L’intelligenza del polpo solitario #LegaNerd

Mentre gli altri animali intelligenti tendono ad essere socievoli e crescere in gruppo, i polpi hanno vita breve, sono solitari e ben poco socievoli: si danno anche al cannibalismo se si incontrano.

Per le scimmie, elefanti, balene e delfini la necessità di ricordare e gestire una complessa rete di relazioni potrebbe aver contribuito a guidare l’evoluzione del loro cervello e in generale gli animali intelligenti tendono ad essere più longevi.

La maggior parte ha una vita più breve di due anni e molti muoiono dopo il loro primo periodo di sesso e riproduzione.

Tra gli animali intelligenti il polpo risulta quello più particolare: sa svitare coperchi, trasportare gusci di cocco e utilizzarli come una armatura, barricare la sua tana con pietre e spruzzare acqua per scoraggiare i predatori, ma di certo è un animale solitario.

Anche quelli che nuotano in gruppo, come alcuni calamari, non formano legami sociali profondi e tendono a vivere poco e morire giovani: la maggior parte ha una vita più breve di due anni, e molti muoiono dopo il loro primo periodo riproduttivo.

Queste sue caratteristiche rendono il polpo unico nel regno animale.

Secondo uno studio recente di Piero Amodio dell’Università di Cambridge queste caratteristiche sarebbero legate a uno sviluppo particolare nella storia evolutiva del polpo corrispondente alla perdita dei loro gusci.

In accordo anche con altri studi, il percorso del polpo verso l’intelligenza iniziò mentre i gusci erano ancora presenti suggerendo così una graduale evoluzione dell’animale.

Questo ha permesso loro di nutrirsi di molti altri tipi di cibo, richiedendo tecniche di approvvigionamento più complesse.

Riteniamo che questa sia una delle sfide chiave che li ha spinti a diventare più intelligenti.

Abbandonando i gusci appartenenti ai loro antenati, i cefalopodi sono diventati flessibili sia nel corpo che nella mente: potevano muoversi più velocemente, espandersi in nuovi habitat, insinuare i loro tentacoli in fessure in cerca di prede.

Si pensa che il polpo nella sua evoluzione e nel lungo e lento sviluppo delle difese alternative abbia avuto anche abbastanza tempo per sviluppare la sua intelligenza.

 

 

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giovedì 11 luglio 2019 - 9:51
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