Un museo ha utilizzato DeepFake per resuscitare Salvador Dalì

Forse vi ricorderete di DeepFake, un tool che, sfruttando il machine learning, è stato utilizzato per creare dei convincenti fake porno con alcune celebrità di spicco per protagoniste. Ora la medesima tecnologia è stata usata anche dal Dalì Museum di Petersburg, che nell’installazione Dalì Lives permette di scattarsi un selfie con il defunto surrealista.

Oltre 1000 ore di video, tra vecchie interviste e cortometraggi di Salvador Dalì, sono stati dati in pasto ad un algoritmo. Poi è stato scelto un attore in carne ed ossa, con lo stesso fisico e la stessa altezza dell’artista.

Quindi il software è riuscito ad appiccicare il volto di Dalì su quello dell’attore in modo a dir poco convincente: il risultato è un video interattivo, che dà ai visitatori del museo l’impressione di trovarsi proprio difronte al pittore.

 

In totale sono stati prodotti 40 minuti di video, con centinaia di combinazioni possibili. Infatti l’installazione Dalì Lives dà ad ogni visitatore un’esperienza unica: in alcuni casi il clone digitale del surrealista legge una copia del NYW con la data corrente, in altri casi l’artista commenta il meteo, magari perché fuori, proprio in quel giorno, sta piovendo a dirotto.

Insomma, un prodotto semplicemente stupefacente, che non può non inquietarci almeno in parte: è la prova che in mano ad una squadra di professionisti questa tecnologia è già così matura da permettere di rubare l’identità di una persona, senza che un occhio mediamente attento possa rendersene conto.

 

 

Alla fine del video il Salvador Dalì virtuale chiede ai visitatori se vogliono scattarsi un selfie con lui, ed ecco che l’artista estrae dal taschino uno smartphone per fare lo scatto.

La foto viene poi mandata per email. Semplicemente geniale.

 

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domenica 12 maggio 2019 - 12:00
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