoon: è questo che bisogna fare, in realtà.

Quando canto la mia musica, le mie canzoni, entro veramente nel mondo dei miei personaggi: in quello dei Puffi, di Robin Hood, di Licia e sento tantissimo l’influenza di questo mondo dentro di me.

Secondo me, vuol dire amare tantissimo il personaggio, il mondo dei cartoni animati e tirare fuori il bambino che c’è in noi, la nostra infanzia, che spesso rimane nel nostro cuore, un po’ appartata, ma che abbiamo bisogno di esternare.

Ci rifugiamo nella nostra infanzia: quindi quando hai la possibilità di uscire e vestirti dal tuo personaggio preferito, vedere tanti amici che, come te, amano quello che ami tu, entri nel mondo della fantasia, che ti fa vivere meglio.

Vivi un momento diverso. Poi torni alla tua vita, alla realtà, al lavoro… Quindi godiamocelo. È bellissimo.

Valentina Ariete

Valentina Ariete a.k.a. valentinaariete

Il primo film della mia vita è stato Biancaneve e i sette nani, avevo 3 anni. L’effetto è stato devastante: non volevo più uscire dalla sala e ho costretto i miei poveri genitori a vederlo due volte. La gioia che mi ha dato vedere delle immagini in movimento su un grande schermo è stata pari soltanto a quella che ha suscitato in me un'altra scoperta “giovanile”, quella del gelato (per la cronaca: di anni non ne avevo nemmeno 1 ed era una coppetta crema e panna). Poi sono cresciuta, ora anche altre cose mi danno gioia, ma ho fatto della passione per il cinema (e le serie tv) il mio lavoro. In un'altra vita (non tanto lontana) ero un dottore, oggi scrivo di mondi di celluloide per Deejay, TvZap, Movieplayer e Lega Nerd.
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martedì 5 novembre 2019 - 10:28
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