L'eleganza di Saturno nelle immagini di Hubble
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L’inclinazione verso la Terra di Saturno favorisce una vista magnifica del pianeta e della sua struttura luminosa e ghiacciata consentendo di distinguere benissimo gli anelli che lo circondano. L’immagine ripresa dalla Wide Field Camera 3 di Hubble è la seconda di una serie annuale di istantanee scattate nell’ambito del progetto OPAL.

OPAL (Outer Planets Atmospheres Legacy) è un progetto della NASA che permetterà agli scienziati di comprendere le dinamiche delle condizioni atmosferiche e l’evoluzione dei pianeti gassosi del nostro sistema solare. In particolare, nel caso di Saturno sarà possibile individuare i modelli atmosferici e identificare il loro andamento.

Come la Terra anche Saturno con il suo equatore inclinato di 27 gradi rispetto al piano della sua orbita attorno al sole ha le sue stagioni, solo che durano più di sette anni.

La Wide Field Camera 3 di Hubble ha immortalato Saturno il 20 giugno scorso mentre si avvicinava alla Terra a circa 845 milioni di miglia di distanza ed è stata scattata durante la stagione estiva nell’emisfero settentrionale del pianeta. Come la Terra anche Saturno con il suo equatore inclinato di 27 gradi rispetto al piano della sua orbita attorno al sole ha le sue stagioni, solo che durano più di sette anni. Questa immagine offre anche dettagli atmosferici che una volta potevano essere catturati solo da veicoli spaziali che visitavano i pianeti lontani, come la sonda Cassini della NASA immersasi nell’atmosfera di Saturno il 15 settembre 2017.

I colori ambrati del pianeta che si vedono provengono dagli eventi estivi prodotti dalle reazioni chimiche delle radiazioni ultraviolette solari che creano una sorta di foschia. Sotto la foschia si trovano nuvole di cristalli di ghiaccio di ammoniaca, oltre a nuvole più profonde e invisibili di idrosolfuro di ammonio e acqua. La struttura fasciata di Saturno è causata da venti alternati che portano nuvole a diverse altitudini e latitudini.

L’immagine fornisce i particolari delle scanalature del sistema ad anelli di Saturno che ricordano quelle di un disco in vinile.
Saturno ammaliò anche Galileo Galilei quando lo scoprì nel 1610 e vide i suoi anelli.

Saturno ammaliò anche Galileo Galilei quando lo scoprì nel 1610 e vide i suoi anelli.  Con il suo rudimentale cannocchiale Galileo non riuscì ad osservare con chiarezza gli anelli e pensò quindi che fossero delle appendici del pianeta. Più tardi nel 1655, l’astronomo olandese Christiaan Huygens identificò per la prima volta gli anelli come un fenomeno separato. Oggi sappiamo che questi anelli sono per lo più fatti di pezzi di ghiaccio, con dimensioni che vanno da piccoli granelli a massi giganti, e che si muovono costantemente intorno al pianeta.

Il telescopio spaziale Hubble vicino al pensionamento riesce ancora a regalarci immagini magnifiche e affascinanti che permettono di raccogliere sempre più informazioni per scoprire i segreti di mondi lontani.

 

 

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sabato 21 settembre 2019 - 10:58
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